Bitcoin resta l’unica crypto su cui puntare?
Bitcoin resta l’unica crypto su cui puntare?
Bitcoin

Bitcoin resta l’unica crypto su cui puntare?

By Calogero Selvaggio - 10 Ott 2022

Chevron down
Ascolta qui
download

Una notizia positiva di questi giorni è quella del Lightning Network di Bitcoin. Il re delle crypto, grazie a questo layer 2, ha raggiunto i 5000 BTC di capacità. 

Nonostante il momento macroeconomico e il ribasso dei prezzi, continua così a crescere l’adozione.  

Lightning Network consente agli utenti di inviare Bitcoin in modo veloce e con commissioni molto basse. Infatti, maggiore è la capacità del network e maggiori saranno i volumi di potenziali transazioni. 

Secondo l’exchange KuCoin, nel report intitolato “Into the Crypto”, ha spiegato che l’India potrebbe essere una delle nazioni pioniere in questo ambito. Investitori, dai più giovani a quelli più esperti (circa il 15%) hanno dichiarato di detenere una parte dei loro investimenti in crypto.  

Ritornando al prezzo di Bitcoin, da mesi ormai (da giugno) si sta aggrappando alla soglia dei 20.000 – 19.000 dollari, grazie agli hodler che detengono la crypto da lungo tempo. Supporto fondamentale, che corrisponde ai massimi registrati nel 2017, che altrimenti vedrebbe il prezzo in direzione dei 18.000 – 17.000 dollari.

btc supporto
Supporto psicologico di Bitcoin

La dominance di BTC sembra essere pronta al recupero. In passato, ogni qualvolta abbia ritestato il 39.5-40% ha successivamente portato ad un recupero.

dominance btc
Dominance BTC: È ora di “scaricare” le Altcoin?

I problemi della mancanza di regolamentazione e l’OAM

Come ben sappiamo l’approccio alle crypto sembra essere molto cauto in molti Paesi europei ed extra UE. Questo perché lo scetticismo che circonda questo “nuovo mondo” è purtroppo maggiore rispetto ad altre novità e sviluppi. 

Nonostante ciò, in Italia oltre 70 società di criptovalute, come Coinbase, Crypto.com e Binance,  hanno ottenuto l’approvazione normativa senza eseguire davvero i controlli adeguati. Il problema non sta certo nelle piattaforme ma nel come sono strutturate le regole italiane.

Ciò che sorprende è che l’Organismo di vigilanza degli Agenti e dei Mediatori (OAM), che tiene gli elenchi degli agenti finanziari che operano nel Paese (autorità di regolamentazione), spesso criticato nei vari Paesi europei per i ritardi nell’elaborazione, ha tempestivamente aggiunto 73 società crittografiche al nuovo elenco di fornitori di servizi. 

L’ottenimento dell’approvazione normativa presso un’autorità di regolamentazione indica a tutti gli investitori che una data società è stata “esaminata”, ma in Italia, potrebbe non essere stato ancora fatto. Infatti, avrebbe confermato a CoinDesk, che l’autorità di regolamentazione sta decidendo come raccogliere i dati delle aziende e che probabilmente inizierà a farlo il prossimo anno. Ciò significa che i flussi di fondi attualmente non sono monitorati per impedire ai malintenzionati di utilizzare le piattaforme.

Tutto ciò che chiede attualmente l’Italia è “solo” una registrazione

Una promessa che la società sarà esaminata dalle autorità di regolamentazione in futuro?

Questo è uno dei tanti motivi per cui è bene studiare l’azienda prima di investire i propri soldi in progetti. Se si sente spesso parlare di truffe e di progetti che scompaiono dalla mattina alla sera nel nulla è anche per via della poca regolamentazione.

Episodi del genere non sono stati pochi: il token Squid Game (non ufficiale) ispirato alla serie TV è crollato a zero dal suo picco a 2.656 dollari mentre gli sviluppatori avrebbero guadagnato più di 3 milioni di dollari con un Rug Pull. Bitconnect, azienda indiana che prometteva il 120% di rendimenti l’anno (se i ricavi generati fossero stati prelevati dopo un anno), attraverso uno schema Ponzi ha permesso ai propri fondatori (anonimi) di guadagnare illecitamente circa 2 miliardi di dollari. 

Ma la truffa più grande della storia delle criptovalute in termini di fondi rubati è probabilmente quella di OneCoin con cui sono stati ottenuti fondi per oltre 10 miliardi di dollari. Anch’esso era uno schema Ponzi che consisteva nel comprare pacchetti e facendoli comprare ad altre persone dal valore variabile, si poteva accedere a corsi sul trading, alla sua blockchain ed avere in regalo dei token.

Il caso di BNB Chain

Qualche giorno fa BNB Chain, la blockchain dell’exchange di criptovalute Binance, è stata sospesa (per alcuni giorni) a causa di un exploit sulla sua cross-chain per un valore di 100 milioni di dollari (è emersa la presenza di un bug strutturale che ha permesso di falsificare la verifica di un blocco). 

BNB ha assicurato che tutti i fondi erano al sicuro. Inoltre, ha congelato in tempo altri 400 milioni di dollari, mentre Tether ha inserito in blacklist tutti gli indirizzi incriminati.

Da notare è la velocità con cui la chain di BNB è stata bloccata. Ciò è un chiaro segno della centralizzazione del network, che ha attirato malcontenti su di sé. Ma cosa sarebbe successo se quest’ultima non fosse stata fermata dimostrando così la sua decentralizzazione? A volte, non è un male. Ma ciò dimostra nuovamente che il 90% della DeFi è più centralizzata di quanto si possa pensare.

Calogero Selvaggio

Analista e scrittore finanziario – Si occupa dello studio dei mercati finanziari, del comportamento degli agenti economici che vi operano, dei macro-sviluppi e degli scenari internazionali. Ricerca e analizza settori e investimenti, trend globali e criptovalute.

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice.