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Fare staking con Ethereum 2.0: la guida
Fare staking con Ethereum 2.0: la guida
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Fare staking con Ethereum 2.0: la guida

By Guest post - 6 Dic 2020

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Con Ethereum 2.0 è possibile fare staking, validare le transazioni e guadagnare cifre molto interessanti con pochissimo sforzo. Il bello è che non è più necessario acquistare potenti GPU e spendere centinaia di euro in corrente elettrica: basta invece un tradizionale PC e un po’ di pazienza per configurare tutto quanto nel modo corretto.

Ebbene: in questa guida passo per passo vedremo proprio come fare staking con Ethereum 2.0, dapprima sulla testnet Pyrmont e poi sulla mainnet, per guadagnare gli interessi

Staking Ethereum 2.0: cosa significa, come funziona

La prima versione di Ethereum utilizzava la modalità Proof of work (PoW) per validare le transazioni. Si tratta dello stesso sistema impiegato tutt’oggi da Bitcoin, nel quale gli utenti che decidono di svolgere l’attività di mining competono per l’occasione di validare le transazioni (l’invio di monete da un indirizzo all’altro, ad esempio), scrivere il risultato sulla blockchain e guadagnare la ricompensa prevista per il loro lavoro.

Per svolgere l’attività di mining è necessaria attrezzatura specializzata, generalmente costituita da dispositivi hardware dedicati (ASIC) o, nel caso di Ethereum, molteplici schede video (GPU) di fascia alta, collegate in parallelo fra loro. È quindi necessario un investimento iniziale importante per l’acquisto dell’hardware. Di più: poiché questi apparecchi consumano moltissima energia elettrica, il mining genera profitto solo se il costo dell’elettricità è basso (si impiegano pannelli fotovoltaici con batterie, ad esempio).

Ethereum 2.0 utilizza invece la modalità Proof of stake (PoS), nella quale gli utenti “bloccano” le proprie monete Ethereum (ETH) all’interno di uno smart contract e vengono sorteggiati periodicamente per validare le transazioni. Chi decide di svolgere questa attività viene detto validatore e guadagna le commissioni pagate da chi ha svolto la transazione. Non è dunque più necessario acquistare costosa attrezzatura hardware: basta un normale PC, preferibilmente a basso consumo energetico per ridurre la spesa elettrica e massimizzare i guadagni.

Staking Ethereum 2.0: quanto si guadagna

Tutto bello e interessante ma, in concreto, quanto si guadagna dallo staking di Ethereum? La risposta dipende da molteplici fattori, ma i principali sono il numero complessivo di validatori attivi (meno sono, più si guadagna), il numero delle transazioni (più sono, più si guadagna) e il livello di intasamento del sistema Ethereum (più è intasato, più le commissioni pagate sono alte, più si guadagna).

In rete sono disponibili molti calcolatori che permettono di fare simulazioni, ma il ritorno effettivo varia enormemente, a seconda di parametri appena citati. In linea di massima, comunque, possiamo aspettarci un guadagno compreso fra il 4-10% all’anno. Niente male davvero: per molti di noi che hanno un stipendio medio, significa 2 mensilità in più all’anno!

Attenzione, però: al momento in cui scrivo, la funzionalità del sistema Ethereum che consente di prelevare quanto guadagnato non è ancora pronta. Lo sarà, presumibilmente, a fine 2022. Da quel momento, potremo materialmente incassare anche gli eventuali guadagni degli anni precedenti.

Staking Ethereum 2.0: cosa serve

Chiunque può diventare validatore sulla rete Ethereum: basta disporre dei requisiti e configurare il sistema. In particolare, è necessario:

  1. un PC, fisso o portatile (vedi seguito)
  2. Linux da linea di comando: di seguito riporteremo ogni singolo comando da impartire, ma è comunque indispensabile un minimo di manualità con la linea di comando in ambiente Linux
  3. collegamento a Internet veloce e stabile: una tradizionale ADSL “home” è sufficiente, a patto che non vada giù di frequente. Movimenteremo parecchie decine di gigabyte, quindi è fondamentale che la linea non preveda limitazioni al volume di traffico
  4. alimentazione elettrica stabile: il PC di staking e il router che lo collega ad Internet dovranno rimanere sempre accesi e operativi. Se viviamo in una zona nella quale vi sono frequenti interruzioni, dobbiamo acquistare un gruppo di continuità (UPS) con una batteria ad alta capacità

Gli ultimi due requisiti sono delicati, ma importanti: se infatti il PC di staking sarà offline (spento o scollegato da Internet) al momento in cui viene sorteggiato per validare le transazioni, subiremo una penalità e perderemo qualche decimo di ETH come “multa”.

Staking Ethereum 2.0: testnet e mainnet

Fare staking non è semplice. Non è necessaria una laurea in informatica, ma è comunque richiesto un po’ di tempo ed è obbligatorio bloccare un determinato quantitativo di monete ETH. 

Per questo motivo, sono disponibili due reti:

  1. Testnet Pyrmont: è una rete di test, alla quale tutti possono partecipare liberamente e gratuitamente per prendere confidenza con gli strumenti e la configurazione. Non si guadagna nulla, ma si può provare la procedura in tutta sicurezza
  2. Mainnet: è la vera rete Ethereum, dove girano le applicazioni e si guadagnano realmente gli interessi per l’attività di staking

Chi desiderasse diventare validatore dovrebbe dapprima configurare tutto sulla testnet Prymont e, una volta acquisita una buona esperienza, passare sulla mainnet.

Ci sono piccole differenze fra le due, soprattutto in termini di hardware necessario. Nella prima parte della guida vedremo dunque come preparare tutto quanto per fare staking in testnet e, successivamente, approfondiremo l’accesso alla mainnet.

Quante monete servono per fare staking con Ethereum

Per diventare validatore sulla mainnet Ethereum è necessario possedere 32 ETH (32.2 ETH, in realtà: i decimali servono per pagare i costi di spostamento delle monete stesse dal wallet allo smart contract). 

Se già possiedi questo ammontare puoi fare staking e guadagnare cifre interessanti. D’altro canto, al momento in cui scrivo, 32 ETH hanno un controvalore superiore agli 11.000 €: una cifra non certo irraggiungibile, ma fuori dalla portata di molti.

Evidenzio inoltre che, fino a fine 2022 circa, queste monete saranno bloccate. In altre parole, non potremo averle indietro prima di quel momento.

Ad ogni modo: prima di pensare alla mainnet è opportuno configurare tutto quanto sulla testnet, dove è tutto gratis e non è necessario spendere nemmeno un centesimo: guadagneremo “soldi senza alcun valore”, ma lo staking su testnet è un’esperienza formativa estremamente interessante.

Fare staking con meno di 32 ETH: gli staking pool

Chi volesse guadagnare dallo staking di Ethereum pur senza possedere 32 ETH reali può rivolgersi agli staking pool: servizi che aggregano le poche monete di molteplici utenti per raggiungere la soglia e fare staking, per poi suddividere proporzionalmente gli interessi ai partecipanti. 

Quale PC usare per lo staking di Ethereum (testnet)

Nel sistema Proof of stake, non è necessario che il PC sia potente: la validazione delle transazioni richiede infatti pochissima potenza di calcolo.

Ci sono però alcune differenze significative fra testnet e mainnet. Per quanto riguarda la testnet, un vecchio notebook è l’ideale, a patto che abbia una CPU a 64 bit e almeno 4 GB di RAM.

Nella modalità consigliata di seguito dovremo scaricare l’intera blockchain della rete di test Pyrmont, ma sono comunque pochi gigabyte: la mia configurazione di test occupa meno di 50 GB in totale. È però obbligatorio usare un SSD: i vecchi dischi fissi meccanici sono troppo lenti, e non riescono a tenere il passo.

Quale PC usare per lo staking di Ethereum (testnet)

Se mai un giorno riusciremo a passare sulla mainnet servirà un computer più potente.

La CPU non è particolarmente importante: qualsiasi modello dual-core uguale o superiore ad un Intel Core i3 (o equivalente AMD) prodotto negli ultimi 4-5 anni è sufficiente.

Molto più importante è il quantitativo di memoria: per fare staking di Ethereum su mainnet si consigliano almeno 8 GB di RAM. Chi riuscisse ad investire qualcosina e arrivare a 16 GB avrà una tranquillità in più: considerate le cifre in gioco, vale sicuramente la pena di scegliere la dotazione superiore.

La vera criticità è lo spazio su disco: nella modalità ottimale, consigliata di seguito, saremo costretti a scaricare tutto il ramo più recente della blockchain Ethereum, per un ammontare complessivo di circa 500 GB di dati. È dunque già oggi necessario un SSD da almeno 1 TB.

Installare Ubuntu 20.04

Per prima cosa, dobbiamo installare Linux sul PC dedicato allo staking. Svolgeremo l’installazione e la configurazione dapprima sulla testnet, poi, eventualmente, procederemo a formattare completamente il PC e riconfigurare tutto da zero prima di passare alla mainnet.

Qualsiasi distribuzione va bene, ma la presente guida prevede l’uso di Ubuntu 20.04: non è l’ultima versione rilasciata, ma si tratta di quella che garantisce il supporto esteso (LTS), con tutti gli aggiornamenti di sicurezza gratuiti fino al 2025 (persino fino al 2030, attivando la sottoscrizione a pagamento) ed è indubbiamente la più indicata per un progetto di questo tipo.

Possiamo scegliere indifferentemente Ubuntu Desktop oppure Ubuntu Server. In entrambi i casi lavoreremo perlopiù da linea di comando, ma l’edizione Desktop è raccomandabile ai meno esperti perché include il familiare ambiente grafico ed il browser web necessario all’attivazione del validatore. L’edizione Server, invece, è totalmente a linea di comando e richiede un passaggio in più.

Per tutti gli altri passaggi fare riferimento alla  fonte: https://turbolab.it/3050 

 

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