ETF su Bitcoin spot, dal Congresso uno sprone alla SEC
ETF su Bitcoin spot, dal Congresso uno sprone alla SEC
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ETF su Bitcoin spot, dal Congresso uno sprone alla SEC

By Eleonora Spagnolo - 4 Nov 2021

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Due membri del Congresso USA hanno scritto al presidente della SEC Gary Gensler per chiedere l’approvazione degli ETF basati su Bitcoin spot. 

ETF su Bitcoin Spot, i controsensi della SEC

Si tratta di Tom Emmer e Darren Soto che hanno voluto sottolineare le contraddizioni dell’agenzia governativa rispetto all’approvazione degli ETF su Bitcoin.

Nella lettera, i due ripercorrono l’atteggiamento della SEC nei confronti di Bitcoin, ricordando come la Securities and Exchange Commission si sia sempre mostrata preoccupata per i rischi connessi al Bitcoin. 

Il testo parte dall’approvazione recente degli ETF basati sui futures di Bitcoin, ma dicono: 

“Mentre questo è un passo avanti per milioni di americani che chiedono l’accesso a semplici modi per investire in Bitcoin, questi prodotti sono potenzialmente molto più volatili di un Bitcoin spot ETF e possono imporre commissioni sostanzialmente più elevate agli investitori a causa del premio a cui I futures di Bitcoin tipicamente scambiano, così come il costo dei contratti futures a rotazione ogni mese”.

Secondo i due deputati, gli ETF spot su Bitcoin sono persino più sicuri di quelli basati sui futures:

“Ci chiediamo perché, se siete a vostro agio nel permettere la negoziazione di un ETF basato su contratti derivati, non siete altrettanto o più a vostro agio nel permettere l’inizio del trading in ETF basati sul Bitcoin spot. Gli ETF di Bitcoin spot sono basati direttamente sul bene, che intrinsecamente fornisce più protezione per gli investitori”.

ETF Bitcoin spot
Gli ETF sono comunque legati al mercato spot di Bitcoin

ETF su Bitcoin a confronto

Il loro ragionamento è che la SEC per approvare gli ETF su Bitcoin chiedeva due punti: 

  • che il mercato si dimostrasse resistente a frodi e manipolazioni;
  • che il principale mercato fosse regolamentato.

Ora, gli ETF sinora approvati, si basano sui futures Bitcoin scambiati al CME, che a sua volta prende i Bitcoin da exchange quali Coinbase, Kraken e Bitstamp. Dunque, se la SEC fosse preoccupata per il fatto che i mercati di Bitcoin non sono regolamentati, allora dovrebbe esserlo anche per le attività del CME su Bitcoin, che si basano proprio su quei mercati. 

Ma siccome la SEC sembra non avere problemi in questo senso, tanto varrebbe permettere il trading anche degli ETF basati su Bitcoin diretto e non su derivati che a loro volta si basano su Bitcoin spot. 

Inoltre, i due deputati rilevano che prima che fossero approvati gli ETF su Bitcoin, altri prodotti di investimento sono stati lanciati sul mercato. Le aziende che lo hanno fatto si sono regolarmente registrate. Allora perché non permettere la stessa cosa con gli ETF? Un caso ad esempio è quello del Grayscale Bitcoin Trust, un prodotto di investimento che si basa proprio su Bitcoin spot e che conta almeno 630.000 sottoscrittori. 

Questi cortocircuiti rendono la posizione della SEC poco chiara, 

Infine, T om Emmer e Darren Soto concludono: 

“Non intendiamo dire che un metodo di esposizione sia migliore dell’altro, ma piuttosto che, a meno che non ci siano chiari e dimostrabili vantaggi per la protezione degli investitori, gli investitori dovrebbero poter scegliere quale prodotto è più adatto a loro e ai loro obiettivi di investimento”.

Le aperture e chiusure della SEC sugli ETF Bitcoin

L’approvazione degli ETF su Bitcoin è stata a lungo attesa. Il primo fondo, quello di ProShares, è stato lanciato lo scorso 19 ottobre, trascinando il prezzo di Bitcoin verso nuovi record. Altri ETF sono stati lanciati, ma chi credeva in un’apertura della Securities and Exchange Commission si è dovuto ricredere. 

La SEC al momento è “tenera” solo nei confronti degli ETF basati sui futures di Bitcoin, mentre ha già respinto al mittente le richieste di ETF basati su futures di Bitcoin a leva e basati su futures che shortano il prezzo di Bitcoin (cioè prevedono un calo del prezzo). La SEC in pratica sembra mettere un freno a questi strumenti derivati, ma resta anche scettica sul Bitcoin a se stante.

Anche se, come rilevano i due deputati, c’è poca differenza rispetto ai rischi, in quanto i mercati spot di Bitcoin sono connessi con i futures, il che comporta gli stessi pericoli. Non resta che attendere chiarimenti da parte del presidente Gary Gensler e chissà che ciò non possa portare a nuove svolte.  

 

Eleonora Spagnolo

Giornalista con la passione per il web e il mondo digitale. È laureata con lode in Editoria multimediale all’Università La Sapienza di Roma e ha frequentato un master in Web e Social Media Marketing.

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