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Ultime crypto news: in arrivo gli smart contract su Bitcoin dopo la presentazione del whitepaper di BitVM

Le ultime crypto news parlano della possibilità di introdurre finalmente gli smart contract su Bitcoin, dopo che Robin Linus, esponente di ZeroSync, ha presentato un whitepaper intitolato “BitVM: Compute Anything on Bitcoin” che esplora questa nuova nuova frontiera.

Si tratta di un nuovo paradigma che sperimenta il ruolo di Bitcoin come settlement layer per la verifica off-chain di determinate transazioni, rendendo di fatto il network decentralizzato una macchina virtuale a tutti gli effetti.

Sebbene ci troviamo di fronte ad una forte innovazione, non sono da sottovalutare i limiti di questo nuovo concetto crittografico che potrebbero impedire l’adesione vera e propria nel mondo.

Si è aperto infatti un forte dibattito tra la community degli crypto appassionati che vede i sostenitori del BitVM scontrarsi con i fan di Ethereum e con le altre blockchain di ultima generazione.
Vediamo insieme i dettagli della news.

Crypto news: Presentato il whitepaper di BitVM, un nuovo paradigma che mira ad introdurre i contratti intelligenti su Bitcoin

Le ultime news dal mondo crypto trattano della recente pubblicazione del whitepaper “BitVM: Compute Anything on Bitcoin” da parte di Robin Linus, sviluppatore Bitcoin nonché co-fondatore del progetto ZeroSync.

Si tratta di un documento che propone al pubblico dei bitcoiners un nuovo insieme di regole che permetterebbero di dividere il tempo di esecuzioni di un’operazione specifica su più transazioni, potendo implementare di fatto gli smart contract sulla rete crittografica.

Lo scopo di BitVM è infatti quello di rendere qualsiasi funzione potenzialmente calcolabile su Bitcoin, attraverso un processo di verifica che passa off-chain in maniera simile a quanto avviene con i rollups su Ethereum.

Con questo stratagemma, che non richiede alcun soft o hard fork evitando così inutili dibattiti tra la community crypto, si può elevare Bitcoin a blockchain “Turing complete” a differenza dell’attuale stato “NON Turing Complete”, espressamente voluto da Satoshi Nakamoto agli albori della sua invenzione.

Questo è possibile grazie all’implementazione di Taporoot avvenuta a novembre 2021, che consente di gestire una moltitudine di path di esecuzione, senza dover cambiare i meccanismi di consenso che sono alla base di Bitcoin.

Il meccanismo del BitVM spiegato all’interno del whitepaper in questione è molto semplice: si utilizza Bitcoin come “settlement layer” ( come avviene in Ethereum con i layer-2 rollups) gestendo parte delle prove crittografiche off-chain su altri canali P2P.

In questo modo  sarebbe possibile eseguire su Bitcoin tutta una serie di operazioni che al momento sono impossibili da gestire visto il costo esageratamente alto in termini computazionali.

Tutto ciò ricorda in modo analogo il funzionamento del Lighting Network, layer-2 per la scalabilità di Bitcoin, dove vengono gestite microtransazioni tra due canali chiusi e solo una piccola parte delle transazioni viene registrata sulla chain principale di Bitcoin. 

L’esperto di crittografia Sam Parker ha commentato la news della presentazione del whitepaper di BitVM descrivendo come un successo la possibilità di aumentare la lunghezza dei programmi che si possono eseguire su Bitcoin.

Ciò secondo lui significa essere in grado di eliminare una componente di fiducia di alcuni servizi esistenti nell’ecosistema Bitcoin. Queste le sue parole

“eliminare tutti i tipi di servizi di deposito a garanzia attendibili o semi-attendibili […] Controllo della congestione/aggregatori Coinjoin, quorum sidechain, alcuni tipi di contenuti di tipo Oracle DLC possono passare da attendibili/semi attendibili a 100% trustless”

Robin Linus, ideatore dell’idea BitVM, è ancora più entusiasta e crede che questa sia la scoperta più emozionante nella storia dello script bitcoin. Cita testualmente

“Sembra abbattere praticamente ogni porta e ci dà accesso a patti, sidechain, e potenze simili a Liquid o EVM, tutto in una volta senza bisogno di fork. Non vedo l’ora di pubblicare la mia demo.”

Implementazione proof-of-concept di BitVM in JavaScript. Fonte: Github

Potrà mai Bitcoin superare Ethereum come piattaforma di lancio per applicazioni decentralizzate?

Dopo che è stata diffusa la news del whitepaper di BitVM, che porta per la prima volta nella storia delle crypto la possibilità di implementare nel futuro gli smart contract su Bitcoin, si è aperto un lungo dibattito tra la community degli appassionati del settore per discutere sui punti caldi di questa innovazione.

Il primo pensiero riguardo tutto ciò riguarda l’eventualità che Bitcoin possa ricoprire il ruolo di Ethereum come  piattaforma di lancio per contratti intelligenti e sviluppo di applicazioni decentralizzate.

Ciò eleverebbe la rete Bitcoin ad infrastruttura “altcoin killer”, dove il resto del mercato crypto non avrebbe più senso di esistere. In realtà, seppur la novità di BitVM sembra un “game changer” per il futuro del network decentralizzato, c’è da osservare che in realtà ci sono ancora molti limiti.

Innanzitutto, prima di osservare nel dettaglio  gli ostacoli del nuovo concetto crittografico, è necessario ricordare che quello che a BitVM non è altro che suddividere il runtime di un operazione su più transazioni. Niente di più, niente di meno.

Non si tratta di una vera e propria rivoluzione ma di un’applicazione intelligente alle possibilità introdotte con Taproot due anni fa.

Passando ai limiti tecnici, c’è chi osserva problemi legati al costo della validazione sul settlement layer di Bitcoin ed alla lentezza dell’infrastruttura, il che rende il mondo EVM di Ethereum decisamente più efficace.

Inoltre l’interazione tra due canali, come avviene nel LN, rende impossibile giungere a future implementazioni di routing e di operazioni più complesse che ad oggi già avvengono su alcune blockchain di ultima generazione.

Ad aggiungersi a tutto ciò, troviamo una serie di barriere legate alla difficoltà di utilizzo di tutto questo mondo, attualmente conosciuto solo ai più.

I veterani del Bitcoin potrebbero inoltre non essere d’accordo con le idee apportate da Robin Linus ma c’è comunque da riconoscere che si tratta di un’implementazione opt-in, nel senso che non si è obbligati a bloccare le proprie coins su un contratto completo di Turing, in quanto non ci troviamo di fronte alla scelta di un fork.

Al momento le sfide da affrontare per BitVM, che non sono state citate nel whitepaper di Robin, sono molteplici e vanno comunque contestualizzate con l’architettura originale di Bitcoin che non potrà mai essere all’altezza di quella di Ethereum sul fronte dell efficienza.

Ad ogni modo è consono ricordare che ci troviamo all’inizio di un nuovo esperimento che esprimerà il suo massimo potenziale nei prossimi anni.

Non è detto tutto ciò che porterà BitVM sarà obsoleto per l’universo delle blockchain più scalabili e veloci, in quanto Bitcoin rappresenta la rete crittografica più SICURA e DECENTRALIZATA al mondo, e questo dà già di per sé un vantaggio competitivo.

La cooperazione tra universi distanti tra di loro e la scelta degli sviluppatori di implementare un’idea su un’infrastruttura più veloce (Ethereum) o su una più sicura (Bitcoin) sarà ciò che verosimilmente potrebbe portare la sopravvivenza ed il successo della stessa idea applicata a contesti differenti.

Alessandro Adami
Alessandro Adami
Laureato in "Informazione, Media e Pubblicità", da oltre 4 anni interessato al settore delle criptovalute e delle blockchain. Co-Fondatore di Tokenparty, community attiva nella diffusione di crypto-entuasiasmo. Co-fondatore di Legal Hackers Civitanova marche. Consulente nel settore delle tecnologie dell'informatica. Ethereum Fan Boy e sostenitore degli oracoli di Chainlink, crede fermamente che in futuro gli smart contract saranno centrali all'interno dello sviluppo della società.
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