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Celsius vende gli Ethereum in staking

Oggi, Celsius ha annunciato che venderà alcuni dei suoi Ethereum in staking per finanziare i costi sostenuti durante il processo di ristrutturazione.

La società è fallita a giugno dell’anno scorso, ma aveva ancora degli ETH in staking che stavano continuando a generare profitto. Con questa decisione invece li rimuoverà dallo staking e ne venderà una parte, perchè non aveva sufficienti fondi per coprire tutte le spese. 

L’obiettivo è quello di arrivare a restituire ai creditori parte dei loro fondi, ed i rimborsi verranno distribuiti in BTC ed ETH.

Il fallimento di Celsius

Celsius era una società specializzata nel lending di criptovalute. 

In altri termini consentiva ai detentori di criptovalute di depositare i loro fondi sulla loro piattaforma in cambio del pagamento di un interesse. 

La piattaforma era centralizzata, e la società non ha gestito bene i fondi depositati dai clienti. 

Alla fine non è più riuscita a sostenere tutti i debiti e le perdite che aveva accumulato a causa della pessima gestione dei fondi, tanto da non averne più in cassa in modo sufficiente per poter soddisfare tutte le richieste di prelievo. 

Questo non significa che non avesse più alcun fondo, ma che non ne aveva più a sufficienza per soddisfare tutti i prelievi. In altre parole al momento del fallimento la società ha bloccato i prelievi degli utenti, ma ha continuato ad avere criptovalute in cassa. 

In teoria quelle criptovalute erano degli utenti, ma in realtà gli utenti hanno perso totalmente il controllo su di esse, che sono ormai gestite dai curatori fallimentari. 

Gli Ethereum in staking venduti da Celsius

Alcuni dei fondi dei clienti che aveva ancora in cassa al momento della chiusura definitiva dei prelievi erano Ethereum (ETH). A quanto pare questi sono stati messi in staking per generare profitti, con i quali i curatori fallimentari magari speravano di poter pagare parte delle spese del processo di ristrutturazione in corso. 

Evidentemente invece i fondi liquidi non sono risultati essere sufficienti nemmeno per pagare le spese correnti del processo di ristrutturazione, e così sono stati costretti a togliere gli Ethereum dallo staking. 

Parte degli ETH smobilizzati dovrebbero essere venduti per poter pagare alcune spese del processo di ristrutturazione, mentre un’altra parte dovrebbe poi essere restituita ai creditori. 

Le restituzioni ai creditori

La società allo stato attuale non ha sufficienti fondi per ridare indietro a tutti gli utenti tutti i fondi che avevano in deposito presso di loro al momento della sospensione dei prelievi. 

Tuttavia da giugno 2022 ad oggi il valore di mercato di quei fondi è aumentato. 

Ad esempio, il prezzo di ETH è passato da 1.100$ a 2.200$, mentre quello di BTC da 20.000$ a 44.000$. 

Quindi anche non riuscendo a ridare indietro tutti i fondi che gli utenti avevano in deposito, la società fallita potrebbe riuscire a dare loro un importo inferiore in crypto, ma magari uguale o superiore in valuta fiat. 

Dato però che i rimborsi dovrebbero avvenire in ETH e BTC i creditori dovranno poi procedere alla vendita qualora volessero monetizzare i guadagni della porzione di fondi crypto che riceveranno indietro. 

A dire il vero parte della restituzione dei fondi è già avvenuta, dato che a novembre la società è uscita dalla bancarotta. Nonostante ciò ha ancora due miliardi di dollari in crypto da restituire. 

L’ipotesi è che questa restituzione finale possa avvenire già a gennaio 2024. 

Lo staking di Ethereum: Celsius ne approfitta

Da quando Ethereum ha abbandonato la Proof-of-Work (PoW) passando alla Proof-of-Stake (PoS), non ha più il mining ma ha lo staking

Lo staking consiste nell’immobilizzare degli ETH su un nodo validatore che in questo può partecipare al processo di validazione delle transazioni in cambio di parte delle fee pagate dagli utenti. 

Dato che in questo momento le fee sono relativamente alte (in media 5$ a transazione) il guadagno dello staking è significativo. 

Oltretutto quando si mettono in staking gli ETH direttamente su un nodo validatore in caso di smobilitazione bisogna attendere un po’ di tempo prima di poterne rientrare in possesso, e ciò fa sì che di fatto gli ETH in staking risultino essere immobilizzati ed inutilizzabili se non per lo staking. 

Attualmente ci sono quasi 29 milioni di ETH in staking sui nodi validatori di Ethereum, su un totale di 120 milioni di ETH circolanti. Questo fa sì che il 24% degli ETH esistenti sia di fatto immobilizzato. 

Chi mette gli ETH in staking viene remunerato in ETH, quindi semplicemente aumenta i propri ETH. Attualmente lo staking sui nodi validatori di Ethereum rende meno del 4% all’anno in ETH. 

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli
"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".
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