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Come si minano i bitcoin
Come si minano i bitcoin
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Come si minano i bitcoin

By Marco Cavicchioli - 19 Dic 2020

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Come si minano i bitcoin? In fondo l’idea di ottenere bitcoin come premio per lo svolgimento di un lavoro può sembrare allettante, ma in realtà è molto più complicato di quanto non possa sembrare a chi non ha mai approfondito l’argomento. 

Innanzitutto va detto che per minare bitcoin bisogna individuare gli hash che convalidano un blocco. 

In genere ci vogliono 10 minuti perchè uno di questi hash venga scoperto, pertanto in genere viene minato un blocco ogni 10 minuti. Al miner che riesce a trovare l’hash che convalida un blocco vengono attualmente regalati in premio 6,25 BTC creati appositamente per tale scopo. 

Con un prezzo di BTC superiore a 20.000$, 6,25 bitcoin corrispondono ad oltre 145.000 dollari, quindi al singolo miner che riesce a convalidare un blocco vengono attualmente di fatto regalati più di 145.000$. 

Il problema sorge qui. Infatti visto che il mining di bitcoin è una competizione, in cui viene premiato solamente il primo miner che riesce a convalidare un blocco, una tale elevata ricompensa giustifica investimenti molto elevati in macchinari in grado di scoprire gli hash prima degli altri. 

Tali macchinari, necessari per il mining di bitcoin, hanno come preciso scopo proprio quello di scoprire gli hash che convalidano i blocchi. Lo fanno generando casualmente molti miliardi di hash al secondo ed esaminandoli uno ad uno per cercare di capire se tra questi vi sia anche quello in grado di convalidare il blocco. 

Si tratta di macchinari con un costo assolutamente non irrilevante, e ne servono molti per poter avere qualche reale probabilità di minare anche solo un blocco.

Esistono pertanto due modi per poter realmente minare bitcoin: o ci si dota di moltissimi di questi macchinari, investendo cifre molto elevate, oppure ci si mette in comune con altri possessori di tali macchinari dividendosi gli eventuali introiti. 

Nel secondo caso si partecipa ai cosiddetti pool, ovvero gruppi molto estesi di utenti che mettono in comune la potenza di calcolo dei propri macchinari spartendosi gli introiti in proporzione a quanta potenza di calcolo hanno condiviso. 

In entrambi i casi comunque oltre all’hardware è necessario anche dotarsi di un apposito software, che però differisce. Infatti, chi mina da solo deve utilizzare uno specifico software compatibile con il protocollo Bitcoin, mentre chi mina in pool deve utilizzare il software messo a disposizione del pool. 

Da notare che, a seconda di come le macchine vengono configurate, possono esprimere maggiore o minore potenza di calcolo, pertanto possederle e farle girare non è sufficiente: bisogna anche ottimizzarne la configurazione. Quest’ultima attività risulta essere molto ostica ai non esperti. 

Va detto infine che queste macchine consumano grandi quantità di energia elettrica, e se il costo di quest’ultima non è contenuto, si rischia facilmente di minare in perdita, ovvero di non incassare a sufficienza per coprire tutte le spese. 

Pertanto sebbene in teoria per minare bitcoin sia sufficiente dotarsi di apposite macchine (in genere si usano i cosiddetti ASIC), configurarle al meglio, ed utilizzare un apposito software, in realtà risulta decisamente difficile farlo con profitto. 

Come minare Bitcoin con il cloud mining

Esiste tuttavia anche una terza via. È il cosiddetto “cloud mining“, il noleggio dell’attrezzatura necessaria presso terzi. 

Sebbene il cloud mining possa sembrare una strada molto più semplice da percorrere, presenta due problematiche. 

La prima è che, purtroppo, spesso le aziende che apparentemente offrono il servizio di cloud mining in realtà sono truffaldine: in realtà non noleggiano nulla, ma si limitano a prendere denaro dagli utenti. 

Spesso queste realtà si riconoscono perchè promettono rendimenti, che invece con il vero mining non sono garantibili in alcun modo, e perchè dicono di fornire il servizio “chiavi in mano”, ovvero senza chiedere all’utente null’altro che di inviare il denaro. 

Nel caso in cui invece si tratti di aziende serie di cloud mining, non solo non vi è alcuna promessa di rendimenti, visto che il mining è una competizione in cui facilmente si può anche perdere, ma in genere richiedono anche all’utente stesso di configurare in prima persona i parametri del servizio. Ovvero lasciano all’utente il compito di ottimizzare la configurazione delle macchine che noleggia, e questo implica che solo gli utenti esperti siano in grado di utilizzare il servizio con profitto, generando più introiti dei costi del noleggio. 

Ormai, come si evince piuttosto chiaramente dallo scenario appena descritto, il mining di bitcoin è un’attività appannaggio solamente di veri e propri professionisti del settore.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 25mila iscritti.

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