Che fine ha fatto il progetto crypto Bancor?
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Che fine ha fatto il progetto crypto Bancor?

By Marco Cavicchioli - 3 Dic 2022

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Bancor è un progetto crypto nato a metà 2017. 

Il suo nome riprende quello della celebre “unità monetaria internazionale” proposta da John Maynard Keynes durante il convegno di Bretton Woods. 

Il Bancor proposto da Keynes avrebbe dovuto essere una valuta esclusivamente interbancaria, con la funzione di servire unicamente da unità di conto per calcolare la posizione netta degli scambi tra le varie nazioni. L’idea di Keynes era quella di creare una sorta di sistema di compensazione per i commerci mondiali dopo la fine della Secondo Guerra Mondiale. 

Il Bancor di Keynes non è mai divenuto realtà, anche se il Fondo Monetario Internazionale ha poi ripreso l’idea di base dopo la grande crisi finanziaria del 2007/2008, immaginando però di usare i suoi Diritti Speciali di Prelievo (DSP). 

La crypto di Bancor Network (BNT)

Nel 2017, invece, è stato lanciato il progetto Bancor Network, con il suo token BNT. 

BNT non è una criptovaluta in senso stretto, perché non ha una sua blockchain. In effetti, è un token ERC-20 su Ethereum. 

Bancor nasce nel 2017 con una ICO che mirava a creare un Liquidity Network decentralizzato per permettere di detenere qualsiasi token Ethereum e convertirlo in qualsiasi altro token della stessa rete in modalità P2P, ovvero senza doversi affidare a terzi, ed utilizzando prezzi calcolati automaticamente ed un semplice wallet.

Invece non è stato così, perchè il progetto già tra il 2018 ed il 2019 iniziò a prendere un’altra direzione. 

Infatti, nel corso del tempo si è trasformato in un protocollo di trading e staking DeFi con liquidità unilaterale. 

Alla base del progetto c’è la Bancor DAO, che si è posta come mission quella di portare la DeFi mainstream, fornendo il modo più semplice e sicuro per fare trading e guadagnare entrate passive.

In effetti nel 2017 uno dei primi pool di liquidità per Automated Market Maker (AMM) fu quello elaborato da Bancor, quindi buona parte dei protocolli DeFi ancora oggi si ispira a quel lavoro. 

Attualmente il protocollo Bancor genera guadagni per i depositanti, promettendo fino al 30% di APR, su oltre 70 token tra cui ETH, WBTC, LINK, MATIC, AAVE ed altri. 

Inoltre Bancor è la soluzione di gestione della tesoreria e della liquidità utilizzata da decine di DAO, tra cui Polygon, Synthetix, UMA, Paraswap, Nexus Mutual, KeeperDAO, BarnBridge e WOO Network DAO.

Il token BNT

Il token BNT ha avuto due grandi bull run, e due pesanti bear market. 

Ha esordito sui mercati a metà 2017 ad un prezzo di poco inferiore ai 3$, e sebbene a novembre dello stesso anno fosse già sceso sotto i 2$, a gennaio dell’anno successivo toccò il suo picco di valore massimo ad oltre 10$. 

D’altronde tra fine 2017 ed inizio 2018 ci fu una grande bolla speculativa che si formò su diverse altcoin, ETH compreso, con guadagni davvero notevoli. 

Ma quella bolla poi scoppiò, tanto che ad aprile del 2018 il prezzo di BNT era già sceso a 2,2$. 

Il calo continuò fino a dicembre, quando addirittura scese sotto gli 0,5$, e poi dopo un piccolo recupero ad inizio del 2019, finì per precipitare a 0,2$ a gennaio 2020. 

A quel punto la perdita cumulata era stata del 93% rispetto al prezzo iniziale di collocamento, e addirittura del 98% rispetto al massimo storico. 

Nel 2021 però c’è stata la seconda grande bull run. 

A novembre 2020 era già risalito attorno agli 0,6$, ma a marzo del 2021 arrivò fino a 9$, ovvero poco più sotto del record assoluto di tre anni prima. 

Già però a maggio dello stesso anno il prezzo iniziò nuovamente a scendere, fino ai 2,6$ di luglio 2021. Il prezzo di BNT non è salito a fine 2021, ed anzi a gennaio 2022 era già sceso a 2,3$, diventati 2,1$ a marzo. 

Il vero e proprio crollo c’è stato però dopo l’implosione dell’ecosistema Terra/Luna, a maggio di quest’anno, quando è sceso prima a 1,4$, e poi a 0,5$ a giugno. 

Il prezzo attuale inferiore a 0,4$ è in linea con quello del 2019, ma superiore ai minimi del 2020. In particolare è del 96% inferiore a quello massimo di gennaio 2018, ma del 216% superiore a quello minimo di marzo 2020. 

Si tratta pertanto di un token decisamente volatile sul medio-lungo periodo, mentre non particolarmente volatile sul breve. 

La roadmap del progetto crypto Bancor

In teoria lo sviluppo del progetto non è terminato, anche perchè la versione 2.0 dedicata alla DeFi è attualmente in funzione ed in evoluzione. 

La versione 2.1 fu lanciata ad ottobre 2020, ovvero dopo che la prima aveva toccato il fondo, e si è trattato di un cambiamento radicale nella fornitura di liquidità agli AMM con la “protezione da perdite temporanee”. 

Attualmente stanno lavorando a Bancor 3, la terza versione del protocollo, che sarà anche il maggior aggiornamento proposto fino ad oggi di Bancor. Introdurrà una nuova architettura che riduce i costi del gas ed aumenta l’efficienza del protocollo. 

Bancor 3 verrà implementato in tre fasi distinte, chiamate Dawn (tramonto), Sunrise (alba) e Daylight (luce del giorno). Dawn affronterà già i principali punti di attrito del protocollo, ma sarà solo l’inizio di ciò che verrà nelle fasi successive Sunrise e Daylight.

La DAO

Dietro questo progetto c’è la DAO di Bancor Network. 

Infatti, il protocollo Bancor è governato con un sistema di voto democratico e trasparente che consente a tutte le parti interessate di essere coinvolte. 

Il token di governance è vBNT, ovvero il token che si ottiene mettendo in staking i token BNT. 

Il futuro

Il progetto Bancor sembra aver già avuto due vite, di cui la prima conclusa e la seconda forse in via di conclusione, ma con la terza versione del protocollo potrebbe anche averne una terza. 

Se non altro il progetto ha dimostrato di essere in grado di adeguarsi al cambiamento dei tempi, e soprattutto di sfruttare i trend per non morire. 

Il suo futuro è incerto, come lo è d’altronde il futuro di molti progetti DeFi dopo il boom dell’anno scorso e l’implosione di quest’anno. Ma la tecnologia su cui si basano sembra comunque destinata a rimanere. 

Marco Cavicchioli

"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".

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