Mining Ravencoin: cresce l’hashrate grazie ai nuovi ASIC x16r
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Mining Ravencoin: cresce l’hashrate grazie ai nuovi ASIC x16r

By Emanuele Pagliari - 17 Set 2019

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Nelle ultime settimane l’hashrate della nota crypto Ravencoin ha subito una corposa impennata del proprio hashrate, che in pochi giorni è praticamente raddoppiato. La colpa è sicuramente dovuta ad una nuova serie di ASIC per il mining dell’algorimo di PoW X16R di Ravencoin.

In dettaglio, si tratta dei primi ASIC ufficialmente commercializzati in grado di minare questa crypto, dal momento che la PoW di Raven era stato inizialmente elogiato per essere ritenuto ASIC-Proof.

Tale moneta era stata creata all’inizio del 2018 con l’obbiettivo di offrire ai GPU miner una nuova PoW immune agli ASIC, che proprio in quel periodo debuttavano per la prima volta su monete come Monero e, pochi mesi dopo, su ZCash ed Ethereum.

ASIC mining Ravencoin X16R

Proprio per continuare a limitare l’operatività degli ASIC, il team di Ravencoin ha annunciato ad agosto l’intenzione di aggiornare il PoW alla variante X16Rv2 in modo da eliminare – seppur temporaneamente – i troppi ASIC attivi sulla rete della criptovaluta.

Il fork dovrebbe avvenire il prossimo ottobre, ma probabilmente sarà troppo tardi in quanto gli ASIC cinesi per X16R stanno già controllando ormai la maggior parte dell’hashrate delle moneta, portando anche al rischio di un eventuale attacco del 51%.

OW1 Miner: ASIC cinese da 182 MH/s su X16R ed altri PoW

L’ASIC appena annunciato in Cina è l’OW1 Miner, un soluzione prodotta da un’azienda semisconosciuta ma che risulta essere già acquistabile da più venditori presenti su Alibaba ed anche Aliexpress. Il prezzo si aggira tra gli 800 ed i mille dollari per macchina, mentre l’hashrate segnalato dai rivenditori si attesta attorno i 182 MH/s su X16R, per un assorbimento energetico pari a 1400 Watt orari.

La disponibilità, invece, pare essere pressoché immediata, dato che diversi rivenditori riportano l’articolo come in stock e pronto per la spedizione.

In termini di prestazioni, l’hashrate offerto da tale ASIC non è poi così elevato, in quanto la scheda video più potente per il mining presente sul mercato, ovvero la Nvidia RTX 2080 Ti, offre fino a 30 MH/s nel mining della moneta, con un consumo di circa 180 watt.

L’efficienza della soluzione proposta, dunque, non è poi così distante da quella offerta dalle migliori schede video che, nel caso della RTx 2080 Ti, sfiorano di 0.18 MH/s per watt, contro i 0.13 MH/s per watt offerti dall’ASIC per Ravencoin OW1.

Il vero punto di forza è sicuramente il prezzo, dato che uno di questi ASIC costa meno di una singola scheda video RTX 2080 Ti, venduta a quasi 1200 euro.

Inoltre, come riportato sul sito del produttore, tale ASIC può minare anche altri algoritmi simili all’X16R, quali l’X16S, l’X16RT e tanti PoW basati sulle più note funzioni di hashing presenti all’interno del PoW X16R.

ASIC mining Ravencoin X16R

Tale caratteristica lascia presagire che in realtà questo dispositivo abbia un layout funzionale più simile ad una serie di FPGA piuttosto che un ASIC specifico per tale PoW, vista le pessime prestazioni per watt offerte e la possibilità di minare decine di monete diverse.

Resta da capire se tale device supporterà il nuovo PoW di Ravencoin, che introdurrà una nuova funzione di hashing all’interno di X16R. Qual’ora questo dispositivo fosse costituito da veri e propri FPGA, allora basterebbe un semplice aggiornamento del firmware per consentire il mining di Ravencoin dopo il fork di ottobre.

In arrivo anche un ASIC da 680 MH/s?

Sempre dalla Cina sono trapelate altre indiscrezioni riguardanti un secondo ASIC per Ravencoin in grado di ottenere un hashrate nel mining di Ravencoin prossimo ai 680 MH/S con un consumo di soli 800 Watt, superando drasticamente l’efficienza dell’OW1 miner.

Il device in questione dovrebbe essere l’SKC Miner Turing R1, con un prezzo di listino stimato compreso fra i 1500 ed i 2000 dollari, anche se al momento non è disponibili presso alcun venditore, tanto che alcuni sulle crypto communuty dubitano dell’esistenza di tali device.

Emanuele Pagliari
Emanuele Pagliari

Ingegnere delle telecomunicazioni appassionato di tecnologia. La sua avventura nel mondo del blogging è iniziata su GizChina.it nel 2014 per poi proseguire su LFFL.org e GizBlog.it. Emanuele è nel mondo delle criptovalute come miner dal 2013 ed ad oggi segue gli aspetti tecnici legati alla blockchain, crittografia e dApp, anche per applicazioni nell'ambito dell'Internet of Things

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