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CNBC ripropone la narrativa anti-crypto di Stiglitz
CNBC ripropone la narrativa anti-crypto di Stiglitz
Criptovalute

CNBC ripropone la narrativa anti-crypto di Stiglitz

By Lorenzo Dalvit - 3 Feb 2020

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Grazie al potenziale di visualizzazioni prodotto dalle notizie riguardanti le criptovalute – in un momento in cui a seguito del prezzo ripartono le ricerche su Google – la CNBC ha riproposto un vecchio cavallo di battaglia della comunicazione anti-crypto ad opera di Joseph Stiglitz.

Stiglitz, economista vincitore del premio Nobel, affermava nel 2019 che le criptovalute dovrebbero essere bloccate, preoccupandosi che queste possano consentire attività illecite rendendo le transazioni monetarie meno trasparenti.

Tuttavia, egli vedeva un valore nei sistemi di pagamento digitali e supporta l’uso elettronico di valute sostenute dal governo, come il dollaro.

“Sono stato un grande sostenitore del passaggio a un meccanismo di pagamento elettronico. Ci sono molte efficienze. Penso che potremmo avere un’economia meglio regolamentata se avessimo tutti i dati in tempo reale, sapendo cosa stanno spendendo le persone”.

Non più solo Bitcoin: ora il problema sono le criptovalute

Il video di Stiglitz riproposto su Twitter dalla CNBC sembra più una pubblicità che un monito. È ben confezionato ed è una promozione accattivante dedicata alle peculiarità del dollaro contro il demone della criptovaluta. 

Stabilità, trasparenza e controllo sociale sono la chiave per il successo di questa economia secondo il premio Nobel.  

Il messaggio è chiaro e punta il dito sempre nella stessa direzione: le criptovalute sono utilizzate per il riciclaggio, il mercato nero e il Dark Web.

Correva l’anno 2017 quando i suoi primi interventi iniziarono a farsi sentire. Nel novembre di un anno, infuocato dall’aumento vertiginoso dei prezzi, le sue affermazioni contro Bitcoin tuonavano su Bloomberg.

E ancora nel luglio del 2018 al Financial News :

“Se apri un buco come Bitcoin, allora tutte le attività nefaste passeranno attraverso quel buco e nessun governo può permetterlo.”

Gli interessi in gioco

Quando osserviamo questo mercato non possiamo fare a meno di intravedere l’alba di una nuova asset class. 

Non a caso i grandi appelli all’interventismo politico contro l’emergente lobbies delle criptovalute viene da personaggi di spicco del sistema finanziario tradizionale strettamente legato al settore bancario e agli interessi istituzionali. 

Le onorificenze ricevute dal sistema che difendono, ne sono la dimostrazione. 

L’insorgere di un’alternativa capace di mettere in discussione il potere delle elite è sintomo di un pericolo imminente per chi è al timone del Titanic finanziario contemporaneo. Per sua natura lo scontro sarà necessario. 

Gli strumenti capaci di liberare dal controllo centralizzato funzioni importanti come quella del denaro, posizionano i giochi di potere su un terreno completamente differente. Essi verranno di certo ostacolati dall’establishment.

Consapevolezza e informazione

La confusione che regna al di fuori dalla nicchia di mercato in cui girano le informazioni legate alla blockchain è la causa di forti incomprensioni sull’ecosistema.

Le peculiarità di bitcoin come strumento valido per il riciclaggio e l’uso criminale del denaro sono ancora un mito, anche se ampiamente sfatato dalla realtà tecnologica che ne dimostra  esattamente le caratteristiche di massima tracciabilità e trasparenza.

Arriverà una maturazione del settore dove quello che ora all’esterno sembra un conglomerato omogeneo di tecnologie e obiettivi verrà osservato come un universo di progetti completamente differenti e spesso in competizione tra loro per visione, modello e principi di base.

L’asimmetria informativa, di cui è studioso proprio il premio Nobel protagonista dell’articolo, è una condizione in cui un’informazione non è condivisa integralmente fra gli individui facenti parte del processo economico: dunque una parte degli agenti interessati dispone di maggiori informazioni rispetto al resto dei partecipanti e può trarre un vantaggio da questa configurazione.

L’informazione è potere e la blockchain è una tecnologia che si occupa di gestire l’informazione in maniera differente. Indovinate a chi potrebbe non piacere la cosa.

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Lorenzo Dalvit

Chief Operations Officer presso Deepit AG

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