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Google cambia policy e consente gli ads sulle criptovalute negli USA
Google cambia policy e consente gli ads sulle criptovalute negli USA
Regolamentazione

Google cambia policy e consente gli ads sulle criptovalute negli USA

By Eleonora Spagnolo - 3 Giu 2021

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Dopo mesi di controversie, canali youtube chiusi, siti deindicizzati, finalmente Google cambia le sue policy nei confronti degli ads a tema criptovalute.

Il colosso di Mountain View lo ha annunciato sulla sua pagina supporto ufficiale.

A partire da agosto 2021 Google aggiornerà le proprie norme sui servizi e prodotti finanziari inerenti le criptovalute, al momento però solo negli Stati Uniti. Agli inserzionisti di exchange e wallet crypto sarà permesso fare pubblicità su Google (e di conseguenza anche su Youtube) a patto che:

  • siano registrati presso la FinCEN come società di servizi monetari o come entità bancaria riconosciuta;
  • rispettino “requisiti legali pertinenti” incluse norme locali;
  • le pagine di destinazione degli annunci siano conformi alle policy di Google Ads.

A partire dall’8 luglio, Google pubblicherà un modulo dove gli inserzionisti potranno fare domanda per pubblicare i loro ads a tema crypto. Ma c’è un dettaglio: la nuova policy vale per tutti, anche per coloro che erano già certificati Google, la cui certificazione viene di fatto revocata.

Le policy di Google negli ads a tema criptovalute

Anche se può sembrare un passo avanti importante, in realtà le normative di Google restano molto stringenti. Ad esempio, restano vietate le sponsorizzazioni di ICO e servizi DeFi per ottenere prestiti e qualunque servizio proponga la vendita diretta di criptovalute. Così come sono vietate le sponsorizzazioni di endorsement di celebrità ad una criptovaluta, o ads su dApps non regolamentate.

Restano vietati anche annunci pubblicitari che facciano paragoni tra criptovalute, grafici di trading, consigli finanziari o recensioni di broker.

Insomma, sebbene Google stia facendo progressi, la normativa resta severa. Lo scopo dovrebbe essere quello di proteggere i consumatori ed evitare di farli incappare in truffe o annunci ingannevoli.

Google infatti ha avuto un rapporto conflittuale con le criptovalute. È arrivata a chiudere canali di seguitissimi youtuber (ad esempio Tone Vays) perché a suo dire violavano le policy. Allo stesso modo però non è riuscita a contrastare i canali fake di importanti aziende che proponevano, ad esempio, finti giveaway, vere e proprie truffe in cui sono incappati tanti utenti. È il motivo per cui sia Ripple che Steve Wozniak sono stati costretti ad intentare azioni legali.

Eleonora Spagnolo
Eleonora Spagnolo

Giornalista con la passione per il web e il mondo digitale. È laureata con lode in Editoria multimediale all’Università La Sapienza di Roma e ha frequentato un master in Web e Social Media Marketing.

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