Come sarà l’euro digitale: i design ipotizzati
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Come sarà l’euro digitale: i design ipotizzati

By Eleonora Spagnolo - 30 Giu 2021

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Un report redatto da European Blockchain Observatory and Forum (EUBOF) fornisce un contributo molto interessante su come potrebbe essere l’euro digitale, ipotizzando diversi design e architetture.

Il report è stato coordinato da Institute for the Future (IFF) presso l’University of Nicosia e si è avvalso del contributo di un team di primo piano composto da docenti ed esperti del settore. 

Secondo il report, le Central Bank Digital Currencies rappresentano il prossimo passo nella digitalizzazione del denaro e dei sistemi di pagamento. Per questo il report sostiene che nel prossimo futuro dobbiamo aspettarci non solo differenti forme di CBDC, ma anche che queste coesistano con altre forme di denaro. 

L’Europa e l’euro digitale sono parte di questo scenario. Si legge nel report a tal proposito che le CBDC hanno la potenzialità di offrire nuove armi in più all’arsenale delle banche centrali per implementare politiche monetarie soprattutto in caso di crisi economiche. Ma le CBDC hanno anche lo scopo di contrastare le monete provenienti dalla tecnologia blockchain, come Bitcoin e stablecoin, e dal settore privato come Diem di Facebook (ex Libra). 

Si legge a tal proposito:

“La velocità di innovazione da parte di altri attori è inarrestabile e una corsa globale per definire la valuta di riserva mondiale dell’era digitale è ben avviata. L’Europa non può permettersi di non essere parte di questo sforzo, sia monitorando da vicino gli sviluppi globali che innovando attraverso dimensioni specifiche delle idiosincrasie della zona euro”.

Design e futuro dell’euro digitale

Per questo il report si spinge fino ad esaminare i possibili design dell’euro digitale arrivando a 8 versioni.

La prima coppia di versioni tiene in considerazione l’infrastruttura tecnologica sottostante, che può essere basata, alternativamente: 

  1. su binari di pagamento esistenti, ad esempio i TIPS (un sistema di pagamenti istantanei)
  2. sulle nuove tecnologie, come la blockchain.

La seconda coppia di versioni si concentra sul metodo di accesso dell’utente, che può essere: 

  1. basato sul conto, cioè più simile all’attuale sistema bancario, 
  2. basato sul token, cioè più simile all’attuale esperienza con il contante.

L’ultimo aspetto integra le precedenti quattro versioni e si basa infatti sul management sia dell’infrastruttura tecnologica che del metodo di distribuzione della nuova moneta. 

L’analisi delinea uno scenario in cui la gestione sia centralizzata, cioè controllata esclusivamente dalla BCE, oppure “federalista”, che prevede la collaborazione della BCE con il settore privato.

Il report entra nel dettaglio degli otto modelli delineati e nelle conclusioni rimarca il fatto che l’euro digitale se distribuito direttamente ai cittadini dell’Unione Europea li porterebbe di fatto a fare a meno delle istituzioni bancarie e questo eviterebbe in caso di crisi le consuete fughe dalle banche. 

La conclusione è una iniezione di fiducia nei confronti dell’Unione Europea: 

“Restiamo fiduciosi che l’Europa continuerà a fare da pioniere negli sforzi globali per sviluppare strumenti monetari a prova di futuro rilevanti per l’era digitale. Indipendentemente dai dettagli esatti della sua implementazione, un euro digitale sicuramente avrà un lungo cammino verso la salvaguardia della stabilità e della prosperità futura della zona euro, allo stesso tempo rispettando i diritti fondamentali dei cittadini e delle imprese europee, tra cui la privacy, il giusto processo e la la libertà di movimento”.

Tuttavia al momento i tempi di rilascio sono decisamente lenti. Mentre si susseguono gli studi, la Banque de France ha avviato i primi test. Ma stando alle parole della presidente della BCE Christine Lagarde, prima di vedere l’euro digitale, potrebbero volerci ancora anni.

Eleonora Spagnolo

Giornalista con la passione per il web e il mondo digitale. È laureata con lode in Editoria multimediale all’Università La Sapienza di Roma e ha frequentato un master in Web e Social Media Marketing.

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