Africa day: le criptovalute come risorsa per il continente
Africa day: le criptovalute come risorsa per il continente
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Africa day: le criptovalute come risorsa per il continente

By Eleonora Spagnolo - 25 Mag 2020

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Oggi ricorre il cosiddetto Africa Day, la Giornata dell’Africa. Si tratta di una ricorrenza che celebra la fondazione dell’Organizzazione dell’Unità Africana, in cui 30 stati africani si sono uniti in quella che poi è stata chiamata Unione Africana. 

Era il 25 maggio 1963, e il trattato fu siglato ad Addis Abeba, in Etiopia. 

Africa day: che rapporto con le crypto?

Ad oggi il continente africano sembra essere un terreno promettente per l’utilizzo delle criptovalute. Questo per diverse ragioni, la prima è quella che qui vive forse la maggior parte delle persone unbanked, cioè senza conto corrente bancario, e che troverebbe nella facilità di utilizzo delle crypto un modo rapido per superare gli ostacoli imposti nel mondo bancario. 

Non è un caso che uno dei paesi al mondo maggiormente interessato a Bitcoin, almeno secondo Google Trends, sia la Nigeria. Spiccano anche, ma in misura inferiore, le ricerche della parola Bitcoin in Sudafrica, Kenya, Egitto e Marocco, Ghana. 

Anche andando ad analizzare le ricerche della parola blockchain emerge un forte interesse della Nigeria, e in misura minore anche degli altri stati citati precedentemente. A tutti questi si aggiunge l’Algeria.

Secondo un recente report realizzato da Arcane Research e Luno, l’11% dei nigeriani e il 13% degli abitanti del sudafrica possiede criptovalute. Questo è un dato sopra la media mondiale “ferma” al 7%. 

Tuttavia l’Africa risulta essere molto carente dal punto di vista delle infrastrutture di mining, praticamente inesistenti, e come territorio dove i negozianti accettano pagamenti in criptovalute, con pochissimi casi. 

Inoltre anche la diffusione di tecnologie come gli smartphone non è ancora così massiccia. Insomma, l’infrastruttura è carente, così come i servizi legati alle criptovalute. Tuttavia i contesti politici ed economici del continente africano ne fanno una sorta di terra di conquista. 

In conclusione non a caso il report scrive che: 

“L’Africa è una, se non la regione più promettente per l’adozione di criptovalute a causa della sua combinazione unica di tendenze economiche e demografiche. Non vi è dubbio che il continente richiede ancora investimenti significativi in ​​infrastrutture crypto-specifiche come gli exchange, nonché le sue reti Internet ed elettriche. Tuttavia, questo sottosviluppo rappresenta una grande opportunità per i progetti e per le aziende che ne possono trarre vantaggio, costruendo l’infrastruttura necessaria e adottando strategie di mercato simili ai progetti discussi in questo rapporto. Vediamo già molta crescita legata alle criptovalute in Africa e prevediamo che questo sviluppo acceleri negli anni a venire.”

L’interesse di Bitcoin in Africa è stato rappresentato in un documentario dal titolo “Banking on Africa, the Bitcoin revolution”, che sarà trasmesso su Amazon Prime.

Bisognerà vedere come la regolamentazione influirà sulla diffusione della dirompente tecnologia blockchain e delle criptovalute in questo continente.

Eleonora Spagnolo
Eleonora Spagnolo

Giornalista con la passione per il web e il mondo digitale. È laureata con lode in Editoria multimediale all’Università La Sapienza di Roma e ha frequentato un master in Web e Social Media Marketing.

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