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Kava, la criptovaluta che usa BNB come collaterale
Kava, la criptovaluta che usa BNB come collaterale
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Kava, la criptovaluta che usa BNB come collaterale

By Marco Cavicchioli - 18 Lug 2020

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La criptovaluta Kava ha esordito sui mercati a fine ottobre 2019, ed in meno di un anno ha già riscosso un certo successo.

Il token KAVA inizialmente valeva poco meno di 1 $, ed a metà marzo 2020, quando crollarono tutti i mercati finanziari globali, il suo valore scese fino a 0,36$. 

Ma da allora si è ripreso, prima tornando su quota 1 dollaro ad inizio giugno, e poi spiccando il volo a partire da luglio fino agli attuali 2,2$. 

In altre parole in meno di un anno ha più che raddoppiato il suo valore, e dai minimi di marzo è cresciuta del 500% in soli quattro mesi. 

Si tratta di un token in formato BEP2 su Binance Chain collegato alla piattaforma DeFi Kava

La particolarità del progetto DeFi di Kava è l’interoperabilità delle diverse blockchain, che consente di aprire Collateral Debt Position (CDP) utilizzando Bitcoin, BNB (Binance Coin), XRP (Ripple) e ATOM (la criptovaluta nativa di Cosmos). 

È un progetto relativamente recente, che sta beneficiando del grande entusiasmo che negli ultimi mesi si sta riversando sulla finanza decentralizzata. 

Ultimamente inoltre sono stati apportati dei miglioramenti, che potrebbero aver influito sul successo del token KAVA. 

In particolare nel sistema di governance onchain si è deciso di introdurre dei cosiddetti “Commissari di Stabilità” con il compito di rendere la piattaforma resiliente in tempi di volatilità del mercato. Ovvero visto che la governance tradizionale non è abbastanza veloce per contrastare eventuale periodi di volatilità molto elevata, sono stati selezionati alcuni gruppi di persone a cui sono stati affidati privilegi particolari, con la possibilità di prendere decisioni molto rapidamente. 

Ad esempio, proprio durante il crollo dei mercati finanziari di metà marzo, MakerDAO fu costretta ad intervenire a posteriori, ovvero troppo tardi per evitare tutti i problemi. Anzi, l’intervento non servì per impedire che si verificassero dei problemi, ma solamente per affrontarne le conseguenze. 

Da qui l’idea di Kava di affidare ad un numero ristretto di persone il compito di intervenire rapidamente in caso di necessità. 

Inoltre a giugno su Kava è stato annunciato BNB come collaterale per poter ottenere in prestito i token della stablecoin USDX, ed è possibile che anche questa novità abbia contribuito ad incrementare l’attenzione su questo progetto. 

A dire il vero i token USDX non sono ancora stati rilasciati sul mercato, sebbene possano già essere creati, ma fino a maggio 2021 verranno distribuiti dei token KAVA a chi immobilizzerà BNB in garanzia per ottenere token USDX. 

In totale verranno distribuiti 74.000 KAVA, e questo potrebbe aver contribuito a far conoscere questo progetto. 

Ad oggi risultano esserci solamente 181 indirizzi che detengono token KAVA, con solamente 3.194 transazioni in tutto da quando è stato lanciato, ma il progetto non è ancora in fase pienamente operativa, pertanto questi non sono numeri che devono spaventare. 

Anche la procedura di creazione dei token USDX è ancora relativamente complessa, e questo al momento di sicuro tiene lontano il grande pubblico. 

Bisognerà vedere con il tempo se questa idea di rendere interoperabili varie blockchain si rivelerà con il tempo vincente, o se continueranno a proliferare le piattaforme DeFi basate solo su Ethereum.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 25mila iscritti.

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