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L’exchange Coinbase registra un forte calo dei volumi di spot trading nel terzo trimestre: l’azione COIN non sembra però risentirne sul Nasdaq

L’exchange  statunitense di criptovalute Coinbase ha registrato dati deludente a seguito della chiusura del terzo trimestre dell’anno, riportando volumi in decrescita nello spot market.

Pur volendo attendere il rilascio dei dati sui guadagni dell’azienda nel Q3 2023 che avverrà il 2 novembre, possiamo già da ora intuire che i ricavi provenienti dalle fees saranno anch’essi in calo, essendo proporzionali all’ammontare di scambi che avvengono sulla piattaforma ( contando  ovviamente anche i derivati). 

Ciononostante il prezzo di COIN, azione quotata nel mercato Nasdaq, è rimasto pressochè uguale a quello con cui aveva esordito il trimestre, lasciando intaccata la struttura rialzista dell’asset che potrebbe registrare ottime performance durante il 2024.

Un hedge fund in particolare sta accumulando COIN in vista dell’attesa stagione rialzista per le criptovalute che porterà  probabilmente anche la risorsa di Coinbase ad aumentare il proprio valore sui mercati.

Vediamo insieme tutti i dettagli

L’exchange Coinbase e il crollo dei volumi di spot trading nel Q3 2023

Secondo un’analisi del fornitore di dati sugli asset digitali CCData, l’exchange di criptovalute Coinbase ha segnato numeri deludenti per quanto riguarda il volume di spot trading nel terzo trimestre dell’anno.

In particolare da luglio a settembre la società di Brian Armstrong ha registrato un volume di scambi spot pari a 76 miliardi di dollari, con una diminuzione di oltre il 50% rispetto ai numeri segnati un anno fa.

Nel Q3 2022, la società di scambi in criptovalute aveva supportato transazioni superiori ai 150 miliardi di dollari all’interno della piattaforma nella sezione spot. I numeri attualmente sono inoltre i più bassi mai registrati da quando Coinbase ha deciso di quotarsi sul mercato delle azioni statunitensi nel 2021 con il ticker COIN.

Questa flessione non è dovuta necessariamente ad un demerito dell’exchange stesso ma piuttosto alle condizioni sfavorevoli su cui verte ad oggi il mercato crypto, in profonda crisi rispetto ai numeri che si registravano durante il bull market del 2021.

In un epoca di incertezza macroeconomica, con molteplici guerre all’orizzonte e la FED statunitense che ha annullato gli stimoli economici nell’ultimo anno e mezzo, è assolutamente normale che questi contesti assai speculativi possono esperienziare un momento di difficoltà dovuto al calo di utenti.

È infatti nell’intero settore crypto, e non solo in casa Coinbase, che si osservano numeri in calo sul fronte degli scambi durante gli ultimi due trimestri.

Anzi, la società quotata al Nasdaq ha addirittura aumentato la propria quota di mercato dopo che Binance ha subito delle pressioni dagli organi di regolamentazione in USA ed ha perso terreno per il settimo mese consecutivo.

Secondo quanto riferito all’interno dello studio di CCData, è stata proprio Coinbase assieme ad altre piattaforme come Bybit e DigiFinex ad aver acquisito la quota di mercato persa dal principale exchange del settore crypto.

Binance rimane ad ogni modo l’exchange dominante nel contesto dello spot trading con oltre 4,9 miliardi di dollari scambiati nelle ultime 4 ore, contro gli 814 milioni di dollari di Coinbase e i 539 milioni di dollari di Kraken.

Numeri in crescita per i DEX a discapito degli exchange centralizzati

Sempre in riferimento ai dati relativi ai volumi di scambio spot in crypto, è interessante notare che le piattaforme decentralizzate stanno acquisendo sempre più quote di mercato, tanto da aver oltrepassato da poco soglia del 20% nei confronti delle controparti centralizzati come Binance e Coinbase.

Da settembre in poi questo dato sembra essere esploso e ha toccato nuovi massimi storici, confermando la crescita del settore DeFi e la maturità che sta raggiungendo negli ultimi anniPensate che a maggio 2020 il rapporto nei volumi spot tra DEX e CEX non superava l’1% del totale delle transazioni: ad oggi invece ci troviamo al 26% circa.

Coinbase sapeva già da tempo che questo trend sarebbe stato destinato a crescere, visto l’evoluzione degli ambienti decentralizzati ed il forte sviluppo che sta avvenendo su di essi.

Infatti, per coprire una fetta di questo mercato  ha deciso di lanciare pochi mesi fa il proprio layer-2 su Ethereum, ovvero Base che ad oggi rappresenta l’ottava chain per TVL e la nona per volumi scambiati nelle ultime 24 ore.

Nel dettaglio, secondo i dati di DefilLama  l’optimistic rollup gestito da Coinbase, ha un valore bloccato all’interno dei suoi protocolli pari a 314 miliioni di dollari ( oltre 500 milioni bridgati dalla mainnet di Ethereum)  e un volume nelle ultime 24 ore che si aggira intorno ai 25 milioni di dollari.

Andamento di mercato di COIN nel mercato delle azioni statunitensi: attenzione a questo dato!

Passando ora alle analisi di mercato, possiamo osservare come l’azione COIN sembra aver resistito al crollo dei volumi dell’exchange, registrando al momento un prezzo pressoché identico a quello con cui si è aperto il 3° trimestre dell’anno di Coinbase.

Sebbene ci sia stato un calo dei prezzi a luglio e ad agosto, la struttura di medio periodo per la stock è rimasta intaccata, con le probabilità di un rialzo maggiori rispetto a quelle di un ribasso per i prossimi mesi.

Da inizio anno COIN è cresciuta dell’112% andando a confermarsi come uno dei top asset da detenere in portafoglio nel 2023.

Al momento i prezzi  del premarket segnano un valore di 77,65 dollari con l’indicatore supertrend che segnala la presenza di un terreno fertile per una continuazione rialzista dell’azione.

Dopo un lungo periodo di ribassi nel 2021 e 2022, COIN sembra pronta ad iniziare il suo rally verso il ritorno ai massimi storici.

Alcuni hedge fund stato incrementato le proprie posizioni rialziste sull’azione di Coinbase, prevedendo una crescita dell’exchange e dell’intero mercato crypto nel 2024.

Uno tra tutti, “ARK Invest”, società di Cathie Wood che nel suo recente 13F filings ha rivelato di aver incrementato dello 0,27% la propria esposizione a COIN.

In totale, il fondo che sta lottando contro la SEC per ottenere l’approvazione del primo ETF spot per Bitcoin in USA, detiene 12.121.881 azioni per un totale di 867 milioni di dollari,andando a posizionarsi come 5° azionista principale per l’asset in questione.

Al di sopra di ARK, che possiede il 6.3816% di tutte le azioni in circolazione troviamo solamente il fondo VanEck, a16z, il co-fondatore di Paradigm ed il Ceo di Coinbase.

Questo sottolinea lo sforzo di ARK nel diventare sempre più presente all’interno del mercato crypto e la convinzione di Cathie Wood riguardo le potenzialità rialziste per l’industria degli scambi crittografici nei prossimi anni.

Da sottolineare inoltre come anche BlackRock, ovvero il più grande fondo a gestione patrimoniale di tutto il mondo, compare tra i maggiori azionisti di COIN con un investimento da 573 milioni di dollari.

Alessandro Adami
Alessandro Adami
Laureato in "Informazione, Media e Pubblicità", da oltre 4 anni interessato al settore delle criptovalute e delle blockchain. Co-Fondatore di Tokenparty, community attiva nella diffusione di crypto-entuasiasmo. Co-fondatore di Legal Hackers Civitanova marche. Consulente nel settore delle tecnologie dell'informatica. Ethereum Fan Boy e sostenitore degli oracoli di Chainlink, crede fermamente che in futuro gli smart contract saranno centrali all'interno dello sviluppo della società.
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