I gestori di ETF crypto potrebbero scappare dagli USA
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Criptovalute

I gestori di ETF crypto potrebbero scappare dagli USA

By Marco Cavicchioli - 9 Dic 2021

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Secondo il CEO di Bitfury, Brian Brooks, le società USA che vogliono creare ETFcrypto potrebbero andarlo a fare all’estero. 

L’approccio degli USA agli ETF crypto

Brooks ha preso parte ieri ad un’audizione sui digital asset tenutasi presso la House Committee on Financial Services. 

La questione della scarsa competitività del sistema normativo USA nei confronti degli ETF crypto in realtà è stata sollevata dal deputato Ted Budd, che ha affermato di temere che la prossima generazione delle tecnologie finanziarie possa essere creata al di fuori degli Stati Uniti. 

Brooks ha aggiunto chiaramente di ritenere che gli sviluppatori di ETF di fatto si vedono costretti già oggi ad andare all’estero, perché negli USA risulta di fatto impossibile. 

A dire il vero negli Stati Uniti sono già stati approvati ETF crypto, ma si tratta in realtà di fondi non collateralizzati in token, ma in contratti future sui prezzi dei token. 

Invece in molti Stati esteri, a partire dal vicino Canada, sono già stati approvati anche ETF collateralizzati in token, e questo stride molto con la presunta superiorità tecnologia e finanziaria degli USA. 

Anzi, sembra proprio che in questo specifico caso gli Stati Uniti siano ormai rimasti indietro, e debbano decidere se iniziare a rincorrere gli altri, oppure rimanere fuori da questo mercato. 

Va però ricordato che gli ETF statunitensi sui future di Bitcoin hanno riscosso un enorme successo, quindi il problema potrebbe essere in realtà meno grave di quanto possa apparire. 

ETF crypto USA
Negli USA non sono stati approvati gli ETF con esposizione diretta sulle crypto

Il rischio di restare indietro

Tuttavia Brooks fa notare che già oggi molte aziende crypto riscontrano problemi ad operare negli USA, mentre in altri paesi tali problemi spesso non si riscontrano. Il problema quindi non è legato solamente agli ETF collateralizzati in token, ma ad un intero sistema che rischia di rimanere indietro a causa di normative vecchie che non si riesce ad aggiornare alla nuova realtà dei mercati. 

Brooks fa addirittura notare che ci sono alcuni prodotti finanziari che sono legali in altri paesi, mentre in USA semplicemente non lo sono. Ciò causerebbe un problema di fondo, dovuto al fatto che una delle cose che rende le criptovalute rischiose è che i consumatori non sempre capiscono la differenza tra un token ed un altro, volendo di conseguenza diversificare: negli USA ciò non è molto facile, e non completamente permesso, mentre ad esempio in Canada, Germania, Singapore o Portogallo sì. 

Queste parole pronunciate davanti alla House Committee on Financial Services del Congresso statunitense potrebbero indurre diversi politici americani ad iniziare a sospettare che il Paese si stia facendo superare da altri in uno dei terreni storicamente più favorevoli agli USA, ovvero l’innovazione finanziaria. 

La questione risulta pertanto ancora aperta, anche se potrebbe protrarsi ancora per parecchio tempo, viste le tempistiche medie della politica.

Marco Cavicchioli

"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".

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