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Bitcoin: attenzione al prezzo dopo i dati dell’inflazione in US

Dopo il rilascio dei dati sull’inflazione US, come ha reagito il prezzo di Bitcoin a questo evento?

Vediamo tutti i dettagli di seguito.

L’attuale ciclo di mercato di Bitcoin: drawdown minori rispetto ad altri anni

In questo momento il mercato di Bitcoin è sostenuto dagli holders di lungo periodo, che da veri “diamond hands” si rifiutano di vendere le proprie scorte crittografiche.

Nel frattempo però, dall’inizio del 2024 in concomitanza con l’approvazione degli ETF spot, gli scommettitori di breve periodo sono aumentati in modo significativo: le loro partecipazioni ammontano ora ad un fetta importante della supply di Bitcoin.

Prima di approfondire il ruolo dei vari detentori di Bitcoin nell’attuale scenario di mercato, vediamo come si sta comportanto la crypto a livello di prezzo in questo ciclo.

Dopo il lungo bear market del 2022 che è stato guidato da alta inflazione in US, rialzi dei tassi di interesse e crolli di società crittografiche, i tori sono tornati per il 4° bull market della storia.

il ciclo 2023-24 di Bitcoin assomiglia molto agli altri cicli precedenti, con una prima fase di forte rialzo seguita da correzioni più o meno importanti e successive leg up.

Nell’ultimo trimestre, più precisamente nei mesi di maggio e giugno, abbiamo registrato il drawdown più significativo dalla fine del mercato ribassista, con un drop del -26% dall’ATH.

Sebbene questo sembri significativo ai fini della price action, è doveroso notare che questa tendenza al ribasso nei cicli bull sembra si stia ridimensionando.

A differenza degli altri anni, questo drawdown pare essere il meno violento mai registrato in un contesto simile come quello attuale.

Tralasciando i due anni successivi al Genesis Block, notiamo infatti come i cali nei bull market precedenti rientrino tra il -36% e il 71%.

Fonte: https://insights.glassnode.com/the-week-onchain-week-28-2024/

Se però a prima vista questo ciclo sembra essere uno dei migliori in termini di evoluzioni dei prezzi, ci stiamo sbagliando. La maturità di un ciclo non si calcola solo ed esclusivamente dai dati parziali dei drawdown, ma occorre tener conto di più fattori.

Uno di questi è  rappresentato dalle performance storiche di Bitcoin dalla data dell’halving, evento di dimezzamento del block reward per i miners.

Secondo quanto riportato da Glassnode infatti, il ciclo 2023-24 è quello peggiore tra i 4 in tal senso, con un ritorno pari al -13%.

Nel ciclo 2011-13 e in quello 2020-21 si sono registrate invece performance positive, rispettivamente del 117% e 30%, a parità di giorni trascorsi dall’halving.

Nel ciclo 2016-17 abbiamo visto un ritorno negativo come per questo ciclo, ma con pressione di vendita minore fino al -7%.

Fonte: https://insights.glassnode.com/the-week-onchain-week-28-2024/

Il mercato è guidato dagli holders di Bitcoin, ma aumentano gli speculatori

Il mercato di Bitcoin è ancora dominato dagli holders di lungo periodo, che detengono circa 14,8 milioni di BTC, pari al 70% della supply.

Con holders di lungo periodo ci riferiamo a quei soggetti che detengono le proprie monete per almeno 155 giorni senza movimentarle.

Questa tipologia di entità solitamente inizia a liquidare posizioni prima dei grandi top del mercato, per poi proseguire nell’attività di accumulo.

Fonte: https://www.lookintobitcoin.com/charts/long-term-holder-supply/

Secondo quanto però riportato da Glassnode, al momento sono gli holders di breve periodo a muovere il prezzo di Bitcoin, in uno scenario capovolto rispetto alle classiche dinamiche.

Da inizio anno, mentre le “diamond hands” hanno venduto circa 1,5 milioni di BTC, gli speculatori sono cresciuti fino ad inglobare più di 1 milione di BTC.

Ciò ha accompagnato un’azione di prezzo al rialzo esplosiva in risposta al listing degli ETF spot e al contenimento dell’inflazione US.

Tuttavia, questo profilo di domanda ha raggiunto un plateau di crescita negli ultimi mesi, suggerendo che si era formato un equilibrio tra domanda e offerta nel Q2-2024. Da allora, questo ha lasciato il posto a un eccesso di offerta, poiché meno Long-Term Holders realizzano profitti e meno nuovi acquirenti si fanno avanti per accumulare.

Fonte: https://insights.glassnode.com/the-week-onchain-week-28-2024/

Analizzando il comportamento degli speculatori di breve periodo possiamo farci un idea di dove sia diretto il prezzo di Bitcoin. Solitamente infatti i minimi di ogni ciclo vengono stabiliti quando i cosiddetti “short-term holders” detengono quote di BTC in perdita pari ad 1-2 milioni di BTC.

Come riporta Glassnode, in casi estremi la quota di BTC detenuti da queste entità con un prezzo d’acquisto minore del prezzo di mercato arriva fino a 3 milioni di BTC.

Ad oggi, dopo il calo degli giorni fino ai 53.000 dollari, il volume di monete in perdite degli scommettitori è salito ad oltre 2,8 milioni di BTC.

Ciò lascia presagire che il bottom del prezzo di Bitcoin o già stato toccato, o sarà visitato a breve.

Fonte: https://insights.glassnode.com/the-week-onchain-week-28-2024/

CPI US: i dati dell’inflazione sui beni al consumo e l’impatto sul prezzo di Bitcoin

Oggi gli short-term holders di Bitcoin non hanno venduto alle balene, soprattutto dopo che negli US sono stati pubblicati i dati del CPI sull’inflazione.

L’indice dei prezzi al consumo negli Stati Uniti aveva una previsione stimata al 3,1%, in calo rispetto al 3,3% della scorsa rilevazione.

Secondo quanto pubblicato, la politica di tightening easing degli Stati Uniti ha portato i suoi frutti visto che l’inflazione sembra essere scesa al 3%, con dati migliori rispetto alle aspettative.

Di conseguenza gli investitori, sostenuti dal pensiero di un più probabile taglio dei tassi a partire da settembre, hanno fatto sentire la propria domanda sul mercato crypto.

Nel primo minuto dopo il rilascio del CPI e dei dati sull’inflazione, il prezzo di Bitcoin è infatti aumentato dell’1,06%, accompagnato da volumi particolarmente significativi.

Tuttavia appena 20 minuti dopo l’uscita del dato, gli orsi sono tornati a far pressione sul mercato riportando i prezzi ai valori pre-CPI.

Al momento della stesura dell’articolo BTC è scambiato ad un prezzo di 58.700 dollari, in aumento dell’1,26% rispetto a ieri, e del 2,48% rispetto alla scorsa settimana.

Fonte: https://it.tradingview.com/chart/1hwwyywT/?symbol=BINANCE%3ABTCUSDT

Questi movimenti di brevissimo periodo sono imprevedibili e potrebbero creare confusione in un’analisi più concentrata su time frame elevati.

Non dobbiamo tener conto di come reagisce il mercato all’uscita dei dati sull’inflazione ma piuttosto come nel complesso reagirà nelle prossime settimane/mesi.

Così facendo possiamo renderci effettivamente conto se queste dinamiche possano favorire o meno la continuazione del bull market per la criptovaluta.

Ad ogni modo, indicativamente i dati di oggi lasciano pensare a buoni propositi per i prossimi due trimestri dell’anno.

Alessandro Adami
Alessandro Adami
Laureato in "Informazione, Media e Pubblicità", da oltre 4 anni interessato al settore delle criptovalute e delle blockchain. Co-Fondatore di Tokenparty, community attiva nella diffusione di crypto-entuasiasmo. Co-fondatore di Legal Hackers Civitanova marche. Consulente nel settore delle tecnologie dell'informatica. Ethereum Fan Boy e sostenitore degli oracoli di Chainlink, crede fermamente che in futuro gli smart contract saranno centrali all'interno dello sviluppo della società.
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