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Class Action contro Coinbase sul suo listing al Nasdaq
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Class Action contro Coinbase sul suo listing al Nasdaq

By Stefania Stimolo - 26 Lug 2021

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Coinbase subisce una class action relativa al suo debutto per il listing al Nasdaq. La causa collettiva contro la società, nomina anche diversi direttori e funzionari di Coinbase tra cui il CEO Brian Armstrong.

Secondo quanto riportato, la causa affermerebbe che “secondo la denuncia, la dichiarazione di registrazione e il prospetto utilizzato per effettuare l’offerta della società erano falsi e fuorvianti”

Nello specifico, Scott+Scott Attorneys di Law LLP hanno annunciato che la class action contro Coinbase Global Inc. (NASDAQ: COIN), avrebbe come attore principale Donald Ramsey.

Oltre Armstrong, la causa colpirebbe anche altri investitori e dirigenti che avrebbero beneficiato dell’offerta diretta o IPO di Coinbase. Alcuni nomi resi noti sono: Marc Andreessen, Fred Ehrsam, Fred Wilson, AH Capital Management, Tiger Global Management, Union Square Ventures e Viserion Investment.

Stiamo parlando dell’evento che ha dato una svolta per il settore crypto, essendo Coinbase il primo exchange a scegliere di essere quotato sul mercato azionario, con il suo ticker COIN. 

Era il 14 aprile 2021, infatti, quando la IPO diretta da Coinbase è stata lanciata, il tutto dopo che la SEC aveva approvato due settimane prima il cosiddetto Form S-1, cioè la richiesta di listing su Nasdaq. 

Class Action contro Coinbase: alcuni dettagli

L’exchange crypto più grande negli Stati Uniti con oltre 56 milioni di utenti verificati, è stata lanciata sul Nasdaq, con le sue azioni del valore di negoziazione pari a 381 dollari ciascuna. 

La causa legale sembra affermerebbe che la documentazione relativa alla IPO non era veritiera e fuorviante. Nello specifico, Coinbase avrebbe:

“omesso di dichiarare che, al momento dell’offerta, [ha] richiesto una notevole iniezione di denaro e la sua piattaforma era suscettibile di interruzioni del livello di servizio, che era sempre più probabile che si verificasse come l’azienda ha scalato i suoi servizi ad una base di utenti più grande”

In merito alle informazioni fuorvianti, si denuncia:

“Come la verità sulla necessità dell’azienda di raccogliere denaro e le limitazioni della sua piattaforma hanno raggiunto il mercato, il valore delle azioni Coinbase è diminuito drammaticamente.”

Di certo, questa azione legale intrapresa potrebbe movimentare lo status di Coinbase, molto seguita e supportata anche dai colossi bancari. Solo lo scorso maggio 2021, Goldman Sachs aveva espresso la sua previsione di prezzo di COIN per un aumento del +35% entro la fine di questo anno. 

Stefania Stimolo
Stefania Stimolo

Laureata in Marketing e Comunicazione, Stefania è un’esploratrice di opportunità innovative. Partendo come Sales Assistant per e-commerce, nel 2016 inizia ad appassionarsi al mondo digitale autonomamente, inizialmente in ambito Network Marketing dove conosce e si appassiona dell’ideale di Bitcoin e tecnologia Blockchain diventandone una divulgatrice come copywriter e traduttrice per progetti ICO e blog, ed organizzando corsi conoscitivi.

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