Oggi il prezzo di Ethereum è tornato ai livelli pre-FTX
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Oggi il prezzo di Ethereum è tornato ai livelli pre-FTX

By Marco Cavicchioli - 17 Gen 2023

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A partire dal 2 gennaio il prezzo di Ethereum (ETH) ha iniziato una veloce risalita che oggi lo ha riportato sui livelli precedenti al crollo dovuto al fallimento di FTX. 

Il 9 novembre era sceso a poco più di 1.000$, più o meno allo stesso livello toccato ancora tra il 21 ed il 22 dello stesso mese. 

Ancora il primo gennaio era a circa 1.200$, ma a partire dal giorno successivo ha iniziato una crescita che ormai dura da due settimane e che nella notte ha portato il prezzo di ETH per breve tempo sopra i 1.600$. Anche il 6 novembre il prezzo oscillava tra i 1.500$ ed i 1.600$, anche se due giorni prima aveva sfiorato i 1.700$. 

Quindi nelle prime due settimane dell’anno nuovo ha recuperato tutte le perdite dovute al crollo di FTX avvenuto tra il 6 ed il 10 novembre 2022. 

Dal 2022 ad oggi: il prezzo di Ethereum

Una cosa curiosa del prezzo di ETH però è che nel corso del 2022 il picco minimo non è stato toccato a novembre con il crollo di FTX, ma a giugno, ovvero dopo l’implosione dell’ecosistema Terra/Luna a maggio seguita dal fallimento di Celsius. 

Quindi il 2022 del prezzo di Ethereum è diviso in due parti. 

La prima parte, conclusa a giugno, ha visto il prezzo scendere da sopra 3.800$ a sotto 900$, con una perdita superiore al 76%, mentre la seconda ha visto di fatto una sorta di lateralizzazione con oscillazione continua tra i 1.000$ ed i 1.600$, con due sole sortite oltre i  1.700$. 

Va tuttavia sottolineato che il picco massimo della seconda parte dell’anno lo ha toccato a metà agosto quando per brevissimo tempo era tornato sopra i 2.000$, quindi il prezzo attuale ha recuperato le perdite di novembre, ma non quelle di settembre. 

Il prezzo massimo assoluto fu toccato a novembre 2021 oltre quota 4.800%, e da allora il prezzo si perde ancora il 68%. 

Tutto ciò fa sì che il prezzo attuale sia in linea con quello dell’11 giugno 2022, ovvero dopo il crollo di maggio. I 2.000$ toccati ad agosto probabilmente non a caso sono lo stesso livello a cui arrivò il prezzo di ETH con il piccolo rimbalzo successivo al crollo di maggio. 

In altre parole il prezzo attuale è tornato perfettamente in linea con il livello alto della fascia di lateralizzazione successiva al minimo annuale di giugno 2022, ma non ancora in linea con il livello precedente al calo di giugno. 

L’espansione di Ethereum

Nel frattempo la diffusione della rete Ethereum continua il suo processo di espansione. 

Da quando, a settembre 2022, la Proof-of-Work è stata sostituita con la Proof-of-Stake, il numero di validatori dei blocchi è esploso. 

Infatti con PoW solo i miner potevano convalidare i blocchi, a fronte di una spesa assolutamente non irrilevante in macchinari per il mining ed energia elettrica. 

Invece con PoS sono sufficienti 32 ETH da mettere in staking per potersi installare un nodo validatore. 

E così i validatori sono passati da meno di 300.000 ad inizio 2022 agli oltre 500.000 di inizio 2023. Si nota chiaramente che la curva di crescita del 2022 del numero di validatori ha subito due forti accelerazioni: una a marzo, quando fu annunciato il Merge, ed una per l’appunto a settembre, quando il Merge è stato effettuato. 

Invece il numero di transazioni registrate giornalmente sulla blockchain è risultato essere in calo, dato che ad inizio 2022 erano circa 1,2 milioni al giorno, mentre ora sono circa 1 milione. 

Quindi l’aumento del numero dei validatori non è stata una conseguenza dell’aumento dell’utilizzo di Ethereum, ma del passaggio da PoW a PoS. 

Il prossimo aggiornamento

A marzo di quest’anno dovrebbe avvenire il fork Shanghai, ovvero l’aggiornamento di Ethereum che renderà possibile tra le altre cose togliere gli ETH messi in staking sulla  nuova blockchain basata su PoS.

Pochi giorni fa è stata lanciata una nuova testnet per questo aggiornamento, chiamata “devnet 2”. 

Curiosamente il raggiungimento del traguardo di 500.000 validatori è avvenuto proprio il giorno successivo al rilascio di devnet 2. 

Da notare che ormai sono più di 14,3 milioni gli ETH bloccati in staking sulla Beacon Chain, e non si sa quanti di questi verranno prelevati una volta avvenuto l’aggiornamento Shanghai. 

Ad inizio 2022 erano meno di 9 milioni, quindi è possibile immaginare che solo una percentuale ridotta degli ETH in staking verrà effettivamente messa sul mercato a marzo. 

L’impatto di PoS sul prezzo di Ethereum ad oggi

Da questi numeri è possibile presumere che il fatto che a novembre 2022 il prezzo di Ethereum non sia sceso sotto i livelli di giugno possa effettivamente essere legato al Merge, ovvero alla sostituzione di PoW con PoS, ed all’aumento degli ETH messi in staking. 

Ma al tempo stesso fa presumere che lo sblocco degli ETH in staking potrebbe anche non convincere i loro possessori a venderli, dato che il loro valore di mercato attuale è comunque ben inferiore rispetto a quello di marzo 2022, ovvero quando ci fu la prima impennata del numero dei validatori. 

A questa dinamica potrebbe anche essere legato l’aumento della dominance di ETH sui mercati crypto in contemporanea ad una riduzione della dominance di Bitcoin. 

A febbraio 2022 la dominance di BTC era superiore al 40%, mentre quella di ETH inferiore al 18%. Sebbene a giugno la prima salì al 45% e la seconda scese sotto il 16%, in concomitanza con i minimi annuali del prezzo di Ethereum, una volta terminato quel crollo la dominance di Bitcoin è scesa fino al 36% di novembre, mentre quella di ETH è salita fino al 19%. 

Questo trend sembra essersi interrotto nel 2023, con la dominance di BTC tornata quasi al 40%, mentre quella di ETH stabile a circa il 18%. Quindi l’impatto del passaggio a PoS sul prezzo di ETH sembra essersi ormai esaurito, anche se è iniziato mesi prima del Merge. 

Marco Cavicchioli

"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".

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