Paul Tudor Jones: le crypto meglio dell’oro contro l’inflazione
Paul Tudor Jones: le crypto meglio dell’oro contro l’inflazione
Criptovalute

Paul Tudor Jones: le crypto meglio dell’oro contro l’inflazione

By Eleonora Spagnolo - 21 Ott 2021

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Per Paul Tudor Jones le crypto sono meglio dell’oro per difendersi dall’inflazione. 

Il miliardario statunitense lo ha detto nel corso di un’intervista con CNBC.

Anche per Paul Tudor Jones le crypto sono un’arma contro l’inflazione 

Paul Tudor Jones è sempre stato un sostenitore di Bitcoin. Oggi dichiara che preferirebbe investire in criptovalute piuttosto che nell’oro, per proteggersi dall’inflazione. Ha detto nel corso dell’intervista: 

“Sarebbero [le criptovalute] le mie preferite rispetto all’oro al momento. Chiaramente, c’è un posto per le criptovalute. Chiaramente, stanno vincendo la corsa contro l’oro al momento”.

Nell’intervista, ha anche detto che la percentuale di criptovalute nel suo portafoglio di investimenti è piuttosto contenuta, definendola a cifra singola: in pratica ha meno del 10% di crypto, mentre il resto dei suoi averi sono in altri asset. 

Niente ETF per Paul Tudor Jones

Inoltre, non sembra disposto a salire sul treno degli ETF su Bitcoin. Preferisce piuttosto detenere BTC che non ricorrere agli exchange-traded fund. Anche se ammette che gli ETF faranno bene a Bitcoin e che gli investitori ne trarranno “comfort”. 

A differenza dei BTC, gli ETF approvati dalla SEC fanno in modo che l’investitore compri in borsa delle azioni basate su un fondo di futures sui Bitcoin. Questo evita di esporsi direttamente in Bitcoin, magari passando per gli exchange e dovendo anche ricorrere a servizi di custodia o wallet esterni.

Insomma, gli ETF sono uno strumento decisamente più familiare agli investitori istituzionali che vogliono esporsi in Bitcoin.

Paul Tudor Jones crypto
Oro e Bitcoin sono due protezioni contro l’inflazione

Oro vs Bitcoin

Proprio quando Bitcoin ha toccato un nuovo record storico, anche l’oro sta tornando a crescere. Attualmente è quotato a 1.787 dollari l’oncia. In pratica l’oro fisico sembra volersi difendere dall’assalto dell’oro digitale.

Secondo gli analisti, ci sono possibilità che cresca ancora portandosi a 1.800 dollari l’oncia. A quel punto potrebbe dirigersi verso un secondo target posto in area 1.830 dollari. 

La crescita dell’oro e quella di Bitcoin non stupiscono se paragonate allo scenario economico attuale. Negli Stati Uniti l’inflazione inizia a fare paura. In più, la Fed sta per avviare il tapering, cioè la riduzione degli stimoli economici avviati per affrontare l’emergenza Covid. Con trilioni di dollari stampati, il rischio è che la moneta più forte al mondo vada incontro alla svalutazione. Questo giustifica la fuga degli investitori verso le riserve di valore, quella per eccellenza, l’oro, e la sua alternativa digitale, il Bitcoin. 

A spostare l’attenzione verso Bitcoin è stato proprio il lancio degli ETF che hanno catturato l’attenzione anche degli investitori istituzionali.  

Eleonora Spagnolo

Giornalista con la passione per il web e il mondo digitale. È laureata con lode in Editoria multimediale all’Università La Sapienza di Roma e ha frequentato un master in Web e Social Media Marketing.

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