ETH bruciati: prima settimana deflattiva per Ethereum
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ETH bruciati: prima settimana deflattiva per Ethereum

By Marco Cavicchioli - 2 Nov 2021

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La settimana scorsa è stata in assoluto la prima per Ethereum in cui gli ETH bruciati hanno superato quelli creati. 

Prezzo e transazioni fanno aumentare gli ETH bruciati

Da quando è stato introdotto l’aggiornamento London, una parte delle fee pagate da chi effettua una transazione sulla blockchain di Ethereum viene bruciata. Fino ad ora il volume degli ETH bruciati non aveva mai superato quello degli ETH creati dal nulla per premiare i miner, ma il saldo dell’ultima settimana è stato differente.

Il fatto è che negli ultimi giorni il numero di transazioni registrate sulla blockchain di Ethereum è stato notevole, con un picco addirittura superiore ad un milione e mezzo di transazioni il 28 ottobre. 

Il nuovo record massimo storico di prezzo per ETH ha movimentato parecchio i mercati, facendo impennare il numero delle transazioni giornaliere. Basti pensare che il 26 settembre furono poco più di un milione, quindi il 28 ottobre sono state quasi il 50% in più del 26 settembre. Ormai è dal 25 ottobre che sono praticamente sempre pari o superiori a 1,3 milioni al giorno.

Più transazioni significa più fee, e più fee significa più ETH bruciati, pertanto fino a che il volume di transazioni giornaliere registrato sulla blockchain di Ethereum dovesse rimanere così alto, è lecito immaginare che il processo deflattivo possa andare avanti.

ETH bruciati
Con la PoS, Ethereum diventerà deflattiva

Inizia la deflazione in attesa della PoS

Il gas è decisamente elevato, con un costo medio per transazione superiore ai 50$ negli ultimi giorni. È improbabile che tale tariffa scenda molto nei prossimi giorni, o nelle prossime settimane, qualora il prezzo di ETH rimanga elevato, o addirittura cresca ancora.

Affinché Ethereum produca blocchi deflazionistici, ovvero con un volume di ETH  bruciati superiori a quelli creati, il prezzo del gas deve rimanere più o meno sopra i 150 gwei.

Stando ai dati di ultrasound.money, la principale fonte di burn è il DEX Uniswap, con le transazioni in ETH al secondo posto, e quelle in USDT al terzo. Da notare che al quarto posto c’è il principale marketplace al mondo per NFT, ovvero OpenSea.

In questa fase ogni giorno vengono bruciati in totale circa 15.000 ETH, mentre ne vengono creati solo poco più di 8.000 ETH, quindi il saldo finale è una riduzione di circa 7.000 ETH al giorno. In totale ad oggi esistono in circolazione circa 118 milioni di ETH.

Va ricordato che le fee di qualsiasi transazione registrata sulla blockchain di Ethereum devono essere pagate in ETH, anche se la transazione riguarda USDT, NFT o altri token ERC-20.

Da quando è stato introdotto l’aggiornamento London sono stati bruciati più di 724.400 ETH, anche se solitamente il numero di ETH creati è superiore. Infatti dal 6 agosto la supply complessiva di Ethereum è cresciuta da 112 milioni a 118 milioni di ETH.

È necessario tenere anche presente che quando la Proof-of-Work sarà sostituita dalla Proof-of-Stake, il numero di ETH creati diminuirà di molto, anche se d’altro canto potrebbero diminuire sensibilmente anche le fee. Secondo alcune stime ETH è comunque destinata a diventare una criptovaluta deflattiva, già a partire dall’anno prossimo, ma molto dipenderà dal suo utilizzo concreto una volta introdotta la PoS.

Marco Cavicchioli

"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".

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