Cina vs America: due approcci diversi alla tecnologia blockchain
Cina vs America: due approcci diversi alla tecnologia blockchain
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Cina vs America: due approcci diversi alla tecnologia blockchain

By Stefania Stimolo - 3 Nov 2019

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Le ultime news dalla Cina che hanno movimentato i mercati per il forte interesse pubblico e privato dichiarato sulla blockchain, lasciano un retrogusto un po’ amaro rispetto al comportamento tenuto dalla potenza mondiale rappresentata dall’America e dagli Stati Uniti.

Secondo un post di Anthony Pompliano, co-fondatore di Morgan Creek Digital, infatti, sembra proprio che la Cina potrebbe in un qualche modo diventare leader mondiale dell’innovazione blockchain e risorse digitali rispetto a un’America che fino ad oggi ha prettamente ignorato tale tecnologia limitandosi a scoraggiare drasticamente qualsiasi iniziativa di settore. 

Parole di malcontento del gran sostenitore di bitcoin e blockchain statunitense. Nello scenario attuale, le grosse potenzialità di sviluppo e crescita del settore si trovano nelle mani di un Paese, la Cina, che fin dall’inizio si è schierato contro bitcoin e le crypto proponendo il ban ufficiale dal 2016.

Nonostante questo divieto statale cinese, però, sembra che la popolazione, le aziende e le istituzioni in Cina abbiano monitorato a fondo la situazione crypto, accedendo in modi diversi (legali e non) per conoscerla, utilizzarla e rivalutarla a proprio favore. 

Pompliano fa notare come, invece, dall’altra parte l’azione istituzionale americana iniziale di voler ignorare tale tecnologia dirompente nelle sue fasi embrionali, si sia trasformata poi in una progressiva limitazione alla sua applicazione sul territorio.

Ne è un esempio l’ultima decisione della SEC – Securities and Exchanges Commission – che dopo 8 mesi di attese e di rinvii ha poi disapprovato gli ETF su Bitcoin richiesti da parte della società Bitwise Asset Management.  

Due facce della stessa medaglia: abbracciare o limitare l’innovazione ottenuta dalla tecnologia del peer-to-peer su catena di blocchi per poter o rilanciare nuovi mercati o ridurre le potenzialità di quelli esistenti.  

A tal proposito, si fa anche cenno alle dichiarazioni dei presidenti dei due paesi. 

Da un lato, quest’estate il Presidente degli USA, Donald Trump aveva dichiarato con un tweet il suo disappunto sul mondo crypto. E, nello stesso momento, Trump ha anche poi demotivato il progetto Libra di Facebook con commenti conservativi sull’istituzione americana: 

Una situazione inversa, invece, la si trova oggi nella considerazione cinese che vede il suo presidente Xi Jinping dichiarare di voler accelerare l’adozione e sviluppo della tecnologia per prendere la posizione dominante nel campo emergente della blockchain.

La Cina inoltre ha mostrato interesse verso gli asset digitali attraverso la central bank digital currency (CBDC), la sua valuta digitale, chiamata poi digital currency electronic payment (DCEP) che sarà emessa a data ancora non stabilita direttamente dalla Banca popolare cinese (PBoC). 

A tal proposito, proprio a inizio di settimana, Huang Qifan, Vice Presidente del Center for International Economic Exchanges cinese ha affermato che la PBoC studia la DCEP da cinque o sei anni ed è probabile che sarà la prima banca centrale al mondo a lanciare una valuta digitale

Stefania Stimolo
Stefania Stimolo

Laureata in Marketing e Comunicazione, Stefania è un’esploratrice di opportunità innovative. Partendo come Sales Assistant per e-commerce, nel 2016 inizia ad appassionarsi al mondo digitale autonomamente, inizialmente in ambito Network Marketing dove conosce e si appassiona dell’ideale di Bitcoin e tecnologia Blockchain diventandone una divulgatrice come copywriter e traduttrice per progetti ICO e blog, ed organizzando corsi conoscitivi.

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