HomeCriptovaluteStable CoinTether (USDT): la market cap della stablecoin aumenta di $1 miliardo in...

Tether (USDT): la market cap della stablecoin aumenta di $1 miliardo in un giorno

I problemi alla stablecoin Binance USD (BUSD) stanno facendo bene a Tether (USDT). 

Infatti, ieri la capitalizzazione di mercato di USDT è salita da 68,5 miliardi di dollari a 69,5, crescendo quindi di circa un miliardo in sole undici ore. 

In realtà è da inizio dicembre 2022 che sale, sia perchè si stanno pian piano diradando molti dei dubbi precedentemente esistenti sulla gestione delle riserve della stablecoin da parte di Tether, sia perchè le sue principali concorrenti sono in sofferenza. 

La capitalizzazione di mercato della stablecoin Tether (USDT)

Prima dell’inizio dell’ultima grande bull run, a novembre 2020, la capitalizzazione della stablecoin Tether (USDT) era sotto il livello di $19 miliardi. 

Va detto, tuttavia, che era già da gennaio 2020 che stava salendo, dato che a fine 2019 capitalizzava solamente 4 miliardi. 

Si tratta pertanto di un trend che dura da anni, anche se nel 2022 si era interrotto. 

Nel corso del 2021 era salito fino a 78 miliardi di dollari, ed il picco massimo lo ha fatto registrare nella prima decade di maggio 2022 quando era salita addirittura ad 83 miliardi. 

Con l’implosione della stablecoin algoritmica UST e dell’intero ecosistema Terra/Luna si sono diffuse molte paure riguardo la tenuta di altre stablecoin, ed allora a farne le spese maggiori fu proprio USDT. 

Infatti, nel giro di due mesi la sua capitalizzazione si dimezzò, fino a tornare a 40 miliardi di dollari. 

Tuttavia a partire da fine luglio tornò a crescere, tanto che ad inizio novembre era risalita quasi a 70 miliardi. Il crollo dei mercati crypto seguente al fallimento di FTX la riportò a 65 miliardi, ovvero un livello comunque decisamente più elevato rispetto ai 40 miliardi di pochi mesi prima. 

Il 2023 invece si è rilevato fino ad ora un anno di sola salita per Tether dollar, iniziato con una capitalizzazione di mercato di 66 miliardi di dollari, arrivata ieri a superare i 69 miliardi. 

Il livello attuale è di gran lunga superiore al minimo del 2022, ed è discretamente maggiore anche del livello a cui scese dopo il crollo dovuto a FTX. Da notare che è anche nettamente superiore al livello toccato in primavera del 2021, ovvero dopo la prima fase di crescita dell’ultima grande bull run. 

È pari al livello toccato ad inizio novembre 2022, prima del crollo di FTX, ed è inferiore solo ai livelli di inizio 2022, culminati nel record di 83 miliardi di inizio maggio. 

In questo momento addirittura più del 51% dell’intera capitalizzazione di mercato di tutte le stablecoin è detenuta da Tether, ovvero USDT nel complesso vale più di tutte le altre stablecoin messe assieme.

I problemi legati a BUSD aiutano la stablecoin Tether (USDT)

I problemi principali li sta avendo Binance USD (BUSD), la terza stablecoin in assoluto per capitalizzazione di mercato. 

Per ora è stato annunciato il blocco totale del conio di nuovi token, quindi la capitalizzazione di mercato non può fare altro che diminuire mano a mano che vengono restituiti per essere riscattati. 

Dopo aver raggiunto un massimo storico di 23 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato, a metà novembre 2022, è iniziato prima un lento calo, fino a 22 miliardi, e poi due crolli. 

Il primo a dicembre 2022, con la capitalizzazione scesa a 16 miliardi nel giro di tre settimane, e poi a febbraio 2023, con la discesa a 14,7. Quest’ultima discesa è avvenuta quasi tutta negli ultimi due giorni. 

Per ora il futuro di BUSD è fosco, anche se Binance ha annunciato che cercherà di rilanciarla trovando un nuovo partner per poter far ripartire le emissioni di nuovo token. 

USD Coin (USDC)

Anche la seconda stablecoin per capitalizzazione di mercato, USDC, non se la sta passando benissimo. 

Nel corso del 2023 ha perso quasi 5 miliardi di dollari di capitalizzazione, ma il calo era iniziato già ben prima. 

Il picco massimo lo aveva toccato a giugno dell’anno scorso, quando grazie ai timori riguardanti USDT era cresciuta fino a sfiorare i 56 miliardi. All’epoca si pensava addirittura che avesse le carte in regola per cercare di superare Tether. 

Invece a partire da luglio ha iniziato una lunga discesa che l’ha portata prima a 52 miliardi nel giro di un mese, e poi a 42 miliardi ad inizio novembre. 

Si era leggermente ripresa con il crollo di FTX, sempre grazie ai timori riguardanti USDT, ma dopo la metà di dicembre è tornata a scendere. 

Va comunque detto che il livello attuale è enormemente superiore ai 3 miliardi di dollari di capitalizzazione che aveva prima dell’inizio dell’ultima grande bull run.  

La quarta stablecoin per capitalizzazione di mercato, DAI, capitalizza solo poco più di 5 miliardi, quindi attualmente non gioca un ruolo particolarmente rilevante in questo mercato. 

Le stablecoin in dollari

Il fatto che le agenzie governative statunitensi se la siano prese con Binance USD, e forse anche con USDC, sembra suggerire che per le stablecoin in dollari questi siano tempi duri. 

Nonostante tutte le principali stablecoin al mondo siano in dollari USA, con quelle in euro ed oro relegate solamente a ruoli da comprimari, c’è chi ritiene che il 2023 potrebbe costituire un anno di svolta da questo punto di vista. 

L’ipotesi, lanciata dal co-fondatore e CEO di Binance, Changpeng CZ Zhao, è quella che sui mercati crypto europei ed asiatici le stablecoin sul dollaro USA potrebbero in realtà essere sostituite da stablecoin in euro, in yen o in dollari di Singapore. 

In effetti per chi opera negli USA le stablecoin in dollari rimangono le più comode ed utili in assoluto, ma al di fuori dai mercati in dollari potrebbero diventare scomode o addirittura troppo problematiche. 

L’ipotesi di CZ pertanto non può essere semplicemente ignorata perché ritenuta poco probabile, perché invece in teoria potrebbe avere tutte le carte in regola per apportare un cambiamento epocale a questi mercati. 

Non bisogna, infatti, dimenticare che se il mercato americano è il più vasto al mondo, quello asiatico è il secondo, e quello europeo il terzo. 

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli
"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".
RELATED ARTICLES

MOST POPULARS