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La notizia circola da alcune ore, tuttavia sul mercato delle criptovalute non ha prodotto alcun effetto. Il padre di tutti i social network, Facebook, ha infatti reso noto di avere tolto il blocco delle pubblicità, annunciato lo scorso gennaio, riguardante il mondo delle valute digitali, salvo mantenerlo ancora per le ICO.

E’ assai probabile che la decisione di Zuckerberg verrà presto adottata da altri colossi del web che l’hanno fatta propria, da Google a Microsoft (Bing) passando pure per Twitter.

Insomma, pare che il mondo crypto & blockchain non faccia più paura, che agli utenti dei social e delle piattaforme online possa essere restituito il diritto di decidere con la propria testa, invece di essere trattati come dei bambini ai quali nascondere le caramelle.

Tornando a FB, evidentemente quella di oggi si definisce come una politica che punta ad offrire un controllo più mirato sugli annunci, affinchè possano essere considerati più “sicuri”.

La nuova strategia di FB prevede che chiunque voglia proporre la sua inserzione dovrà presentare a corredo della domanda anche informazioni dettagliate sul trading in borsa ed eventuali certificazioni ottenute dalle autorità di controllo.

Resta comunque attivo anche il ruolo dell’utenza, chiamata a collaborare e segnalare eventuali abusi perché, data la mole di inserzionisti e quella dell’intera comunità di Facebook, non è escluso che qualche annuncio potenzialmente fraudolento possa aggirare le nuove regole.

Come accennato, non è solo Facebook ad aver bannato la pubblicità sulle divise virtuali: a marzo, prima Google e poi Twitter avevano deciso di seguire la stessa strada, scelta condivisa anche da Medium e Bing.

A gennaio, la decisione di Google era stata spiegata da Scott Spencer, direttore delle pubblicità “sostenibili”: “Non abbiamo la sfera di cristallo per sapere dove andrà il futuro con le criptovalute, ma abbiamo visto un potenziale danno per i consumatori. Si tratta di un’area a cui vogliamo avvicinarci con estrema cautela“.

Il motivo del cambio di rotta

Va detto che il cambio di rotta di FB è motivato anche da un altro elemento determinante.

Nel suo consiglio di amministrazione, infatti, si trovano nomi come Marc Andreessen e Peter Thiel, finanziatori di progetti riguardanti il settore crypto, e David Marcus, numero uno di Messenger, presente nel consiglio di amministrazione di Coinbase, uno dei maggiori exchange di criptovalute al mondo.

Un fatto di incoerenza già criticato a gennaio: come mai le startup non possono fare adv mentre, invece, le aziende più popolari possono? Come appunto Coinbase?

Ma non solo. Il blocco di gennaio riguardava le crypto mentre potevano continuare indisturbati gli ads sul gioco d’azzardo. Insomma, una doppia incoerenza.

Ora da Facebook si sostiene che il blocco ha permesso agli sviluppatori di creare una serie di politiche di controllo, man mano che i segnali dal settore sono diventati più chiari.

Ora quel futuro è arrivato e forse dai social network partirà una forma di collaborazione con il complesso e variegato mondo delle crypto; negli USA Google e Facebook controllano infatti i tre quarti del mercato pubblicitario online e sicuramente non vogliono perdere l’opportunità di fare ancora più soldi grazie alle adv relative al mondo crypto.

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Rossana Prezioso
Appassionatasi alle nuove frontiere dell’editoria online, ha deciso di approfondire ulteriormente le sue conoscenze dedicandosi allo studio dei cambiamenti culturali ed economici derivati dalla nascita della finanza hitech, sviluppando le tematiche riguardanti i nuovi modelli di business ad essa legati e le influenze geopolitiche della new economy criptovalute