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Cos’è la cosiddetta “crypto arte”?
Cos’è la cosiddetta “crypto arte”?
Criptovalute

Cos’è la cosiddetta “crypto arte”?

By Marco Cavicchioli - 6 Mar 2021

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La cosiddetta “crypto arte” non è una nuova forma d’arte. Non è una nuova corrente artistica e non sono nemmeno delle nuove criptovalute legate al mondo dell’arte.

È di fatto l’utilizzo di strumenti basati su blockchain a supporto degli artisti e delle opere d’arte. Ovvero, in altri termini, è arte che utilizza nuovi strumenti resi possibili dalle criptovalute e dalla blockchain.

La cosa curiosa è che praticamente qualsiasi artista può utilizzare questi nuovi strumenti per ottenere dei vantaggi, sebbene a dire il vero spesso chi produce crypto-arte sono artisti specializzati in forme d’arte digitali.

Tutto parte dal fatto che i dati registrati su una blockchain pubblica e sicura, come ad esempio quella di Ethereum, sono di fatto intoccabili, pubblici, verificabili e non falsificabili. 

Ad esempio, una qualsiasi opera d’arte può essere rappresentata da un codice unico, chiamato hash, che può essere registrato in modo indelebile ed inalterabile sulla blockchain. Se la blockchain è pubblica, chiunque può verificare liberamente che di quel codice ne esiste uno solo, e può anche verificare che sia il proprietario.

Certo, sulla blockchain pubblica non viene registrato il nome del proprietario, ma il codice del suo indirizzo pubblico, ma lui e solo lui può dimostrare matematicamente, e senza ombra di dubbio, di esserne l’unico vero proprietario.

Ma non solo.

La crypto arte e gli NFT

Le blockchain come Ethereum permettono anche ad esempio di creare dei singoli token non fungibili, chiamati NFT, che non solo consentono a chiunque di verificarne l’esistenza, l’unicità e la proprietà, ma che possono addirittura essere scambiati, ovvero inviati liberamente dal loro proprietario ad altri indirizzi pubblici appartenenti ad altri proprietari.

E c’è dell’altro.

Le opere d’arte digitali possono essere emesse e registrate su appositi repository decentralizzati, sotto forma di file digitali, e collegate ad esempio ad uno di questi NFT, per rendere pubblica a chiunque la loro appartenenza, e per poter essere scambiate liberamente. 

In senso stretto la crypto arte consiste proprio nella creazione di queste opere digitali legate in modo indissolubile ad un NFT, ma visto che, con appositi accorgimenti, anche ad opere d’arte fisiche possono essere collegati degli NFT, spesso di parla di crypto arte anche quando un’opera non digitale viene trattata in questo modo. 

A dire il vero esisterebbe anche una terza definizione di crypto arte, che tuttavia ormai viene usata in modo decisamente marginale. Ovvero un tempo si definiva crypto arte qualsiasi opera d’arte che avesse a che fare con le criptovalute, e la blockchain, ma ultimamente solo quelle che vengono rappresentate su una blockchain pubblica con un hash o un NFT univoco vengono considerate a tutti gli effetti opera d’arte “crypto”. 

Bisogna infine tener presente che in particolare questi NFT spesso possono essere scambiati liberamente in veri e propri marketplace sui quali i compratori possono avere la certezza di essere gli unici proprietari, e di possedere l’opera originale, mentre gli artisti possono guadagnare con la vendita diretta al collezionista. 

Insomma, si tratta di un nuovo modo di fare – ma soprattutto di scambiare – arte, applicabile a molte forme d’arte diverse, in particolare a quelle digitali, ovvero tutte quelle salvabili in un file.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 25mila iscritti.

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