La BCE inizia a lavorare all’euro digitale
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La BCE inizia a lavorare all’euro digitale

By Vincenzo Cacioppoli - 18 Mag 2022

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Fabio Panetta, membro del consiglio di amministrazione della BCE, ha affermato che l’euro digitale potrebbe arrivare entro quattro anni, come una soluzione di pagamento peer-to-peer.

BCE ed euro digitale, iniziano i primi sviluppi

Fabio Panetta, membro del comitato esecutivo della BCE, durante una conferenza sui piani per un euro digitale presso il National College of Ireland a Dublino, ha affermato che è possibile che la moneta sia pronta entro 4 anni.

Il progetto dell’euro digitale ha preso avvio ad ottobre quando la Banca Centrale ha avviato un’indagine esplorativa per capire la fattibilità della creazione di una nuova valuta digitale europea.  

Il progetto vedrebbe la nascita di una moneta digitale emessa come consueto dalla Banca Centrale per effettuare pagamenti e transazioni in modo semplice, rapido e sicuro.

Il dottor Panetta ha affermato che: 

“Alla fine del 2023 potremmo decidere di avviare una fase realizzativa per sviluppare e testare le soluzioni tecniche appropriate e gli accordi commerciali necessari per fornire un euro digitale”.

Questa prima fase potrebbe richiedere secondo l’economista italiano circa tre anni.

euro digitale
L’euro digitale sostituirà i contanti nei pagamenti ordinari

L’idea di Fabio Panetta riguardo il mercato delle criptovalute

Panetta ha poi voluto brevemente soffermarsi su quanto accaduto negli ultimi giorni sul mercato delle criptovalute con il fallimento del progetto Terra e il susseguente crollo del mercato, con perdite di oltre il 20% per tutte le principali valute digitali.

Panetta ha affermato che:

“I recenti sviluppi nel mercato delle criptovalute dimostrano che è un’illusione credere che gli strumenti privati ​​possano agire come denaro quando non possono essere convertiti alla pari in denaro pubblico in ogni momento.

Nonostante le affermazioni secondo cui le criptovalute sono una forma affidabile di “valuta libera dal controllo pubblico, sono troppo rischiose per fungere da mezzo di pagamento affidabile. Si comportano più come attività speculative e sollevano molteplici problemi di ordine pubblico e stabilità finanziaria”.

Secondo il dott. Panetta, che al pari della Presidente della BCE Lagarde non è mai stato troppo vicino a questo settore, le criptovalute non avrebbero ragione di esistere e rappresentano un serio rischio per la stabilità finanziaria.

Avrebbe invece tutt’altra opinione di una valuta digitale di Stato, che sarebbe un volano per i pagamenti digitali in tutto il continente e aiuterebbe l’adozione di questi strumenti.

Durante la conferenza in Irlanda, Panetta ha poi aggiunto che:

“Un euro digitale porterebbe vantaggi importanti in questo contesto. Pareggerebbe il campo di gioco consentendo agli intermediari – anche di piccole dimensioni, che in genere sono meno in grado di stare al passo con l’innovazione – di offrire prodotti tecnologicamente più avanzati a un prezzo competitivo”.

Vincenzo Cacioppoli

Vincenzo è genovese di nascita ma milanese di adozione. E' laureato in scienze politiche. E' un giornalista, blogger, scrittore, esperto di marketing e digital advertising. Dopo una lunga esperienza nel marketing tradizionale, comincia attività con il web e il digital advertising nel 2011 fondando una società Le enfants. Da sempre appassionato di web e innovazione, nel 2018 approfondisce le tematiche legate alla blockchain e alle criptovalute. Trader indipendente in criptovalute dal marzo 2018, collabora con aziende del settore come content marketing specialist. Nel suo blog. mediateccando.blogspot.com, da tempo si occupa soprattutto di blockchain, che considera come la più grande innovazione tecnologia dopo Internet. A novembre è prevista l'uscita del suo primo libro sulla blockchain e il fintech.

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