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Valore stabile per i prezzi di Bitcoin e Ethereum, ma c’è paura

Ormai da quasi venti giorni il valore dei prezzi di Bitcoin (BTC) e ETH (Ethereum) risultano essere relativamente stabili. 

Il prezzo di Bitcoin è salito sopra i 28.000$ il 19 marzo, e da allora non è più sceso sotto i 27.000$ tranne che per pochissimi momenti, e solo di poco. Ha tentato tre volte il superamento dei 29.000$, ma questi tentativi sono tutti falliti. 

Il valore di Bitcoin e Ethereum oscilla

In altre parole è quasi venti giorni che oscilla tra 27.000$ e 29.000$, ovvero in un range decisamente ristretto. 

Da notare che ad inizio anno era sotto i 17.000$, e che a fine gennaio ha superato i 23.000$, per poi superare i 25.000$ solo il 16 marzo, tre giorni prima di superare i 28.000$. Si tratta pertanto di un’ascesa per nulla lineare, intervallata da due discese, una a 21.500$ il 10 febbraio, ed un’altra addirittura sotto i 21.000$ il 10 di marzo. 

In altre parole l’11 marzo è iniziato un rimbalzo che ha portato il prezzo di BTC da meno di 21.000$ ad oltre 28.000$ in soli otto giorni. Nei venti giorni successivi invece si è mosso pochissimo. 

Un discorso molto simile si può fare per Ethereum, il cui valore di mercato ormai dal 18 marzo oscilla attorno ai 1.800$.

Tuttavia, il prezzo di ETH da un paio di giorni abbondanti sta provando a riportarsi sopra i 1.900$, ovvero una quota che in questo 2023 non aveva mai avvicinato fino al 4 aprile. 

Quindi se nel primo trimestre dell’anno ETH ha seguito abbastanza da vicino le oscillazioni di BTC, da qualche giorno invece sembra muoversi in modo indipendente, probabilmente in vista dell’aggiornamento Shanghai previsto per il 12 aprile.

Spesso prima di un aggiornamento importante come questo il prezzo di ETH sale, per poi tuttavia scendere spesso dopo l’evento. 

In questo caso oltretutto l’aggiornamento sbloccherà gli oltre 18 milioni di ETH attualmente bloccati in staking su Beacon Chain. 

Le paure per i prezzi di Bitcoin e Ethereum

Spesso periodi relativamente prolungati di lateralizzazione come questo finiscono per interrompersi di colpo, con forti movimenti o verso l’alto o verso il basso. 

Il momento chiave potrebbe proprio essere il 12 aprile, perché se come spesso accade il prezzo di ETH dopo l’evento dovesse scendere, potrebbe far terminare questo periodo di lateralizzazione con un tonfo. 

Oltretutto è possibile che una parte dei 18 milioni di ETH che di colpo verranno sbloccati possa essere prelevata e venduta, anche se non si sa quanti, e questo potrebbe aggiungere pressione di vendita a quella già presente spontaneamente a causa del “sell the news”. 

Ma c’è di più. 

Da qualche giorno, ed in particolare da ieri, si stanno diffondendo paure anche sui mercati tradizionali a causa dei timori riguardanti la recessione. 

Sebbene in questo momento non vi sia recessione, in particolare negli USA, e non vi siano dati che indichino una caduta in recessione a breve, ci sono invece dati che suggeriscono che entro fine anno, o durante l’anno prossimo, le cose possano precipitare. 

Il problema sono soprattutto i tassi di interesse molto alti, che non solo potrebbero non ridursi ma potrebbero persino aumentare ancora un po’. 

Il fatto è che ieri sono usciti diversi dati economici riguardanti gli USA che indicano un’economia che sembra iniziare a soffrire un po’.

Se tale sofferenza fosse dovuta ai tassi di interesse molto alti, dato che si presume che rimarranno tali ancora per un bel po’, è molto difficile immaginare come i dati economici possano fare a migliorare nei prossimi mesi. Anzi, ci si aspetta un loro peggioramento. 

Allo stato attuale sembra improbabile che la FED possa realmente intervenire per interrompere questa spirale regressiva abbassando i tassi, perché significherebbe depotenziare la lotta all’inflazione, anch’essa ancora troppo alta. 

L’evoluzione di Bitcoin e Ethereum

L’evoluzione dei prezzi di Bitcoin ed Ethereum ormai dipende strettamente da ciò che accade sui mercati finanziari e monetari globali, ed in particolare su quelli statunitensi.

Se fino al 12 aprile potrebbero continuare ad avere impatto le aspettative dell’aggiornamento Shanghai, dopo quell’evento, e con la pubblicazione dei dati sull’inflazione di marzo negli USA che dovrebbe avvenire pochi giorni dopo, la situazione potrebbe cambiare. 

In un clima di paura come quello che sembra si stia venendo a formare sembra probabile una discesa dei prezzi, anche se molto probabilmente dipenderà dai valori che verranno resi noti in merito all’inflazione. 

Infatti, ad esempio, in Eurozona a marzo l’inflazione è quasi crollata, pertanto non è impossibile immaginare una forte discesa anche in USA.

Tuttavia negli Stati Uniti una forte discesa c’era già stata a febbraio, quindi è possibile anche immaginare che a marzo potrebbe non essercene un’altra. 

Se il dato sarà effettivamente più basso delle aspettative, allora la Fed potrà alleggerire i suoi piani restrittivi, magari non aumentando i tassi a maggio e forse iniziando a ridurli entro fine anno.

Se invece non dovesse essere particolarmente basso, l’ipotesi che circola è quella di due ulteriori aumenti dei tassi da 25 punti, uno a maggio e l’altro a giugno, senza nessuna riduzione entro fine anno. In quest’ultimo caso la reazione dei mercati potrebbe essere negativa.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli
"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".
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