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Iran, ban al mining di bitcoin per 4 mesi
Iran, ban al mining di bitcoin per 4 mesi
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Iran, ban al mining di bitcoin per 4 mesi

By Marco Cavicchioli - 26 Mag 2021

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Oggi l’Iran ha deciso di emettere un ban verso il mining di bitcoin e delle criptovalute per quattro mesi.

Lo riferisce Reuters, che cita le parole pronunciate dal presidente Hassan Rouhani in TV durante una riunione di gabinetto:

“Il divieto del mining delle criptovalute entrerà in vigore immediatamente fino al 22 settembre. Circa l’85% dell’attuale mining in Iran non possiede regolare licenza”. 

Il problema è che in Iran, nonostante l’elevata disponibilità di petrolio, si stanno verificando numerosi blackout, ampiamente criticati dagli iraniani. Visto che il mese prossimo nel Paese si terranno le elezioni presidenziali, il governo di Rouhani ha deciso di incolpare il mining delle criptovalute di questi episodi, oltre alla siccità ed all’aumento estivo della domanda di elettricità.

Per questo motivo il presidente in carica ha deciso di sospendere per quattro mesi l’attività di estrazione di bitcoin e criptovalute.

In totale in Iran sembrerebbe essere localizzato circa il 4,5% di tutto l’hashrate di Bitcoin, che consente al paese di guadagnare centinaia di milioni di dollari con il mining. Oltretutto le criptovalute minate vengono acquisite forzosamente dalla banca centrale, che poi le utilizza per aggirare le sanzioni internazionali.

Le conseguenze del ban del mining di Bitcoin in Iran

Nonostante risultino essere state autorizzate oltre mille mining farm nel paese, stando a ciò che ha dichiarato il presidente in realtà ne esistono molte di più che operano senza autorizzazione, e che pertanto presumibilmente non cedono alla banca centrale i token estratti.

Il ban annunciato oggi potrebbe però favorire il ricorso al mining non autorizzato. Si narra che in Iran ci siano persone che nascondono macchine per minare criptovalute in casa, o addirittura nelle moschee, e che lo Stato abbia arruolato vere e proprie spie per individuare i miner che operano illegalmente.

L’energia elettrica prodotta con il petrolio estratto nel paese è decisamente a buon mercato, pertanto il mining di criptovalute in Iran risulta essere un’attività decisamente profittevole. Tuttavia consuma risorse preziose per produrre energia da dedicare ad esempio all’illuminazione pubblica o privata, e produce inquinamento visto che non vengono utilizzate fonti di energia rinnovabili.

È probabile che, a monte, il problema dell’Iran sia proprio un costo dell’energia elettrica troppo basso, tanto da non essere in grado di regolarne il consumo ad esempio rendendo il mining crypto non profittevole.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 25mila iscritti.

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