Bitcoin mining: netto calo della difficulty
Bitcoin mining: netto calo della difficulty
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Bitcoin mining: netto calo della difficulty

By Marco Cavicchioli - 23 Giu 2022

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Ieri è avvenuto il solito aggiornamento quindicennale della difficulty del mining di Bitcoin. 

Scende il valore di difficulty per il mining di Bitcoin

prezzo bitcoin
A seguito del crollo del prezzo del Bitcoin, cala anche il livello della difficulty

Questa volta si è trattato di un calo del 2,3%, con la difficulty passata dai precedenti 30,3T a circa 29,6T. 

Da notare che il picco massimo di sempre si era verificato l’11 maggio scorso, con un aumento oltre i 31T, ma il calo del valore di BTC aveva poi causato una riduzione dell’hashrate con conseguente riduzione della difficulty scesa una prima volta sotto i 30T. 

L’8 di giugno c’è stato un ritorno sopra i 30T, ma dopo il successivo calo del valore di BTC con conseguente calo anche dell’hashrate, la difficulty è nuovamente scesa. 

Ricordiamo che la difficulty si aggiusta in automatico ogni 2.016 nuovi blocchi aggiunti alla blockchain di Bitcoin, circa ogni 14 giorni. 

Analizzando l’hashrate, da cui di fatto dipendono indirettamente gli aggiustamenti della difficulty, il picco massimo di sempre è stato toccato proprio l’8 giugno, prima del ritorno momentaneo della difficulty sopra i 30T. Il precedente picco, invece, era stato il 2 maggio, quando il prezzo di Bitcoin era ancora sopra i 38.000$. 

Il fatto che da allora il prezzo si sia quasi dimezzato, mentre l’hashrate si è ridotto solamente del 20%, fa comprendere come il mining di Bitcoin continui ad essere un’attività decisamente redditizia anche con gli attuali prezzi. 

Infatti, nel corso del 2022 la profittabilità del mining di Bitcoin è precipitata dagli 0,45$ al giorno per Th/s di novembre fino agli attuali 0,08$ al giorno, ma nonostante ciò l’hashrate ha addirittura continuato a crescere, con una flessione significativa solo dopo i crolli di maggio e giugno. 

Dal picco di novembre la profittabilità del mining di Bitcoin è crollata dell’82%, mentre il prezzo di BTC è sceso del 71%. Questo evidentemente indica che a novembre la profittabilità era particolarmente alta, e che gli attuali bassi livelli risultano comunque sostenibili. 

I dati storici relativi alla blockchain di Bitcoin

Basti pensare che il block-time, ovvero il lasso di tempo che mediamente intercorre tra un nuovo blocco e l’altro, è praticamente sempre costante attorno ai 10 minuti, sul medio e lungo termine. Da novembre 2021 ci sono stati brevi picchi sotto gli 8 minuti ed altrettanti brevi picchi sopra i 13 minuti a giugno 2022. 

Nonostante il crollo del prezzo sembra che l’attività di mining non abbia subito alcuna seria ripercussione, anche se sicuramente qualche miner avrà dovuto spegnere alcune macchine, o sostituire le vecchie con delle nuove più efficienti.

Nulla a che vedere insomma con quello che accadde l’anno scorso dopo il ban della Cina sul mining, che portò ad un crollo dell’hashrate del 65% in meno di un mese e mezzo, recuperato poi nei mesi successivi. 

Tutto ciò ancora una volta dimostra sia che l’attività di mining di per sé non condiziona il prezzo di BTC, sia che Bitcoin può continuare a funzionare benissimo anche con livelli di prezzo particolarmente bassi. 

Marco Cavicchioli

"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".

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