Una stablecoin legata all’Oro
Una stablecoin legata all’Oro
Criptovalute

Una stablecoin legata all’Oro

By George Michael Belardinelli - 17 Gen 2023

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I Paesi più colpiti dalle sanzioni internazionali rispettivamente per l’invasione dell’Ucraina dello scorso anno e per la fabbricazione e i test di testate nucleari il secondo, vogliono unire le forze per la creazione di una stablecoin che sia legata all’andamento dell’Oro.

L’operazione riporta le lancette dell’orologio ad un mondo pre Bretton Woods in cui il valore della valuta (al tempo fisica) era legato all’Oro e quindi molto stabile. 

In una situazione macroeconomica come quella in cui viviamo ormai da più di un anno la cosa diventa ancora più utile. 

La stabilità di una valuta è un valido alleato alla lotta all’inflazione, inoltre, è probabile che la valuta si apprezzi nel tempo e questo crea un plus per i due paesi. 

La nascente stablecoin punta ad ergersi come moneta di scambio ufficiale dei due stati e sostituire di fatto il dollaro americano, il rublo russo o il rial iraniano per tutte quelle operazioni commerciali fuori confine.

A quattro mani il Paese di Putin e lo stato degli Ayatollah stanno collaborando per dare alla luce questa nuova crypto, la Banca Centrale dell’Iran è in prima linea con i propri programmatori ed intende legare il valore della moneta al bene scarso per eccellenza ovvero l’Oro. 

Secondo l’agenzia di stampa russa Vedomosti, un’agenzia di stampa sovietica, l’Iran collabora con Mosca per il “token della regione del Golfo Persico” che servirà come moneta di scambio nella regione e mezzo per l’elusione delle sanzioni della comunità internazionale. 

Il direttore esecutivo della Russian Association of Crypto Industry and Blockchain, Alexander Brazhnikov, crede che la crypto dovrebbe essere progettata come una stablecoin. 

Astrakan sarà il teatro dove questa nuova valuta svolgerà principalmente la sua funzione.

La regione è una zona economica dove il Cremlino già opera indisturbato e fa affari con le merci provenienti dall’Iran. 

Secondo Anton Tkachev, legislatore russo e membro della commissione per la politica dell’informazione, la tecnologia dell’informazione e le comunicazioni a Mosca prima di dar vita ad una stable sovranazionale si dovrebbe mettere insieme un quadro normativo degno che regolamenti le crypto in Russia per poi dar seguito a qualcosa di analogo in collaborazione con il Paese amico.

La camera bassa del parlamento di Putin ha dichiarato che inizierà i lavori per dar vita ad una nuova legge quadro sulle criptovalute entro il 2023.

La Banca di Russia, da sempre assume una posizione ostruzionistica nei confronti del mondo delle criptovalute per l’uso commerciale tuttavia di recente ha svoltato verso un approccio più aperto. 

La Banca Centrale del Paese ha concesso l’utilizzo delle criptovalute per il commercio estero e bypassare i danni causati dalla comunità internazionale con le sanzioni. 

Il regolatore non ha mai specificato quali è come debbano essere utilizzate queste criptovalute ma è certo che l’apertura possa concernente la nuova stablecoin nei progetti di Russia e Iran.

Lato Iran, l’import in crypto è stato recentemente approvato (estate 2022) dal ministero dell’Industria, delle miniere e del commercio iraniano.

Il governo della potenza nucleare a cavallo tra Africa ed Asia appoggia la collaborazione con Mosca per superare le sanzioni di ONU, Stati Uniti d’America, Europa ed Australia. 

La prima transazione in crypto per l’Iran in attesa della nuova valuta comune ammonta a 10 milioni di dollari americani  che sono stati salvati dalla tagliola della comunità internazionale. 

George Michael Belardinelli

Ex Corporate manager presso Carifac Spa e successivamente Veneto Banca Scpa, blogger e Rhumière, negli anni si appassiona alla filosofia e alle opportunità che l'innovazione e i mezzi di comunicazione ci mettono a disposizione, in fissa con il metaverso e la realtà aumentata

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