Criptovalute: Bank of America frenata dalla regolamentazione
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Criptovalute: Bank of America frenata dalla regolamentazione

By Marco Cavicchioli - 31 Mag 2022

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Sabato scorso, intervenendo al World Economic Forum di Davos, il CEO di Bank of America (BoA), Brian Moynihan, ha rilasciato delle dichiarazioni piuttosto curiose sul rapporto della sua banca con la regolamentazione delle criptovalute.

L’operatività di Bank of America nel settore delle criptovalute viene frenata a causa della regolamentazione

usa regolamentazione crypto
La Big Four delle banche teme di tuffarsi nel mondo crypto a causa del quadro normativo incerto

Moynihan è stato intervistato da Yahoo Finance ed ha dichiarato che BoA non intende spingersi molto all’interno del settore crypto. 

Quello che però stupisce è la motivazione. 

Infatti, ha dichiarato che BoA è fortemente regolamentata, come del resto tutte le banche, e questo le impedirebbe di fatto di muoversi in modo significativo verso le criptovalute.

Inoltre, ha dichiarato che per la banca è più fruttuoso continuare a concentrarsi su ciò che sta facendo ora. 

Moynihan ha rivelato che BoA gestisce già trilioni di dollari al giorno in modo quasi completamente digitale, e che hanno centinaia di brevetti riguardanti l’utilizzo della blockchain come processo, come strumento e come tecnologia.

Nonostante ciò non si stanno attrezzando per offrire ai loro clienti conti per gestire criptovalute, perché dice “non ci è permesso”.

La causa di queste limitazioni è la regolamentazione che non consente proprio loro di impegnarsi a fondo in questo settore emergente.

Ha aggiunto: 

“Sul lato commerciale, potremmo farcela”.

Infatti, il team di ricerca di BoA è attivo ad esempio nella pubblicazione di report sulle criptovalute e la banca dispone di un team di ricerca crypto interno. 

Ma, nonostante l’anno scorso BoA definì le criptovalute “troppo grandi per essere ignorate”, Moynihan sabato ha dichiarato di non ritenere che la banca, rinunciando ad offrire servizi crypto ai suoi clienti, stia perdendo la prossima grande rivoluzione. 

La fase di bear market genera incertezza soprattutto tra le grandi istituzioni

Yahoo Finance riferisce anche che in generale al World Economic Forum di quest’anno sembra essere rimasto ancora un forte scetticismo nei confronti delle criptovalute.

Di sicuro il bear market iniziato a gennaio non aiuta affatto l’ulteriore diffusione delle criptovalute, nonostante ad esempio ad aprile c’è stato il secondo Stato al mondo ad adottare Bitcoin come valuta a corso legale. È possibile che per un paio di anni non si ripresenti una nuova grande ondata di interesse che possa attrarre molte istituzioni della finanza tradizionale. 

Tuttavia il percorso verso l’adozione sembra ormai essere iniziato da qualche anno e potrebbe non arrestarsi sul lungo periodo, anche a fronte di alti e bassi di durata prolungata. 

Quello che dice Moynihan fa prospettare che le grandi istituzioni finanziarie possano decidere di tenersi momentaneamente fuori dal mercato crypto perchè in questo momento potrebbe non valerne la pena. I rischi sono molti, non ultimi quelli legali, mentre i vantaggi in questo bear market potrebbero essere pochi. 

Resta, però, da capire se non cambieranno idea nemmeno nel caso in cui si verificasse una nuova forte e prolungata bullrun, oppure se è solo questione di tempo. 

Marco Cavicchioli

"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".

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