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Nessun taglio dei tassi della Fed in USA fino a metà 2024: le conseguenze sui mercati crypto analizzate da YouHodler

Ruslan Lienkha, capo dei mercati della piattaforma fintech YouHodler, ha condiviso recentemente le sue analisi e previsioni sul settore crypto e sulla complessa situazione macroeconomica in USA, dove le sorti dei mercati sono legate inesorabilmente alle politiche monetarie della Fed.

L’inflazione del dollaro è ancora troppo elevata, sebbene sia scesa notevolmente rispetto ad inizio anno, e la fase “quantitative tightening” della banca centrale statunitense sembra destinata a dover proseguire fino al termine del 2023.

Molto probabilmente, infatti, nessun taglio dei tassi sui titoli di stato verrà applicato fino a metà 2024. 

Quali sono le conseguenze di queste dinamiche sul mercato crypto?
Vediamo insieme tutti i dettagli

Mercati crypto ed economia USA: la Fed non prevede alcun taglio dei tassi di interesse fino a metà 2024

Il capo dei mercati di YouHodler, Ruslan Lienkha, ha analizzato recentemente il  delicato contesto macroeconomico in USA in cui ci troviamo, riflettendo sugli effetti che potrebbero sfociare sul mercato crypto.

Ci troviamo all’inizio del quarto trimestre del 2023, con un’economia americana ancora forte nonostante gli allarmi sui possibili rischi di recessione, alla fine di un ciclo di rialzi dei tassi di interesse  che ha visto la FED rallentare gli stimoli economici negli ultimi 2 anni.

Dopo un decennio di politiche monetarie espansive, costo del denaro basso e mercati forti, ad inizio 2022 siamo incappati in una delle situazioni più complesse da gestire a livello finanziario per gli USA, con una guerra in corso e l’inflazione del dollaro fuori controllo.

L’indice dei prezzi al consumo (meno cibo ed energia) negli Stati Uniti sta invertendo la propria tendenza e vede un forte rallentamento nell’ultimo anno, ma rimane ad un valore troppo elevato, pari ai valori di inizio anni 90.

Sul fronte tassi, le probabilità per il prossimo meeting della FED  a novembre vanno per mantenere i tassi invariati ai 525-550 punti base, mentre sono aumentate recentemente le possibilità di un rialzo a 550-575 punti base a dicembre.

Dopo un eventuale proseguimento del quantitative  tightening nell’ultimo mese dell’anno, la fase di rialzo dei tassi da parte di Jerome Powell dovrebbe lasciare il posto al quantitative easing entro metà 2024.

Da giugno 2024 infatti possiamo intravedere sul “FedWatch tool” una probabilità stimata al 36% dell’inizio di un inversione su questo fronte.

Ciò porterebbe i mercati più speculativi, come quello crypto, a festeggiare vista la liquidità che potrebbe essere immessa sulle piazze d’affari dalla banca centrale USA.

crypto usa fed

In Europa l’inflazione nell’Eurozona è più preoccupante e le prossime riunione della BCE dovrebbero sancire un ulteriore aumento dei tassi, con il costo del debito che salirà ancora una volta danneggiando i mutuatari ed avvantaggiando le banche.

Da sottolineare inoltre che diversi paesi europei si trovano già ufficialmente in recessioni avendo visto due trimestri consecutivi a  PIL negativo, con crisi abitative in atto e diminuzione della produzione industriale.

In Cina il pericolo di una crisi e di una contaminazione su tutti i mercati mondiali è ancora più forte, visto il continuo rallentamento dell’economia e i crescenti problemi sul settore bancario ed immobiliare.

A proposito di immobiliare, tornado in USA possiamo vedere come nonostante lo stress dei mesi precedenti, la situazione non sembra essere critica e decisamente differente rispetto a quella del 2008.

Ci sono problemi legati alla crisi del tetto del debito e alle crisi bancarie con diversi istituti commerciali che rischiano la bancarotta o sono già stati colpiti (vedi Silicon Valley Bank).

Ad ogni modo, gli analisti di Wall Street non sono più preoccupati come qualche mese fa ed ora i timori di una “imminente recessione” hanno lasciato spazio alle ipotesi di un probabile “atterraggio morbido”.

Le conseguenze sul mercato crypto: le analisi e  le previsioni di YouHdler

Concentrandoci sul fronte crypto, vediamo quali sono gli scenari possibili analizzati da Ruslan Lienkha e quali sono le conseguenze di una politica restrittiva della Fed In USA con i tassi che saliranno o rimarranno invariati fino a metà del prossimo anno.

Come ben sappiamo, le decisioni sul costo del debito influenzano moltissimi i mercati speculativi visto che gli investitori, vedendo tassi elevati, sono incentivati a prestare i propri capitali nel contesto obbligazionario godendo di alti rendimenti a rischio contenuto.

Molto probabilmente Bitcoin e tutto il resto del mercato crypto, torneranno a vedere forti rialzi dei prezzi solo in concomitanza del primo taglio dei tassi che, come detto, è stimato per giugno 2023.

Nonostante ciò, You Hodler e il suo capo dei mercati credono che, nello scenario migliore, BTC potrà raggiungere i 35.000-40.000 dollari entro fino 2023.

Nello scenario peggiore non dovremmo comunque scendere al di sotto dei 20.000 dollari, dove si trova una resistenza psicologica fondamentale.

A determinare quale sarà l’andamento del settore crypto da qui ai prossimi 3 mesi è sicuramente la SEC e le sue prossime decisioni su un ETF spot per la prima moneta crittografica del mercato.

Non avendo argomentazioni per respingere la messa in opera  di uno strumento finanziario del genere in USA, Gary Gensler e il suo team dovrebbero approvare il primo ETF indicativamente a fine 2023 o ad inizio 2024.

C’è chi pensa che la data più probabile sia a gennaio o a marzo 2023, dove confluiscono diverse deadline a cui la SEC dovrà rispondere definitivamente, come quelle di Ark, BlackRock, Bitwise, VanEck, Wisdomtree, Invesco, Fidelity e Valkyrie.

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Al momento la situazione per il quarto trimestre 2023 è ancora molto incerta: un contesto di crescita ed evoluzione generale della tecnologia blockchain ed un interesse sempre più forte da parte degli istituzionale fa ben sperare per un futuro sempre più roseo, ma nel breve termine i timori di un’ulteriore fase di ribasso dei prezzi sono alle porte.

I volumi di scambio sono molto bassi sugli exchange e ciò  non aiuta a contenere i pericoli di manipolazione e di una prosecuzione del mercato ribassista.

Comunque sia, la strada nel medio periodo sembra ormai essere stata tracciata: entro metà 2024 potremmo assistere molto facilmente al ritorno del bull market con le questione relative alle politiche monetarie della Fed in Usa che si sovrappongono al quarto halving di Bitcoin che avverrà ad aprile.

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Alessandro Adami
Alessandro Adami
Laureato in "Informazione, Media e Pubblicità", da oltre 4 anni interessato al settore delle criptovalute e delle blockchain. Co-Fondatore di Tokenparty, community attiva nella diffusione di crypto-entuasiasmo. Co-fondatore di Legal Hackers Civitanova marche. Consulente nel settore delle tecnologie dell'informatica. Ethereum Fan Boy e sostenitore degli oracoli di Chainlink, crede fermamente che in futuro gli smart contract saranno centrali all'interno dello sviluppo della società.
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