Canada, stretta ai wallet crypto dei Freedom Convoy
Canada, stretta ai wallet crypto dei Freedom Convoy
Criptovalute

Canada, stretta ai wallet crypto dei Freedom Convoy

By Eleonora Spagnolo - 17 Feb 2022

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Pugno duro del premier del Canada Justin Trudeau contro i no vax del Freedom Convoy: saranno bloccati dei wallet di criptovalute. 

La decisione arriva al culmine di un periodo di tensione.

Canada, le criptovalute del Freedom Convoy nel mirino delle autorità

Stando a quanto riportato da fonti locali, il premier canadese avrebbe emesso un ordine diretto alle compagne regolate dalla FINTRAC per smetterla di fare transazioni con almeno 34 wallet di criptovalute, associati al Freedom Convoy.

Su questi wallet ci sarebbero in totale 1,4 milioni di dollari in Bitcoin. Un wallet in particolare deterrebbe da solo 1 milione di dollari in BTC.

Nel mirino di Justin Trudeau ci sono:

  • 29 indirizzi Bitcoin;
  • 2 indirizzi Ethereum;
  • un indirizzo di Cardano,
  • un indirizzo Monero
  • un indirizzo Litecoin. 

Tuttavia sarà difficile sequestrare il contenuto soprattutto se i wallet in questione non sono associati ad exchange. È probabile anzi che ora che sono nel mirino delle autorità, i detentori usino mixer per far sparire i BTC. 

Justin Trudeau
Justin Trudeau

La protesta del Freedom Convoy

“Freedom Convoy” è il nome con cui sono diventati noti nel mondo i camionisti canadesi che protestano contro il Governo per l’estensione dell’obbligo vaccinale per contenere il Covid-19. Questa misura impedirebbe ai no-vax di poter transitare da e verso gli Stati Uniti. 

In breve la protesta è dilagata contro qualsiasi tipo di misura anti contagio, lockdown compresi. 

Da settimane i membri del Freedom Convoy stanno tenendo sotto scacco Ottawa, capitale del Canada. 

Il premier Justin Trudeau ha deciso, per la prima volta da quando è stato istituito, di ricorrere all’Emergency Act. Questo gli permette di avere poteri speciali, compreso quello di bloccare i conti correnti dei manifestanti. E anche i wallet crypto, se questi fossero centralizzati. 

Il fundraising con Bitcoin

Il movimento dei Freedom Convoy si è finanziato anche con Bitcoin grazie alla campagna HonkHonk Hodl. Grazie a donazioni fatte anche tramite Lightning Network, sembra siano stati raccolti circa 20 BTC.

Probabilmente Trudeau vuole bloccare proprio i wallet associati a questa raccolta fondi. 

I Freedom Convoy non sono i primi movimenti di protesta a finanziarsi in criptovalute. Anche in Ucraina i movimenti paramilitari si stanno finanziando con le criptovalute per tenersi pronti ad un’eventuale guerra con la Russia.

Il punto è che le criptovalute difficilmente possono essere sequestrate, con le giuste precauzioni, e questo grazie alla loro decentralizzazione. Questo le rende più utili rispetto ai classici conti corrente che invece possono essere facilmente bloccati. 

 

Eleonora Spagnolo

Giornalista con la passione per il web e il mondo digitale. È laureata con lode in Editoria multimediale all’Università La Sapienza di Roma e ha frequentato un master in Web e Social Media Marketing.

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