Arrestato un russo che minava criptovalute in un ospedale Covid-19
Arrestato un russo che minava criptovalute in un ospedale Covid-19
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Arrestato un russo che minava criptovalute in un ospedale Covid-19

By Vincenzo Cacioppoli - 23 Ago 2022

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Uno specialista IT che lavora per un istituto medico nella Repubblica russa dell’Altai è stato arrestato tre giorni fa per aver minato illegalmente criptovalute nei locali di un ospedale Covid-19.

Russia: mining di criptovalute illegale in un ospedale Covid-19

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Tecnico IT arrestato per aver minato illegalmente criptovalute in un ospedale Covid-19

Nella Russia di Putin impegnata nel conflitto con l’Ucraina e sconvolta dalle sanzioni internazionali, un dipendente IT specializzato è stato arrestato nei giorni scorsi perché accusato di aver installato apparecchiature per il mining di criptovalute in un reparto Covid dell’ospedale in cui lavorava.

È successo all’ospedale di Gorno-Altaisk, la capitale della Repubblica dell’Altai nella Siberia meridionale, dove un uomo per circa un anno avrebbe svolto la sua attività di mining di criptovalute utilizzando le strutture informatiche e l’elettricità dell’ospedale, che nel frattempo era stato trasformato in un ospedale per la cura del Covid-19.

Secondo quanto riportano le cronache locali, nel febbraio 2021, l’uomo, che lavorava come capo della sicurezza delle informazioni digitali, ha installato l’hardware e lo ha collegato ai server dell’ospedale che in precedenza era utilizzato per curare i pazienti con Covid-19.

Secondo una dichiarazione del dipartimento regionale del Servizio di Sicurezza Federale (FSB), l’attrezzatura mineraria ha funzionato per quasi un anno intero con l’elettricità rubata a quella dell’ospedale, causando danni per oltre 400.000 rubli (quasi 7.000 dollari al cambio attuale) ai conti dello stesso nosocomio.

Secondo quello che ha detto la polizia l’uomo si sarebbe trovato in condizioni economiche difficili ed avrebbe quindi deciso di rivolgersi al mining sfruttando appunto le strutture dell’ospedale. Durante la perquisizione nell’appartamento dell’uomo di cui non sono state rese note le generalità, sono stati recuperati dispositivi per il mining ed altre apparecchiature informatiche. Ora l’uomo rischia fino a due anni di carcere.

Le attività di crypto mining in Russia

D’altra parte, in Russia l’attività di mining si sta diffondendo molto, soprattutto dopo il divieto imposto dalle autorità cinesi. Lo stesso Putin un anno e mezzo fa aveva parlato in termini positivi del mining. Ad inizio luglio la Banca Centrale russa aveva dichiarato di essere pronta a legalizzare il mining in Russia.

Lo scoppio del conflitto ha reso le criptovalute e le attività ad esse legate come un possibile strumento per cercare di aggirare le sanzioni durissime imposte dalla comunità internazionale. Il mining è, invece, da tempo considerata un’attività che può offrire una possibilità di guadagno ulteriore, considerando anche come la Russia sia molto ricca di materie prime e abbia la possibilità di offrire energia a basso costo.

Il mining di criptovalute deve ancora essere completamente regolamentato in Russia, le cui abbondanti risorse energetiche lo rendono uno dei posti maggiormente attraenti per un attività energivora come quella del mining di criptovalute. 

Le mining farm confiscate finora in Russia

Nel maggio di quest’anno, le autorità del Daghestan, regione del Caucaso settentrionale, hanno chiuso due mining farm illegali, confiscando più di 1.500 macchine. Uno di questi si trovava in una stazione di pompaggio della compagnia di approvvigionamento idrico della Repubblica russa.

L’impianto minerario era stato installato da un residente della capitale Мahachkala che si è scoperto fosse poi in collusione con i dipendenti dell’azienda idrica locale. Nel frattempo, è stata scoperta anche un’installazione di criptovalute nella più antica prigione russa di Butyrka. Sarebbe stato gestito da un vicedirettore. Insomma i miner russi sembrano in tutti i modi ingegnarsi per trovare soluzioni per sfruttare l’energia di strutture pubbliche per fare la loro attività.

Vincenzo Cacioppoli

Vincenzo è genovese di nascita ma milanese di adozione. E' laureato in scienze politiche. E' un giornalista, blogger, scrittore, esperto di marketing e digital advertising. Dopo una lunga esperienza nel marketing tradizionale, comincia attività con il web e il digital advertising nel 2011 fondando una società Le enfants. Da sempre appassionato di web e innovazione, nel 2018 approfondisce le tematiche legate alla blockchain e alle criptovalute. Trader indipendente in criptovalute dal marzo 2018, collabora con aziende del settore come content marketing specialist. Nel suo blog. mediateccando.blogspot.com, da tempo si occupa soprattutto di blockchain, che considera come la più grande innovazione tecnologia dopo Internet. A novembre è prevista l'uscita del suo primo libro sulla blockchain e il fintech.

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