banner
La lotta fuori dal tempo di Mnuchin alle criptovalute
La lotta fuori dal tempo di Mnuchin alle criptovalute
Criptovalute

La lotta fuori dal tempo di Mnuchin alle criptovalute

By Eleonora Spagnolo - 26 Nov 2020

Chevron down

Steven Mnuchin è segretario del Tesoro USA e con questo ruolo può condizionare certamente il settore delle criptovalute. È quello che sta accadendo in questi giorni. 

La sua ultima trovata, quella di introdurre una regolamentazione per rendere non anonimi i wallet non custodian, ha incontrato una levata di scudi. Coinbase è alla testa degli exchange potenzialmente preoccupati. Perché, è la tesi del CEO Brian Armstrong, sarebbero gli exchange a doversi accertare dell’identità del possessore del wallet di destinazione dei trasferimenti. 

Questa politica potrebbe condizionare il settore, ma solo negli Stati Uniti, dove vigerebbe, perché gli utenti potrebbero tranquillamente spostarsi altrove per le loro transazioni. 

Quella di Mnuchin contro le criptovalute però è una guerra che è fuori luogo e fuori tempo, perché arriva a fine mandato. 

Dopo la sconfitta di Donald Trump alle recenti elezioni USA infatti, sarà Joe Biden a succedergli con la sua squadra. Un team dove sembra già farsi largo un’altra critica di Bitcoin, Janet Yellen. Insomma, sembra che per il settore crypto degli Stati Uniti non ci sia pace.

Le criptovalute secondo Mnuchin

Ma tornando a Mnuchin, questa sua trovata non sorprende. Mnuchin, proprio come il presidente Trump, non ha mai nascosto la sua ostilità nei confronti delle criptovalute. Quel che più sembra tormentarlo non è la diatriba tra metodo di pagamento o riserva di valore, neppure l’alto rischio di volatilità. Niente di tutto questo. La preoccupazione più grande è quella che Bitcoin e le criptovalute siano utilizzate per scopi criminali e per finanziare il terrorismo.

Dunque il ragionamento potrebbe anche essere fondato, ma basta leggere i casi di cronaca per scoprire che la criminalità ricicla anche denaro contante e sfrutta sapientemente conti correnti esteri e società fantasma, ma non per questo si potrà mettere a bando il contante, le banche o la possibilità di fare impresa. 

Questa sua mentalità è stata chiaramente espressa già circa un anno fa durante una conferenza stampa in cui asseriva che gli Stati Uniti avrebbero regolamentato coloro che offrono servizi legati alle criptovalute. Diceva: 

“Le criptovalute come Bitcoin sono state sfruttate per supportare miliardi di dollari di attività illegali come cybercrime, evasione fiscale, estorsioni, ransomware, traffico di droga, traffico di essere umani. Molti player hanno cercato di usare le criptovalute per finanziare i loro comportamenti maligni. Dunque questa è una questione di sicurezza nazionale. Gli Stati Uniti sono stati in prima fila per regolare le entità che forniscono criptovalute e non permetteremo ai provider di asset digitali di operare nell’ombra e non tollereremo l’uso delle criptovalute per supportare attività illegali”

È significativo che nella stessa conferenza stampa, davanti alla provocazione di chi gli chiedeva di associare l’aumento del prezzo di Bitcoin ad una frode, Mnuchin rispondeva:

“Non voglio fare speculazione, non ho idea del perché si faccia trading con Bitcoin, non voglio commentare se sia alto o basso, sono qui per parlare di regolamentazione e per avvertire le persone contro un uso illecito”.

Per questo la mossa di questi giorni di regolamentare i wallet crypto non può certo dirsi sorprendente. Tuttavia, metterla in pratica alla fine del mandato, sa quasi di beffa

Va detto che gli exchange degli Stati Uniti sono già severamente regolamentati. Per comprenderlo, basta tenere conto che Binance per gli Stati Uniti ha dovuto aprire una filiale indipendente, Binance US, proprio per adempiere alle leggi. 

La crociata contro l’uso illecito di Bitcoin risente dei primi tempi in cui, in quanto pseudo anonima, BTC era usata nel darkweb per acquisti illeciti. Ma Bitcoin e le criptovalute, dai tempi di Silk Road si sono nettamente evolute e ora meritano di poter competere come metodo di pagamento o di investimento.

Continuare a restare confinati all’idea che Bitcoin sia solo la moneta dei criminali vuol dire non vedere la realtà, in particolare in questo momento in cui BTC si è accreditato come metodo di pagamento, e lo sarà ancora di più grazie a Paypal. Ed è diventato strumento appetibile anche per i grandi investitori. 

 

Eleonora Spagnolo
Eleonora Spagnolo

Giornalista con la passione per il web e il mondo digitale. È laureata con lode in Editoria multimediale all’Università La Sapienza di Roma e ha frequentato un master in Web e Social Media Marketing.

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice.