Perché la Turchia non adotterà Bitcoin come valuta legale
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Perché la Turchia non adotterà Bitcoin come valuta legale

By Eleonora Spagnolo - 26 Gen 2022

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L’incontro tra il presidente di El Salvador Nayib Bukele e l’omologo turco Recep Erdogan ha fatto sognare il mondo crypto. La community più entusiasta ha immaginato che il tema dell’incontro fosse la possibilità di rendere Bitcoin valuta legale in Turchia, proprio come accade in El Salvador. Ma non è avvenuto niente di tutto questo.

Le ragioni dell’incontro tra Bukele ed Erdogan

Nayib Bukele è ormai considerato un ambasciatore di Bitcoin, essendo il primo capo di stato a poter vantare di aver inserito Bitcoin nelle casse del paese e costantemente nella vita dei suoi abitanti. 

In una nazione in crisi come la Turchia, con la lira turca che vale sempre di meno e il popolo di Ankara devoto ormai più Bitcoin e a Tether che alla valuta locale, Bukele nell’immaginario collettivo avrebbe dovuto illustrare ad Erdogan i vantaggi di Bitcoin come moneta legale, anche in Turchia.

Se ciò è successo, è rimasto fuori dai racconti ufficiali. 

Il racconto emerso dai tweet di entrambi è fatto di scambi di cortesie, annunci di accordi di cooperazione, ad esempio, sui sistemi spaziali e satellitari. Di Bitcoin, almeno ufficialmente non si è parlato. Del resto è improbabile che la Turchia possa seguire la strada di El Salvador. 

Erdogan Bukele
I presidenti di El Salvador e Turchia

Perché la Turchia non è El Salvador

Recep Erdogan non è Nayib Bukele e la Turchia non è El Salvador. In Turchia c’è una moneta in forte crisi, la lira turca, che il presidente Erdogan sta difendendo come può. Bitcoin legale non è la soluzione alla crisi della lira turca. 

Come riporta Reuters, nei giorni scorsi il presidente turco si è appellato ai cittadini affinché convertissero il loro denaro estero in lira turca. Il governo infatti ha messo in campo incentivi affinché i turchi tornino a considerare attraente la loro moneta, convertendola di nuovo dai depositi in dollari. Questo sta funzionando.  

Insomma, Erdogan non ha nessuna intenzione di adottare una moneta altra che non sia la lira. Sicuramente non il dollaro USA, men che meno le criptovalute che in Turchia, anzi, sono vietate come sistema di pagamento. È invece consentito il trading.

Il trading di criptovalute in Turchia

Proprio mentre la lira turca affondava, i turchi si rifugiavano nelle criptovalute e soprattutto in Bitcoin e Tether. Secondo diversi esperti, i volumi di trading  in criptovalute in Turchia sono destinati a crescere ancora di più. 

Erdogan ha già annunciato che regolamenterà le criptovalute, se non altro per evitare un nuovo scandalo come quanto avvenuto con l’exchange Thodex

Ma non è affatto intenzionato a seguire l’esempio di El Salvador, anche perché la strategia di aggiungere Bitcoin alle riserve di Stato non sta premiando il presidente Bukele. Nonostante i vari “buy the dip”, i recenti ribassi hanno portato il valore dei BTC comprati a ridursi, per una perdita stimata approssimativamente in 25 milioni di dollari, non poco su una popolazione di 6 milioni di abitanti. 

Anche questo fattore non fa propendere la Turchia a seguire la strada di El Salvador.

Eleonora Spagnolo

Giornalista con la passione per il web e il mondo digitale. È laureata con lode in Editoria multimediale all’Università La Sapienza di Roma e ha frequentato un master in Web e Social Media Marketing.

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