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Sequestrati Bitcoin per $1 miliardo da Silk Road
Sequestrati Bitcoin per $1 miliardo da Silk Road
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Sequestrati Bitcoin per $1 miliardo da Silk Road

By Eleonora Spagnolo - 6 Nov 2020

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Il più grande sequestro di Bitcoin della storia: sono quelli di Silk Road, per un totale di un miliardo di dollari e sono stati confiscati ieri dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti.

A darne la notizia lo stesso DOJ che da tempo indagava sui fondi spariti dopo la chiusura di Silk Road. 

È probabile che siano gli stessi fondi spostati dai wallet di Silk Road nei giorni scorsi. La cifra infatti è la stessa. 

Stando a quello che si legge nel documento ufficiale tali fondi sarebbero stati consegnati da un presunto “Individuo X” agli stessi federali. Sebbene la sua identità non sia stata rivelata, gli agenti USA dicono di conoscerla e anche Ross Ulbricht (fondatore di Silk Road) conosceva colui che nel 2013 gli avrebbe sottratto più di 69.000 bitcoin oggi sequestrati. Non si sa cosa abbia convinto l’individuo X a collaborare. Certo è che ha contribuito al più grande sequestro di Bitcoin della storia. Del resto, come ha spiegato il procuratore David Anderson del Distretto Nord della California  

“Silk Road era il più noto mercato criminale online del suo tempo. Il successo dell’azione penale contro il fondatore di Silk Road nel 2015 ha lasciato aperta una domanda da un miliardo di dollari. Dove sono finiti i soldi?”

Silk Road, un simbolo della storia di Bitcoin

A Silk Road è legata la fama negativa che Bitcoin si è purtroppo conquistato, cioè quella di essere la moneta per gli scambi illeciti sul dark web. 

SIlk Road infatti è stato attivo dal 2011 fino ad ottobre 2013, quando fu chiuso per intervento delle autorità giudiziarie. Era un marketplace dove si poteva comprare di tutto, dalla droga alle armi. 

Secondo le autorità degli Stati Uniti, sarebbe stato usato da 100.000 acquirenti e avrebbe permesso di riciclare centinaia di milioni di dollari. Non solo c’erano tutti i tipi possibili di droga, dalla cannabis all’ecstasy, ma anche vari servizi quali l’hackeraggio di account Facebook o Twitter, o persino di macchine ATM. 

Il mezzo di pagamento era Bitcoin. Secondo le indagini, sono state fatte vendite per oltre 9,5 milioni di Bitcoin e Silk Road avrebbe guadagnato circa 600.000 Bitcoin da queste transazioni. 

Dal momento del sequestro, culminato con l’arresto del fondatore Ross Ulbricht, gli agenti si sono messi sulle tracce dei soldi, monitorando almeno 54 transazioni sospette. Fino al sequestro di ieri. 

Resta da vedere ora che ne sarà dei BTC sequestrati, che solitamente vengono messi all’asta. In un momento come questo in cui la domanda di Bitcoin sale ed il prezzo dell’asset anche, c’è da scommettere che il “bottino” potrebbe essere molto ambito.

Eleonora Spagnolo
Eleonora Spagnolo

Giornalista con la passione per il web e il mondo digitale. È laureata con lode in Editoria multimediale all’Università La Sapienza di Roma e ha frequentato un master in Web e Social Media Marketing.

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