Iran: prima importazione ufficiale pagata in crypto
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Iran: prima importazione ufficiale pagata in crypto

By Stefania Stimolo - 10 Ago 2022

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In Iran è stata ufficializzata la prima importazione pagata in crypto del valore di 10 milioni di dollari. Questo segna il primo passo per aggirare le sanzioni imposte al Paese dagli Stati Uniti. 

Iran e la prima importazione da 10 milioni di dollari pagata in crypto

L’agenzia semi-ufficiale di Tasnim ha rivelato che l’Iran ha effettuato questa settimana la sua prima importazione in criptovaluta. L’ordine del valore complessivo di 10 milioni di dollari pagati in crypto, potrebbe diventare il primo passo per il Paese per aggirare le sanzioni imposte dagli USA. 

Mentre non è stata specificata quale sia stata la crypto utilizzata, è constatato, invece, che ora l’Iran può commerciare attraverso asset digitali che aggirano il sistema finanziario globale dominato dal dollaro. 

E infatti, gli Stati Uniti impongono all’Iran un embargo economico quasi totale, che comprende il divieto di tutte le importazioni, comprese quelle dei settori petrolifero, bancario e navale del Paese.

A tal proposito, un funzionario del Ministero dell’Industria, delle Mining e del Commercio ha twittato:

 “Entro la fine di settembre, l’uso delle criptovalute e dei contratti intelligenti sarà ampiamente utilizzato nel commercio estero con i Paesi target”.

Iran e l’attività di crypto-mining dal 2019

L’Iran ha legalizzato il crypto mining nel 2019 e regolamenta rigorosamente il settore. Attualmente sono 118 le unità di mining di Bitcoin autorizzate nel Paese.

Già a gennaio 2020, era trapelata la notizia che il Paese aveva concesso più di 1000 licenze per il mining di crypto, con l’azienda turca di iMiner che nel maggio 2020 diventava la più grande mining farm dell’Iran. 

Durante il primo anno, tutte queste concessioni di licenze di mining sono state perse di vista dal governo iraniano che, nel maggio 2021, ha dovuto emettere un ban verso il mining di Bitcoin e criptovalute per quattro mesi. 

Il Presidente Hassan Rouhani avrebbe affermato che in vista del fatto che l’85% delle mining farm sul territorio non possiede regolare licenza, il divieto di mining sarebbe stato in vigore fino a fine settembre. Non solo, il blocco temporaneo del settore avrebbe anche supportato l’incremento estivo del consumo di energia elettrica. 

A partire da ottobre 2021, l’attività di mining in Iran ha ripreso con regolarità, solo per le aziende del territorio con licenza regolare. 

Il caso di Kraken che aggira le sanzioni

Di recente, il New York Times avrebbe dichiarato che il crypto-exchange di Kraken sarebbe stato messo sotto indagine dal Dipartimento del Tesoro USA per presunte violazioni delle sanzioni imposte all’Iran. 

In pratica, pare che Kraken avrebbe permesso il trasferimento di valute digitali in Iran, malgrado le sanzioni imposte dal governo americano lo impediscano. 

Al momento, non ci sono aggiornamenti ufficiali al riguardo. Di certo, le autorità americane stanno effettuando controlli serrati proprio sugli exchange, come nel caso di Binance, proprio per la possibilità che questi possano offrire ai cittadini, non solo dell’Iran, ma anche della Russia, di aggirare le sanzioni. 

Stefania Stimolo

Laureata in Marketing e Comunicazione, Stefania è un’esploratrice di opportunità innovative. Partendo come Sales Assistant per e-commerce, nel 2016 inizia ad appassionarsi al mondo digitale autonomamente, inizialmente in ambito Network Marketing dove conosce e si appassiona dell’ideale di Bitcoin e tecnologia Blockchain diventandone una divulgatrice come copywriter e traduttrice per progetti ICO e blog, ed organizzando corsi conoscitivi.

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