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I motivi della crescita del prezzo di bitcoin
I motivi della crescita del prezzo di bitcoin
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I motivi della crescita del prezzo di bitcoin

By Marco Cavicchioli - 2 Nov 2020

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Negli ultimi 20 giorni il prezzo di bitcoin ha avuto una crescita di circa il 30%. 

Anzi, ha toccato dei picchi massimi che non si erano mai più visti da gennaio 2018, ovvero da quando stava esplodendo la bolla speculativa di fine 2017. 

Infatti già a metà dell’anno scorso, quando Facebook annunciò il progetto Libra, il prezzo superò quota 13.000$, ma lo fece per brevissimo tempo, senza riuscire a raggiungere i 14.000$. 

Cosa c’è di diverso ora rispetto ad allora? 

La differenza principale molto probabilmente è l’halving di maggio 2020, che ha di fatto ridotto l’offerta di BTC sul mercato. 

Non bisogna infatti dimenticare che il mining di bitcoin ha costi molto elevati che molto spesso devono essere pagati in valuta fiat. Questo significa che buona parte dei nuovi BTC incassati con il mining devono essere venduti relativamente in breve tempo per poter finanziare l’attività di mining. 

Inoltre dopo il dimezzamento del premio per i miner, l’hashrate paradossalmente nel corso dei mesi è addirittura aumentato, aumentando anche i costi del mining stesso. 

A maggio, in concomitanza con l’halving, aveva raggiunto un nuovo record, per poi scendere e tornare a salire facendo segnare un record ancora più elevato a metà ottobre. 

Tuttavia, visto che i BTC estratti con il mining sono la metà, rispetto ad inizio anno, l’offerta sul mercato da maggio risulta probabilmente comunque in calo, sul medio periodo. 

La crescita del prezzo di Bitcoin di ottobre 2020

Ma perchè l’incremento più significativo c’è stato a partire dall’8 ottobre? 

Infatti nel corso di tutto il 2020 aveva oscillato più o meno attorno a quota 10.000$, con un picco ad oltre 12.000$ ad agosto, ma solo ad ottobre ha sfondato il muro dei 13.000$. 

Quasi sicuramente il principale evento scatenante è stato l’annuncio di PayPal. Sebbene fosse già stato ipotizzato a giugno, e sebbene il prezzo fosse già salito oltre gli 11.000$ ancor prima dell’annuncio definitivo, la spinta verso i 13.000$ molto probabilmente è arrivata da lì. Ma ci sono anche altri eventi dietro quel +30% in 20 giorni. 

Un ruolo deve probabilmente averlo giocato anche il continuo acquisto di bitcoin sul mercato da parte di aziende quotate in borsa, come Microstrategy, che lo utilizzano come riserva di valore. 

Va però detto che questo è un fenomeno iniziato ad agosto, quando il prezzo di BTC provò una prima volta a sfondare il muro dei 13.000$ senza però riuscirci. 

Secondo alcune persone è possibile che sull’aumento delle ultime settimane abbiano inciso anche le imminenti elezioni presidenziali USA, sebbene a tal proposito vi siano visioni differenti su come potrebbe aver influito. 

Tuttavia potrebbe anche esserci una qualche temporanea correlazione inversa con le borse americane, ed in particolare con l’indice Nasdaq, mediamente in calo dal 12 ottobre in poi. Da questo punto di vista però non sono ancora emerse evidenze che possano far comprendere con chiarezza e precisione di quale correlazione inversa potrebbe trattarsi. 

Quello invece che è certo è che nel corso soprattutto della seconda metà del 2020 sempre più istituzioni finanziarie, banche comprese, sembra stiano cessando di essere ostili a Bitcoin, prendendolo sempre più sul serio. 

In un momento di calo dell’offerta, a causa dell’halving, questo potrebbe aver impedito il verificarsi di un calo della domanda di pari entità.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 25mila iscritti.

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