Coinbase chiede di passare da Tether a USDC
Coinbase chiede di passare da Tether a USDC
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Coinbase chiede di passare da Tether a USDC

By Marco Cavicchioli - 9 Dic 2022

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USD Coin (USDC) è una stablecoin collateralizzata in dollari USA emessa da Circle in collaborazione con Coinbase, mentre l’emissione di USDT viene gestita dalla società Tether. 

È la seconda stablecoin al mondo per capitalizzazione di mercato, e la terza per volume di scambi. 

Ieri Coinbase ha suggerito sul suo blog ufficiale di smettere di usare Tether, ovvero USDT, e di iniziare ad usare, invece, USDC. 

Qualcosa di simile lo aveva già fatto anche qualche settimane fa Binance con la sua BUSD, ovvero la terza stablecoin per capitalizzazione di mercato, e la seconda per volumi di scambio.

La richiesta di Coinbase: USDC al posto di Tether

Coinbase sul suo blog scrive che in questo momento stabilità e fiducia sono di massima importanza per i clienti, citando in particolare proprio le stablecoin collateralizzate in valute fiat come asset che forniscono ai clienti stabilità e fiducia durante i periodi di volatilità. 

Aggiungono, però, che gli eventi delle ultime settimane hanno messo alla prova alcune stablecoin, tanto che si sarebbe verificata “una fuga verso la salvezza”. 

È possibile che si riferiscano proprio alla riduzione della capitalizzazione di mercato di USDT, ovvero Tether dollar. 

Infatti, dal 10 al 24 novembre quest’ultima è scesa da 69 a 65 miliardi di dollari in due settimane. 

Qualcosa del genere, anche se su scala più ampia, era successo tra maggio e giugno, dopo l’implosione dell’ecosistema Terra/Luna ed in particolare della stablecoin algoritmica UST. 

Dal 10 maggio al 16 luglio la capitalizzazione di mercato di USDT scese da 83 a 65 miliardi di dollari in poco più di due mesi. 

Poi tra agosto e novembre era risalita a 69 miliardi, per scendere nuovamente a 65 miliardi attorno alla metà di novembre. 

Secondo Coinbase, USD Coin (USDC) è una stablecoin affidabile e rispettabile, tanto da aver deciso di favorire il passaggio da USDT a USDC, eliminando le commissioni per i clienti retail per tali conversioni. 

Aggiungono: 

“In Coinbase, ci concentriamo sulla stabilità e sulla fiducia. L’annuncio di oggi rappresenta un passo in questo percorso, consentendo ai clienti di tutto il mondo di convertire USDT in USDC senza commissioni”. 

Tether (USDT)

Tether per ora non ha commentato, così come non reagì quando Binance decise di convincere i propri utenti ad utilizzare BUSD al posto di USDT. 

D’altronde USDT per utilizzo è nettamente leader del mercato, tanto che nemmeno combinando assieme USDC e BUSD si raggiunge un volume di utilizzo simile. 

Basti dire che nelle ultime 24 ore i volumi di scambio di USDT sui mercati crypto sono stati di quasi 28 miliardi di dollari, mentre quelli di BUSD di soli 6,5 miliardi, e quelli di USDC addirittura di poco superiori ai 2 miliardi. Sommando i volumi di BUSD e USDC non si arriva ad un terzo di quelli di USDT. 

Il motivo per cui nel corso del 2022 si sono verificati i due significativi cali della capitalizzazione di mercato di USDT non sono dovuti a variazioni di prezzo, sempre stabile intorno a 1$, ma a restituzioni di USDT. 

Infatti, chiunque possegga token USDT li può restituire ricevendo in cambio un pari importo di USD (dollari statunitensi) meno le commissioni che devono essere pagate per effettuare la transazione. 

Quindi, se la capitalizzazione di mercato si riduce significa che sono stati tolti dal mercato dei token USDT da parte di Tether perchè restituiti loro da alcuni possessori di USDT che hanno voluto ricambiarli in dollari originali. 

La capitalizzazione di USDC

Per certi versi è ancora più interessante la dinamica della capitalizzazione di mercato di USDC, dovuta fondamentalmente alle stesse logiche. 

Da marzo a maggio di quest’anno era scesa da 53,5 a 48,5 miliardi di dollari. Con l’implosione di UST, e la fuga da USDT, era risalita a fine giugno a 56 miliardi, ma a partire da metà luglio aveva nuovamente iniziato a scendere. 

Ad inizio novembre era scesa addirittura a 42 miliardi, ovvero meno del livello di inizio maggio. A quel punto, grazie alla nuova fuga da USDT, era risalita a quasi 45 miliardi a fine novembre. Ora è di poco inferiore ai 43 miliardi, ovvero non molto sopra il picco minimo di inizio novembre.

Molto probabilmente è questo il vero motivo che ha spinto Coinbase a cercare di promuovere USDC contro USDT. 

Il fatto però è che molti preferiscono USDT perché consente mediamente un maggiore anonimato. 

Circle, infatti, è una società finanziaria statunitense completamente regolamentata, quindi non è facile utilizzare USDC non modo realmente anonimo. Invece, con alcuni accorgimenti, con USDT si può ottenere un livello di anonimato leggermente superiore, e questo forse basta a far sì che molti la preferiscano a USDC. 

Binance (BUSD)

Binance USD (BUSD), nel corso del 2022 è cresciuta in termini di capitalizzazione di mercato. 

La prima crescita è avvenuta a cavallo tra gennaio e febbraio, per poi rimanere quasi fissa tra i 17 ed i 18 miliardi di dollari fino a metà agosto. 

A quel punto è iniziato un secondo periodo di crescita culminato nel record storico di 23,5 miliardi di dollari toccato a metà novembre. 

Ora capitalizza circa 22 miliardi, ovvero quasi il doppio rispetto a fine 2020. 

Il secondo periodo di crescita è stato sostenuto soprattutto dalla decisione di Binance di convertire USDP, TUSD e USDC in BUSD per favorirne l’utilizzo sulla sua piattaforma. 

Nonostante Binance sia il maggior exchange crypto del mondo, questo non è bastato nemmeno ad avvicinare USDT. 

Non va infatti dimenticato che USDT è in assoluto il token più scambiato sui mercati crypto, con 27 miliardi di dollari al giorno, anche più di BTC con 23 miliardi. Basti pensare che i volumi giornalieri di scambio di ETH sono solamente di 6,3 miliardi, inferiori persino a quelli di BUSD. 

USDC è staccato con soli 2 miliardi. 

Le paure degli investitori

La paura principale dei possessori di stablecoin è quella di non riuscire a restituire i token in cambio del collaterale, o di riuscirci solo in parte. Infatti le stablecoin funzionano correttamente solo se sono redimibili 1:1 con il collaterale. 

Da questo punto di vista in effetti sembrerebbe che USDC sia quella che dia le maggiori garanzie, sebbene anche in questo caso non sono garanzie al 100%. 

Infatti, la società che la emette e la gestisce, Circle, è regolamentata e segue le rigide norme statunitensi. 

BUSD ha dietro Binance, ovvero il maggiore exchange crypto del mondo, quindi è ritenuta abbastanza affidabile, ma su Tether da anni vi sono dubbi. 

Nonostante ciò, però, Tether non ha mai dato segno di non essere in grado di restituire dollari alla pari a chi volesse redimere USDT, quindi fino ad oggi tali paure si sono rivelate eccessive. Ciò non toglie che in futuro teoricamente potrebbero esserci dei problemi, ma questo è un discorso che vale per qualsiasi stablecoin, comprese USDC e BUSD. Si tratta solo di una percentuale di rischio maggiore o minore, ma mai nulla. 

Quello che è accaduto quest’anno alla capitalizzazione di mercato di USDT, USDC e BUSD riassume abbastanza bene queste dinamiche, con USDT che anche dopo essere sceso ai minimi annuali rimane ben sopra le due rivali, da questo punto di vista. 

A questo punto è difficile immaginare che il suggerimento di Coinbase possa cambiare veramente le cose in modo significativo. 

Marco Cavicchioli

"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".

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