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L’ex presidente di PayPal crede nel futuro di Bitcoin come moneta per i pagamenti transfrontalieri

In una recente intervista alla CNBC, l’ex presidente di PayPal David Marcus ha affermato che in sua opinione il lightning network di Bitcoin sarà sempre più utilizzato come layer per trasferire denaro tra paesi diversi.

Questo perché i pagamenti tradizionali in fiat sono molto costosi e talvolta richiedono tempi di attesa molto lunghi.

Il costo molto contenuto e la rapidità di esecuzione  delle transazioni in Bitcoin con il LN sarebbero secondo Marcus i fattori che potrebbero innescare il boom della tecnologia nel mercato dei pagamenti esteri.

A differenza delle parole del suo ex presidente però , PayPal sembra che stia puntando maggiormente nel mondo delle stablecoin, in particolare nella moneta crittografica da lei stessa creata PYUSD, ovvero una criptovaluta ancorata al valore del dollaro americano.

Quest’ultima ha registrato pochi giorni fa un forte aumento della propria supply che ha portato la capitalizzazione a superare la soglia dei 100 milioni di dollari,  confermando l’aumento di domanda per la risorsa digitale nella blockchain di Ethereum.
Tutti i dettagli di seguito

Secondo l’ex presidente di PayPal il lightning network di Bitcoin verrà usato per i trasferimenti di denaro digitali  tra paesi esteri

Recentemente David Marcus,co-fondatore del fornitore di servizi su lightning network “Lightspark” nonché ex presidente di PayPal, ha rivelato in un’intervista alla CNBC di essere convinto delle potenzialità di Bitcoin come moneta per i pagamenti globali.

Secondo lui ad oggi il trasferimento di dati ed informazioni funziona molto bene nel web tradizionale, mentre l’invio e la ricezione di denaro digitale fiato può risultare difficoltoso, soprattutto quando si svolge una transazione tra due soggetti di paesi differenti.

Pensate che negli Stati Uniti per utilizzare molte  delle app fintech che consentono di inviare denaro a soggetti residenti al di fuori del Paese, è necessario recarsi presso una banca locale e pagare una commissione di 50 dollari per un bonifico internazionale.

A questo si aggiungono i lunghi tempi di attesa per la buona riuscita delle operazioni che talvolta possono superare i 3-4 giorni se ci si trova a ridosso del weekend. Per questo a detta dell’ex presidente di PayPal ci troviamo ancora “all’era dei fax” nel mondo dei pagamenti transfrontalieri in fiat. 

Bitcoin potrebbe risolvere questa problema, sfruttando la sua struttura decentralizzata che funge da protocollo universale per il trasferimento di denaro su internet. La presenza del layer secondario lightning Network (LN) conferisce oltretutto a Bitcoin la capacità di essere scambiato a basso costo e con tempi di esecuzione molto rapidi.

Marcus crede molto nello sviluppo e nel progresso del settore dei pagamenti internazionali in criptovalute, tanto dall’aver investito risorse nella startup Lightspark da lui co-fondata e che ad oggi si occupa di costruire infrastrutture sul LN.

A sua detta Bitcoin non sarà utilizzato in futuro come contante di tutti i giorni per andare a fare la spesa, ma soprattutto per il trasferimento di denaro all’estero.
Queste le sue parole alla CNCB:

“Il nostro punto di vista è che Bitcoin non è la valuta che la gente userà per comprare le cose. Piuttosto, Bitcoin verrà utilizzato per inviare dollari statunitensi a qualcuno che alla fine li riceverà sotto forma di yen giapponesi o euro dall’altra parte del mondo”

Con il lightning network BTC può essere inviato in qualsiasi parte del mondo pagando una fees irrisoria di 4-5 centesimi di dollaro e finalizzando l’operazione in pochi secondi. Negli ultimi mesi il trend di utilizzo di questa infrastruttura di secondo livello, è cresciuto stabilmente ma sta osservando una flessione negli ultimi giorni.

Secondo i dati di The Block, sebbene a settembre il network abbia registrato un picco di 589 mila transazioni al giorno (media a 7 giorni), ultimamente vede poco uso da parte degli utenti, con valori così bassi che non si vedevano da marzo di quest’anno.

Ad ogni modo, se allarghiamo gli orizzonti temporali, vediamo che il numero di nodi e di canali P2P nel LN sono più che raddoppiati rispetto ai dati del 2021.

L’utilizzo di stablecoin nel mercato dei pagamenti transfrontalieri e l’approccio proattivo di PayPal

PayPal, a differenza del suo ex presidente in carica dal 2011 al 2014, crede che saranno le stablecoin a guidare il mercato dei trasferimenti transfrontalieri in futuro e non Bitcoin.

Mentre infatti Marcus sta attualmente lavorando per espandere le capacità del lightning network, la società tecnologica californiana ha deciso  ad agosto di lanciare una propria moneta crittografica,, il cui valore è ancorato a quello del dollaro americano, e che gira sulla blockchain di Ethereum.

PayPal è diventata così la prima grande big tech finanziaria ad aver abbracciato completamente le stablecoin come risorse per i pagamenti digitali.

PYUSD, lanciata in collaborazione con Paxos, ha riscosso sin da subito un grande successo all’interno della community delle criptovalute, raggiungendo in poco più di mesi la cifra dei 100 milioni di dollari in capitalizzazione di mercato a seguito di un aumento massiccio della propria supply.

Nel dettaglio, secondo i dati di CryptoQuant il numero complessivo di PYUSD in circolazione ammonta ad oggi a 117,9 milioni di unità, con un incremento di 77 milioni nelle ultime due settimane.

L’approccio di PayPal testimonia l’idea dell’azienda che il mercato delle stablecoin crescerà molto nei prossimi anni e sorpasserà Bitcoin come contante digitale utilizzato per i trasferimenti all’estero.

Secondo una ricerca recente di Juniper Research, questo settore raggiungerà i 187 miliardi di dollari entro il 2028, andando a registrare un incremento del 250%  rispetto ai 53 miliardi di dollari previsti per tutto il 2023.

Inoltre, sempre entro il 2028, il valore dei pagamenti transfrontalieri raggiungerà una quota del 73% rispetto al totale dei pagamenti effettuati in stablecoin, diventando il caso d’uso predominante.

A differenza dei limiti di capacità tutt’oggi presenti nel lightning network (pur a fronte di un forte sviluppo negli ultimi anni) la infrastruttura di Ethereum ha tutte le carte in regola per scalare completamente il mercato senza alcun tipo di vincolo.

Inoltre l’espansione dei layer-2 rollup all’interno della rete crittografia permette di essere competitiva anche sul fronte fees, considerando il basso costo per le transazioni che vengono convalidate off-chain.

Nick Maynard, autore della ricerca citata presso la società fintech britannica, ha spiegato il fenomeno espansivo delle stablecoin utilizzando queste parole:

“Le stablecoin hanno un vasto potenziale per sbloccare il flusso di denaro attraverso i confini, ma le piattaforme di pagamento devono implementare strategie di accettazione affinché questo possa progredire. Gli MTO (Money Transfer Operator) possono sfruttare le stablecoin in modo all’ingrosso, ma ciò richiederà la costruzione di reti su ampie impronte geografiche”

PayPal in risposta all’esigenza di una piattaforma per i pagamenti in stablecoin, ha deciso di metterci la faccia ed offrire ai propri clienti una sua valuta di scambio, con un valore pressoché stabile e che si affida ad uno dei standard crittografici di sicurezza più elevati al mondo.

Alessandro Adami
Alessandro Adami
Laureato in "Informazione, Media e Pubblicità", da oltre 4 anni interessato al settore delle criptovalute e delle blockchain. Co-Fondatore di Tokenparty, community attiva nella diffusione di crypto-entuasiasmo. Co-fondatore di Legal Hackers Civitanova marche. Consulente nel settore delle tecnologie dell'informatica. Ethereum Fan Boy e sostenitore degli oracoli di Chainlink, crede fermamente che in futuro gli smart contract saranno centrali all'interno dello sviluppo della società.
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