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Bitcoin: l’ETF di Fidelity sarà listato sul Cboe

Stando a quanto dichiarato ufficialmente nell’ultimo documento presentato alla SEC, l’ETF su Bitcoin di Fidelity sarà listato sul Cboe BZX Exchange.

Il listing dell’ETF su Bitcoin spot sul Cboe 

Uno degli ETF su Bitcoin spot per il quale si attende a breve l’approvazione è quello di Fidelity.

Chicago Board Options Exchange (Cboe) è la maggiore borsa USA di opzioni, ed ovviamente ha sede a Chicago, dove c’è anche il CME (Chicago Mercantile Exchange).

Il Cboe esiste fin dal 1973, ed ormai offre opzioni su oltre 2.200 società, 22 indici azionari e 140 ETF.

Offre anche opzioni su BTC, ed una volta approvata la richiesta di Fidelity, offrirà anche un ETF su Bitcoin spot. 

Nel dicembre del 2017 fu in assoluto la prima borsa al mondo ad offrire lo scambio di contratti future sul prezzo di Bitcoin, seguita a ruota pochissimi giorni dopo dal CME. In seguito però il Cboe delistò i future su BTC perchè c’era troppa poca domanda, mentre al CME rimasero. 

Il CME in effetti è specializzato sui future, mentre il Cboe sulle opzioni. Così i future sul prezzo di Bitcoin sono scambiabili sul CME, mentre le opzioni sul Cboe. 

Future ed opzioni sono prodotti finanziari derivati simili, ma con la differenza che i contratti delle opzioni possono essere o non essere riscattati entro la scadenza, mentre i future vengono sempre riscattati alla scadenza. 

La richiesta del Bitcoin ETF di Fidelity e la decisione del listing sul Cboe

Fidelity ha presentato richiesta per l’emissione del suo Fidelity Wise Origin Bitcoin Fund a fine giugno, poco dopo la richiesta analoga di BlackRock. 

In realtà Fidelity è già presente sui mercati crypto da molto tempo, tramite la sua sussidiaria Fidelity Digital Assets esistente addirittura dal 2018. La stessa casa madre Fidelity dichiara di aver iniziato ad interessarsi al mondo blockchain nel lontano 2014. 

Fidelity Investments è una multinazionale statunitense di servizi finanziari fondata nel 1946 e con sede a Boston. È il quarto maggior gestore di fondi comuni e fondi pensione del mondo.

Si tratta pertanto di un vero e proprio colosso storico dei mercati finanziari statunitensi e mondiali, quindi è lecito attendersi che il suo ETF su Bitcoin spot possa avere almeno un discreto successo. 

La scelta del Cboe è curiosa, ma va detto che i prodotti di Fidelity in genere sono rivolti a chi è già loro cliente, non ai mercati di massa. 

Gli ETF su Bitcoin spot

Di ETF su Bitcoin spot in giro per il mondo ne esistono già, ma negli USA la SEC si è sempre rifiutata di approvarli. 

Ne esistono ad esempio in Canada, alla borsa di Toronto che fisicamente dista pochissimi chilometri dal confine con gli Stati Uniti. 

Inoltre va ricordato che di ETF che replicano l’andamento del prezzo di Bitcoin ve ne sono già anche negli USA, ma non sono collateralizzati in BTC. Sono invece collateralizzati con contratti future sul prezzo di BTC del CME. 

Tuttavia i future e gli ETF sui future sono più prodotti rivolti agli speculatori che agli investitori, mentre gli ETF su Bitcoin spot, ed in particolare quelli di Fidelity e BlackRock, sembrano rivolti in particolare proprio agli investitori, e soprattutto a quelli che fanno investimenti sul lungo periodo. 

La SEC dovrebbe approvare il lancio degli ETF su Bitcoin spot nei prossimi giorni, quindi le società emittenti ed i gestori stanno ultimando gli ultimi preparativi al lancio. 

L’impatto sul prezzo

Una cosa piuttosto rilevante è che essendo collateralizzati in BTC questi ETF obbligano i loro gestori ad acquistare Bitcoin sul mercato e ad immobilizzarli in cold wallet. 

In altre parole più azioni vorranno mettere sul mercato di questi ETF più saranno costretti ad acquistare e di fatto ritirare BTC dai mercati. 

I Bitcoin custoditi su cold wallet offline non sono scambiabili, quindi togliendo BTC dai mercati per immobilizzarli in cold wallet significa di fatto ridurre l’offerta di BTC sui mercati. 

Se da un lato è possibile che l’emissione di ETF su Bitcoin finisca anche per ridurre la domanda di BTC, dall’altro però va detto che gli ETF si rivolgono ad un target nuovo, ovvero non a coloro che già possiedono Bitcoin ma soprattutto a chi non ci ha mai investito. 

Pertanto, è possibile che la domanda di BTC sui mercati non diminuisca tanto a causa del lancio degli ETF, mentre in teoria sarebbe possibile che l’offerta si riduca in modo significativo. 

Vi sono diverse stime a riguardo, con alcuni che arrivano ad ipotizzare che nel corso degli anni gli ETF su Bitcoin spot possano arrivare ad attrarre su Bitcoin centinaia di miliardi di nuovi capitali. 

Tutto ciò fa credere che, se tali derivati avranno successo, il prezzo di Bitcoin potrebbe risentirne positivamente.

Tuttavia, non è affatto detto che abbiano un grande successo, ed occorrerà attendere un po’ prima di poterlo capire. 

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli
"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".
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