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È nato il Bitcoin Mining Council
È nato il Bitcoin Mining Council
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È nato il Bitcoin Mining Council

By Marco Cavicchioli - 26 Mag 2021

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Il tanto discusso Bitcoin Mining Council è finalmente nato.

Tutto iniziò con le forti critiche di Elon Musk al consumo energetico del mining di bitcoin. Infatti il mining di bitcoin effettivamente consuma molta energia elettrica, di cui una parte significativa viene prodotta con fonti non rinnovabili.

Come conseguenza di ciò, il CEO di MicroStrategy Michael Saylor ha organizzato un incontro con i principali miner di bitcoin del Nord America, e lo stesso Elon Musk.

L’idea emersa da questo incontro era quella di creare una sorta di alleanza, o consorzio, chiamato “Bitcoin Mining Council” che avesse come obiettivo quello di promuovere la trasparenza dell’utilizzo dell’energia per il mining di bitcoin, e di accelerare le iniziative di sostenibilità ambientale in tutto il mondo.

Ieri, durante il suo intervento a Consensus 2021, Saylor ha confermato che il Bitcoin Mining Council è effettivamente nato. 

I compiti del Bitcoin Mining Council

Il compito di questa nuova alleanza sarà quello di gestire le preoccupazioni sull’utilizzo di energia di Bitcoin, e contribuire a plasmare una nuova narrativa sui suoi consumi energetici.

Saylor ha anche confermato che per la creazione del Bitcoin Mining Council ha lavorato con Elon Musk ed otto miner del Nord America, con cui ha creato un’organizzazione che potrebbe pubblicare i dati di utilizzo dell’energia da parte dei miner.

I membri fondatori del Bitcoin Mining Council rappresentano circa il 10% dell’hashrate totale di Bitcoin, mentre invece la maggior parte proviene da macchine installate e gestite in Cina.

Le critiche

Negli ultimi giorni sono state sollevate critiche a questa iniziativa, fondamentalmente perchè il protocollo Bitcoin non si basa sulla centralizzazione, ma sulla decentralizzazione. I dubbi riguardano in particolare il potere che potrebbe esercitare una tale concentrazione sugli sviluppi futuri del progetto Bitcoin.

Va tuttavia detto che, da un lato il 10% di hashrate non consente nemmeno minimamente di acquisire potere sullo sviluppo di Bitcoin, e che dall’altro il CEO di Argo Blockchain, Peter Wall, ha già dichiarato che il nuovo gruppo non ha in programma di modificare alcun aspetto dell’ecosistema bitcoin, ma di affrontare solamente le preoccupazioni legate al consumo energetico dei miner. Inoltre per ora non sembra esserci intenzione di allargare il gruppo ad altre grosse entità al di fuori degli USA.

Inoltre chi accusa il gruppo di voler tentare di controllare segretamente Bitcoin dimentica che sono stati gli stessi suoi ideatori ad annunciarne pubblicamente l’esistenza.

Pertanto per ora non sembrano esistere rischi concreti legati alla decentralizzazione di Bitcoin dovuti a questa iniziativa, ma occorrerà tenerne sotto osservazione gli sviluppi. Inoltre il problema dell’eventuale inquinamento causato dal mining di bitcoin non può comunque più essere ignorato. Il fatto che esistano delle soluzioni già applicabili senza enormi difficoltà, ed in grado ad esempio di ridurre drasticamente il consumo di energia proveniente da fonti non rinnovabili ed inquinanti, evidenzia come non avrebbe alcun senso non tentare nemmeno di percorrere questa strada.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".

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