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Elongate: Musk minaccia di vendere i bitcoin di Tesla, e poi smentisce
Elongate: Musk minaccia di vendere i bitcoin di Tesla, e poi smentisce
Bitcoin

Elongate: Musk minaccia di vendere i bitcoin di Tesla, e poi smentisce

By Marco Cavicchioli - 17 Mag 2021

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Ormai quello di Elon Musk nei confronti di Bitcoin e Dogecoin è un vero e proprio caso, una specie di “Elongate” come lo sta definendo il popolo di Twitter.

Tutto nasce da un tweet di qualche giorno fa in cui accusa Bitcoin di consumare troppa energia, in particolare proveniente da fonti non rinnovabili come ad esempio il carbone. 

Ma ieri il CEO di Tesla ha rincarato la dose, facendo intendere che la sua attenzione si stia spostando completamente da Bitcoin a Dogecoin. 

Innanzitutto ha sostenuto che Bitcoin sia altamente centralizzato, con la maggioranza dell’hashrate controllata da poche aziende cinesi. 

In realtà, sono anni che nessuno riesce a modificare il protocollo Bitcoin, proprio perchè realmente decentralizzato, ed in Cina lo Stato ha persino provato a vietare gli scambi di bitcoin in valuta fiat senza riuscirci. 

A questo punto si è innescato un vero e proprio scontro contro diversi esperti di Bitcoin, a cui Musk ha ricordato di essere stato uno dei fondatori di PayPal, sostenendo che costoro non sappiano come funziona la moneta. 

Ormai è chiaro che bitcoin non sia tanto una moneta transazionale, ma più una riserva di valore, molto più simile all’oro che non a PayPal. 

È possibile che Musk non sia molto bene informato riguardo Bitcoin e che la sua conoscenza di questo nuovo asset finanziario sia ancora troppo superficiale per consentirgli di comprenderlo a fondo. 

Però ha dato il meglio di sè quando ha condiviso un post che ipotizzava che, a causa di questo scontro, Tesla avrebbe potuto vendere tutti i BTC acquistati a febbraio e conservati in portafoglio. 

Questa mattina, ovvero prima della riapertura della borsa americana, ha dovuto smentire tale ipotesi, affermando invece esplicitamente che Tesla non ha venduto alcuno dei propri bitcoin. 

Le conseguenze di “Elongate” sui prezzi di Bitcoin e Dogecoin

In altre parole, ieri il CEO di Tesla è stato capace con pochi tweet di far perdere una notevole quantità di denaro alla sua azienda, innescando un forte calo del prezzo di quegli stessi BTC che di fatto la sua azienda ha in portafoglio (circa 30.000 o poco più). È possibile che questa mossa non sarà affatto apprezzata dagli azionisti della società. 

Musk oltretutto aveva anche ipotizzato che avrebbe potuto andare “all in” su Dogecoin, ma la cosa curiosa è che ieri anche il prezzo di DOGE è sceso. Ovvero, in altri termini, le sue uscite di ieri hanno fatto perdere di valore sia bitcoin che Dogecoin, e forse persino il titolo Tesla. Da qui probabilmente la retromarcia di questa mattina. 

Il prezzo di bitcoin ieri è sceso da 49.000$ a 44.000$, per poi calare ancora fino a toccare i 42.000$. Dopo la retromarcia di Musk ha recuperato quota 44.000$. 

Pare inoltre che da tempo Musk sia in contatto con alcuni sviluppatori per cercare di migliorare il protocollo Dogecoin, il cui sviluppo ormai è fermo da anni. Tuttavia l’idea che sembra avere in mente non è quella di una moneta con natura deflattiva e politica monetaria fissa, come Bitcoin, perché la ritiene troppo volatile per essere utilizzata come mezzo di scambio. Va tuttavia detto che di criptovalute con valore stabile ne esistono già molte, in primis le stablecoin, pertanto diventa difficile immaginare quale novità potrebbe introdurre nel panorama crypto l’ennesima criptovaluta con valore stabile da utilizzare come mezzo di pagamento. 

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 25mila iscritti.

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