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Il voto di governance di Uniswap potrebbe deprezzare UNI
Il voto di governance di Uniswap potrebbe deprezzare UNI
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Il voto di governance di Uniswap potrebbe deprezzare UNI

By Marco Cavicchioli - 30 Ott 2020

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Domani scade il tempo per votare per la seconda proposta di modifica della governance di Uniswap. 

Il protocollo ha lanciato il proprio token di governance, UNI, a metà settembre, in piena lotta contro SushiSwap, ed ora le decisioni in merito alle modifiche al protocollo spettano alla community. 

In altri termini, sono gli stessi possessori di token UNI a poter votare le proposte di modifica. 

Questa seconda proposta di modifica messa ai voti si chiama “Retroactive Proxy Contract Airdrop — Phase One”, e riguarda l’ipotesi di distribuire retroattivamente 400 UNI a 12.619 indirizzi pubblici unici che hanno interagito con Uniswap tramite un servizio di terze parti. 

Infatti questi indirizzi furono stati esclusi dall’airdrop originale di settembre, grazie al quale i token UNI furono distribuiti solamente agli indirizzi che avevano interagito direttamente con il protocollo, senza passare attraverso un servizio terzo. 

Se la proposta andrà in porto, verranno distribuiti in totale altri 5 milioni di token UNI. 

Attualmente in circolazione ci sono oltre 211 milioni di token UNI, ma se oltre alla Fase 1 di questo secondo airdrop retroattivo andasse in porto anche la fase successiva, potrebbero essere messi in circolazione in totale più di 15 milioni di nuovi token.

Gli effetti della proposta di governance su Uniswap

A questo punto le domande sono due. 

Per prima cosa infatti bisogna chiedersi se questa proposta verrà approvata. Infatti nonostante i favorevoli siano la stragrande maggioranza (95%), il voto sarà considerato valido solo se verrà superata la soglia del quorum di 40 milioni di token UNI votanti. 

In questo momento sono già stati espressi voti per oltre 27 milioni di token UNI, ma le votazioni terminano domani alle 08:53 CET circa. 

Pertanto qualora venisse raggiunto il quorum è praticamente certo che la proposta sarebbe approvata, ma non è affatto detto che il quorum venga raggiunto.

La seconda domanda da farsi è quale impatto potrebbe avere sul prezzo di UNI l’eventuale approvazione di questo airdrop.

Il fatto è che il prezzo attuale di UNI è già decisamente basso. Infatti questo token esordì sui mercati crypto a metà settembre a circa 3$, mentre ora ne vale meno di 2,4. Ha subito una vera e propria breve bolla speculativa, con il prezzo schizzato a quasi 8$ il giorno successivo all’esordio, per poi scendere prima a 4$, poi a 2,6, ed ora sotto i 2,4$. 

Tra l’altro oggi c’è stato un mini crollo, di lieve entità ma molto rapido, che ha portato il prezzo da 2,5$ a 2,3$ in poco più di un quarto d’ora. 

Immettere sul mercato 5 milioni di token in un momento in cui prevalgono le vendite potrebbe farlo deprezzare ancora di più.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 25mila iscritti.

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