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La Fed per l’inflazione: opportunità per BTCUSD
La Fed per l’inflazione: opportunità per BTCUSD
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La Fed per l’inflazione: opportunità per BTCUSD

By Eleonora Spagnolo - 29 Ago 2020

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La Federal Reserve statunitense si è dichiarata pronta a tollerare un’inflazione oltre il 2%. A questo annuncio BTCUSD, cioè la coppia di riferimento per lo scambio di Bitcoin con il dollaro statunitense, è salito di valore fino a toccare gli 11.600 dollari, per poi rintracciare.

Le parole del presidente della Fed Jerome Powell sono state molto chiare:

“Cercheremo di ottenere un’inflazione mediamente del 2% nel tempo. Pertanto, a seguito di periodi in cui l’inflazione è stata inferiore al 2%, una politica monetaria appropriata mirerà probabilmente a raggiungere un’inflazione moderatamente superiore al 2% per qualche tempo”.

La notizia lascia intendere che il dollaro americano potrebbe deprezzarsi. All’opposto Bitcoin con la sua natura deflattiva, potrebbe incrementare di prezzo.

Bitcoin, una nuova bullrun? 

L’annuncio della Fed si somma ad un evento centrale per Bitcoin, l’halving di maggio: con il dimezzamento dei premi per i miner, si dimezza anche la produzione dei Bitcoin.

È qui che entra in scena una significativa differenza tra dollaro e Bitcoin. Mentre ipoteticamente si possono continuare a stampare banconote, non è possibile minare Bitcoin all’infinito. 

Satoshi Nakamoto ha concepito Bitcoin affinché potessero essere messe in circolazione fino a 21 milioni di BTC. È la natura deflattiva, all’opposto di quella inflattiva del dollaro, che invece rischia di far perdere valore alla moneta. 

Nel 2016, dopo l’halving, Bitcoin ha iniziato una lunga corsa che l’ha portato ad aumentare di prezzo fino al dicembre 2017, quando ha toccato i 20.000 dollari (per poi discendere). 

All’epoca però non c’era la crisi economica che il mondo sta vivendo attualmente a causa del Coronavirus.

Insomma, tutto lascia pensare che ci siano le condizioni affinché Bitcoin possa aumentare di prezzo. È ciò che sostiene anche un esperto del settore, Tyler Winklevoss, secondo cui il rischio di elevata inflazione del dollaro statunitense porterà a crescere il valore di Bitcoin fino a 500.000 dollari. 

Non c’è nulla di concreto che possa dire se veramente BTC raggiungerà queste cifre. Ma sicuramente Bitcoin, così come l’oro, potrebbero diventare beni rifugio nel caso in cui la moneta USA perdesse in modo significativo il suo potere di acquisto. 

C’è da dire che questa volta il mondo degli investitori istituzionali sembra decisamente più attenti. Per loro stanno aumentando le proposte di investimento. L’ultima in ordine di tempo è quella di Fidelity Investment, che ha depositato alla SEC la documentazione per il fondo di investimento Wise Origin Bitcoin Index Fund. Quota di ingresso: 100.000 dollari.

BTCUSD, la fase di stallo

Il punto certo è che questa settimana in realtà Bitcoin non è cresciuto, anzi, il suo valore settimanale (aggiornato a venerdì’ 28 agosto) è diminuito di circa il 2,5%. 

Bitcoin ha consolidato il supporto degli 11.300 dollari, ma non riesce a sfondare il muro degli 11.500, se si esclude la reazione seguita alle parole di Jerome Powell, a cui è seguito un ritracciamento.

Bitcoin in definitiva resta in mano alla speculazione.

Eleonora Spagnolo
Eleonora Spagnolo

Giornalista con la passione per il web e il mondo digitale. È laureata con lode in Editoria multimediale all’Università La Sapienza di Roma e ha frequentato un master in Web e Social Media Marketing.

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