Due milioni di ETH bruciati fino ad ora
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Due milioni di ETH bruciati fino ad ora

By Marco Cavicchioli - 23 Mar 2022

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Il burn parziale delle fee di Ethereum, iniziato ad agosto dell’anno scorso con il fork London, ha superato quota due milioni di ETH bruciati. 

Gli ETH bruciati diminuiscono l’inflazione monetaria

Su WatchTheBurn.com ora si contano 2.007.612 ETH bruciati fino ad ora su 3.095.047 ETH dati come ricompensa ai miner. 

Questo fa sì che il numero complessivo di ETH in circolazione da agosto sia aumentato solamente da 117 milioni a 118,5 milioni, ovvero con un ritmo annualizzato di poco inferiore al 2%. 

Nei dodici mesi precedenti invece era passato da 112 a 117, ovvero +4,5%. 

In altre parole London ha più che dimezzato l’inflazione della massa monetaria di ETH, portandoli a livelli comparabili a quelli di Bitcoin (+1,6% negli ultimi 12 mesi). 

In futuro è possibile che l’inflazione della massa monetaria di ETH possa anche scendere ben sotto il 2%, mentre quella di Bitcoin dimezzerà a partire dalla primavera del 2024 con il quarto halving. 

ETH bruciati
Con London sono stati bruciati 2 milioni di ETH

Fee di Ethereum in aumento

Il rovescio della medaglia però è l’aumento delle fee sulle transazioni registrate sulla blockchain. 

Su Ethereum la mediana è passata dai circa 2$ precedenti a London agli attuali 4$ abbondanti, mentre invece ad esempio su Bitcoin più o meno nel medesimo periodo è rimasta spesso tra gli 0,3$ e gli 0,4$. 

Va tuttavia detto che sempre più transazioni di importo medio/basso non vengono registrate sulla blockchain ma vengono effettuate con second layer che ne riducono enormemente i costi. 

Il motivo per cui le fee sulla blockchain di Bitcoin sono così basse si deve proprio al sempre maggiore utilizzo di Lightning Network, e probabilmente anche il crollo delle fee su Ethereum dai 30$ di ottobre 2021 agli attuali 4$ si deve proprio all’incremento di utilizzo di second layer come Polygon o Optimism. 

Il passaggio a PoS

Inoltre le fee dovrebbero ridursi ulteriormente con il passaggio di Ethereum alla Proof-of-Stake. 

Alla luce di ciò è possibile immaginare che anche su Ethereum il problema delle fee troppo elevate potrebbe prima o poi essere risolto, grazie all’impatto congiunto del passaggio alla PoS e dell’utilizzo sempre maggiore di second layer. 

Il Merge che sposterà di fatto le transazioni Ethereum sulla nuova Beacon Chain basata su PoS potrebbe avvenire entro la fine del terzo trimestre di quest’anno, se non addirittura prima della fine del secondo. 

Quindi già nel corso del 2022 potremmo assistere alla soluzione definitiva al problema delle fee elevate. 

Inoltre il Merge eliminerà di fatto il mining di ETH, rendendo possibile un’ulteriore riduzione della creazione di nuovi ETH, volendo. Questo potrebbe consentire anche un’ulteriore riduzione dell’inflazione della massa monetaria di ETH.

Marco Cavicchioli

"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".

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