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ETH 2.0, sul contratto di deposito oltre 600mila ETH
ETH 2.0, sul contratto di deposito oltre 600mila ETH
Ethereum

ETH 2.0, sul contratto di deposito oltre 600mila ETH

By Alfredo de Candia - 24 Nov 2020

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A sorpresa, con un’impennata senza precedenti, tanto da far in un primo momento dubitare che si sarebbe fatto in tempo per la data del primo dicembre, il contratto di deposito per far partire ETH 2.0, ha raggiunto il suo primo obiettivo, ovvero avere ben 524288 ETH messi in staking.

Gli Ethereum sul contratto di deposito di ETH 2.0

Come possiamo vedere dai dati, gli ETH messi in staking nel programma di ETH 2.0. hanno raggiunto e superato quella soglia e si è arrivati a ben 601568 ETH depositati nel contratto. Ricordiamo che andavano depositati ben 32 ETH per poter diventare un validatore della nuova rete Ethereum.

Infatti prima del lancio di ETH 2.0. si doveva arrivare ad avere una somma cospicua di Ethereum nel relativo smart contract così da creare una base di utenza e di nodi abbastanza grande da reggere tutta la rete futura.

Incentivi e disincentivi di Ethereum 2.0.

Non dimentichiamo che chi diventa validatore della nuova rete è soggetto ad essere valutata da appositi algoritmi di prestazione e se il validatore scende al di sotto di una certa soglia si attiva lo slashing, ossia parte o tutta la quota messa in staking gli viene prelevata come se fosse un “risarcimento” per il lavoro non svolto.

Lo staking può essere fatto grazie a delle pool dedicate. Facendolo ovviamente si ottengono dei vantaggi, che in questo caso è un premio per la convalida dei blocchi.

Parliamo di un APR variabile e inversamente proporzionale agli Ethereum messi in stake: ad un maggiore importo di ETH messi in staking diminuisce l’APR, che parte da circa il 20% per poi arrivare lentamente vicino allo 0, anche perché tutta la supply di Ethereum supera già i 100 milioni e quindi se tutta andasse in staking l’APR diventerebbe nullo.

La Beacon Chain di Ethereum

Ricordiamo infine che dal primo dicembre verrà attivata la rete Beacon chain, che è quella su cui i validatori e nodi opereranno. 

Questo ovviamente non significa che magicamente tutti ciò che era su Ethereum passerà immediatamente sulla nuova chain, anzi si dovrà avviare un processo di migrazione per portare i vari protocolli e smart contract sulla nuova rete. Il tutto avrà un costo non indifferente sia per il team che per l’utente, visto che dovrà migrare manualmente i fondi da uno smart contract all’altro.

Una volta entrati il vantaggio è quello di ottenere maggiore velocità e costo inferiore di fee.

Rimane comunque sempre il problema delle pool, dato che se con un sistema PoW (Proof of Work) le mining pool erano concentrate nelle mani di poche mining farm, in questo caso ci saranno pool più massicce di altre.

Alfredo de Candia
Alfredo de Candia

Android developer da oltre 8 anni sul playstore di Google con una decina di app, Alfredo a 21 anni ha scalato il Monte Fuji seguendo il detto "Chi scala il monte Fuji una volta nella vita è un uomo saggio, chi lo scala due volte è un pazzo". Tra le sue app troviamo un dizionario di giapponese, un database di spam e virus, il più completo database sui compleanni di serie Anime e Manga e un database sulle shitcoin. Miner della domenica, Alfredo ha una forte passione per le crypto ed è un fan di EOS.

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