Binance blocca i conti crypto di un produttore di armi russo
Binance blocca i conti crypto di un produttore di armi russo
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Binance blocca i conti crypto di un produttore di armi russo

By George Michael Belardinelli - 1 Set 2022

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L’exchange Binance ha deciso di congelare il wallet crypto di un utente russo, in particolare si tratta di un produttore di armi, Vladislav Lobaev.

Il Servizio di sicurezza dell’Ucraina (SSU) ha, infatti, dichiarato che Binance:

“Ha bloccato un portafoglio crittografico appartenente a un cittadino russo che sta sponsorizzando la guerra russa in Ucraina”.

Il giornale CoinDesk è riuscito a scoprire che il wallet in questione fosse di Lobaev, uno dei fondatori di Lobaev Arms, azienda privata che produce fucili da cecchino e munizioni militari.

Le crypto in periodo di guerra

Dallo scoppio della guerra alla porta est dell’Europa, le valute digitali sono salite alla ribalta per essere un mezzo veloce, sicuro e anonimo per inviare fondi, sia che questi fossero utilizzati dagli ucraini, che dai russi, e a prescindere dallo scopo.

Vitalik Buterin, Mark Zuckerberg, Elon Musk ed altri si sono resi protagonisti di cospicue donazioni, così come delle società hanno aiutato, ad esempio, PayPal o la stessa Binance

Sul proprio canale Telegram, l’imprenditore russo invitava a donare Bitcoin (BTC), Ether (ETH) e Tether (USDT) per sostenere Lobov Arms. I fondi erano destinati all’acquisto di attrezzature per le truppe delle Repubbliche popolari separatiste di Donetsk e Luhansk che hanno ricevuto sostegno armato da Mosca fin dal 2014.

Anche grazie al potere dato dal Presidente ucraino alle forze dell’ordine, Binance ha deciso di bloccare l’account, che aveva in pancia più di 800.000 grivnie ucraine, pari a circa 21.700 dollari in valute digitali. Inoltre, Lobaev utilizzava anche il servizio di pagamento fiat russo Yoomoney e un conto presso l’istituto finanziario russo Sberbank, mentre sulla blockchain di Tron ha ricevuto poco più di 840 dollari nella stablecoin ancorata al dollaro USA.

Secondo il figlio di Lobaev, tale Evgeny, che ha fornito uno screenshot a prova delle sue parole, in realtà l’account sarebbe stato bloccato a causa di una revisione e non per la causa alla quale erano rivolte le somme raccolte.

Binance ha specificato:

“Qualsiasi governo o agenzia delle forze dell’ordine nel mondo può fare richieste legittime riguardanti gli utenti nella loro giurisdizione a condizione che queste siano accompagnate dall’autorità legale adeguata. Tuttavia, Binance protegge anche i suoi utenti e si riserva il diritto di rifiutare richieste delle forze dell’ordine che non reggono al controllo legale, dove non viene servito alcuno scopo legale o ci sono difetti nell’approccio investigativo. Applichiamo alle richieste lo stesso livello di controllo che farebbe qualsiasi banca, istituto finanziario o multinazionale leader”.

bitcoin crypto war
Le crypto sono tra i maggiori strumenti utilizzati nelle guerre attuali

Binance e il caso russo

L’exchange già in passato ha bloccato l’utilizzo di carte russe questa primavera a seguito delle sanzioni internazionali contro la Russia e dell’uscita di MasterCard (MA) e Visa (V) dal Paese.

Vladislav Lobaev, noto produttore di armi russo dal 2003, insieme al fratello Nikolay, produce armi e sostiene le campagne militari del Cremlino, non ultima quella in corso. 

Nel suo canale Telegram, che funge da cassa per le donazioni e i comunicati agli adepti, si è autonominato Lobaev Z in quanto Z è la lettera che le truppe di Mosca hanno messo sui carri armati ed è uno dei nuovi simboli del Paese durante questa guerra.

Crystal Blockchain, la nota società di analisi, ritiene che tutti gli indirizzi crittografici pubblicati da Lobaev per la raccolta fondi appartengono a Binance, che quindi è utilizzato come canale principale.

ChainAnalysis ha dichiarato che 54 gruppi militanti e volontari filorussi hanno raccolto oltre 2,2 milioni di dollari in criptovalute tramite i canali dei social media.

Martedì l’NPU, ovvero la Polizia Nazionale Ucraina, ha chiuso una rete di “call center” che prendeva di mira cittadini ucraini e dell’Unione Europea vittime di truffe. Lo stesso era già accaduto nel settembre del 2021, quando la SSU aveva eliminato un call center a Leopoli.

Il pugno duro delle autorità ucraine, tuttavia, non sarebbe stato possibile se il 16 marzo 2022 il Presidente Volodymyr Zelensky non avesse firmato la legge sugli asset digitali che ne sostiene l’uso in territorio Ucraino, ma ne certifica anche il controllo da parte delle autorità.

George Michael Belardinelli

Ex Corporate manager presso Carifac Spa e successivamente Veneto Banca Scpa, blogger e Rhumière, negli anni si appassiona alla filosofia e alle opportunità che l'innovazione e i mezzi di comunicazione ci mettono a disposizione, in fissa con il metaverso e la realtà aumentata

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