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Bufera nel mercato crypto: la stablecoin di Gemini GUSD perde oltre il 90% della propria capitalizzazione

Le crypto stanno attraversando una fase molto delicata negli ultimi mesi: in particolar modo quelle più piccole come la stablecoin usd-backed di Gemini GUSD non riescono ad emergere in un contesto di forte competizione, con cali dei volumi di scambio on-chain e riduzione della loro presenza sul mercato.

Da osservare in particolar modo che mentre Tether (USDT) rafforza la propria egemonia sulle piazze d’affari crittografiche, la stablecoin di Gemini registra una performance terribile, con un calo della propria capitalizzazione di mercato del 93% a partire da luglio 2023.

Il peg con il dollaro è ancora salvo, ma l’utilizzo che se ne fa della  crypto sta andando via via scemando, a testimonianza del fatto che questo settore si sta centralizzando sempre di più attorno a pochi, ma giganti players.

Cosa ci aspetta nel 2024?

Vediamo tutti i dettagli di seguito.

Crypto: la stablecoin GUSD, sostenuta da Gemini, vede evaporare più del 90% della sua capitalizzazione in 6 mesi

Non tutte le stablecoin del mercato crypto hanno avuto un percorso di crescita stabile nell’ultimo periodo: per esempio  nel mezzo delle turbolenze dei prezzi del 2023 la moneta crittografica usd-backed di Gemini (GUSD) ha visto una forte riduzione del proprio utilizzo tra i trader.

A fino giugno 2023 GUSD rappresentava la nona stablecoin più grande di questo settore, con una  capitalizzazione di mercato pari a 564 milioni di dollari, ma ora si trova 28esima nella classifica contro le sue contendenti.

Quella che si pensava essere una moneta solida, appartenente ad un ecosistema di tutto rispetto sostenuto dai fratelli miliardari Winklevoss, si sta rivelando invece un flop totale.

In appena 6 mesi questa stablecoin ha visto evaporare circa il 93% della propria capitalizzazione arrivando attualmente ad un valore di 38,93 milioni di dollari.

In un orizzonte ancora più vasto, la moneta di Gemini si colloca al 667esimo posto su 12.000 asset crittografici presenti su Coingecko, con i mercati più grandi su cui viene scambiata che sono Coinbase, Uniswap e ovviamente il suo stesso exchange di appartenenza.

Per rendere l’idea di quanto GUSD sia diventata irrilevante nel mercato crypto, la stablecoin di Gemini rappresenta ora solo lo 0,0423% della massiccia capitalizzazione di mercato di 92,10 miliardi di dollari di USDT 

Da sottolineare poi come GUSD sia presente solo sulla blockchain di Ethereum, mentre USDT ed altre monete competitor sono disponibili in versione multichain, dunque hanno più casi d’uso e più possibilità di crescere.

gemini stablecoin crypto

Il crollo della crypto di Gemini non è dovuto ad un depeg del proprio ancoraggio al dollaro, come successo a metà 2022 con il crash della stablecoin di Terra (UST), che nel giro di qualche giorno aveva perso gran parte del suo valore arrivando ad essere scambiata al di sotto dei 10 centesimi di dollaro per unità.

In questo caso, il calo è riferito unicamente alla riduzione della sua supply nel mercato, con molti utenti che hanno effettuato il redeem della valuta andando a riprendersi ciò che avevano bloccato per mintarla.

Questo segnala una situazione di scarsità di utilizzo e di poca fiducia da parte degli investitori, che preferiscono custodire la propria liquidità su mezzi alternativi, più sicuri e capitalizzati.

GUSD non è l’unica stablecoin ad aver attraversato un periodo alquanto difficile: a febbraio dello scorso anno la SEC aveva obbligato Paxos a stoppare il suo processo di emissione di BUSD (stable di Binance), avviando un processo di redemption della sua intera supply.

Da quel momento in poi BUSD ha perso circa 15 miliardi di dollari di capitalizzazione, venendo addirittura estromessa a novembre da tutte le coppie di scambio di Binance

L’andamento del resto del mercato stablecoin: le performance di USDT, USDC, USDP e MIM

Purtroppo il mercato delle stablecoin è un mondo feroce ed in continua evoluzione, dove in pochi riescono a sopravvivere: il caso della crypto di Gemini GUSD e della sua contrazione nella capitalizzazione è un caso lampante di come da un momento all’altro si possa perdere tutta la notorietà conquistata negli anni.

Tra le stablecoin che invece sono riuscite a sopravvivere, arrivando addirittura ad aumentare la propria portata nel mercato, vediamo in primo piano Tether (USDT)  che in tutto il 2023 ha aggiunto 25,5 miliardi di dollari alla propria capitalizzazione.

In particolar,e a maggio dello scorso anno, mentre i prezzi delle maggiori criptovalute erano in calo ed altre stable stavano attraversando momenti difficili, USDT ha raggiunto un nuovo massimo storico per quanto riguarda il suo rifornimento circolante.

Da osservare come dal 2017 in poi, per la  moneta di Tether ci sono state solo fasi di crescita, con le uniche occasioni di debolezza registrate a maggio e giugno 2022, nel mezzo del caos Terra/Luna.

Un’altra stablecoin che è sopravvissuta alle intemperie del mercato è USDC: questa capitalizza ad oggi circa 25 miliardi di dollari e si afferma come la  risorsa crittografica peggata al dollaro più utilizzata in ambito DeFi.

La maggior parte dei protocolli di yield, lending o DEX integra infatti USDC all’interno delle proprie pools, con  livelli di liquidità e volumi di scambio solitamente più alti rispetto ad altre criptovalute.

Nonostante ciò USDC non è riuscita nel 2023 a crescere come USDT, ed anzi, ha perso anch’essa gran parte della sua capitalizzazione, circa 18 miliardi di dollari.

Il motivo di questa situazione in cui le due top valute del mercato stablecoin si comportano in maniera totalmente differente, risiede nell’uso che se fa di queste risorse.

Per USDT la sua crescita è dovuta principalmente all’aumento di scambi off-shore, dove viene utilizzata in modo massiccio, mentre per USDC il suo calo vede come cause principali l’uscita di molti investitori dal mercato delle stablecoin, che hanno preferito abbracciare soluzioni di investimento più sicure e remunerative (come per esempio il campo obbligazionario).

gemini stablecoin crypto

Nel mezzo dell’evoluzione del comparto stablecoin, troviamo spazio per citare altri due casi di insuccesso che fino a pochi mesi fa potevano vantare un discreto potere ma oggi hanno cambiato totalmente outlook.

La moneta Pax Dollar (USDP) per esempio, a fine giugno aveva  una valutazione di mercato di un miliardo di dollari, mentre ora registra un valore di solo  369 milioni di dollari.

Nonostante questo calo, USDP mantiene la sua posizione come la nona stablecoin più grande per valutazione di mercato, sebbene si classificava come la settima più grande nel giugno 2023.

Anche Magic Internet Money (MIM), creata dal progetto Abracadabra Money, ha una storia molto interessante alle sue spalle: a gennaio 2022 era una delle stablecoin più utilizzate in svariate applicazione DeFi con una capitalizzazione totale di 4,6 miliardi di dollari.

Da sesta stable più grande del settore è arrivata ad oggi al rank #23 con un drop della sua capitalizzazione a soli 50 milioni di dollari.

Alessandro Adami
Alessandro Adami
Laureato in "Informazione, Media e Pubblicità", da oltre 4 anni interessato al settore delle criptovalute e delle blockchain. Co-Fondatore di Tokenparty, community attiva nella diffusione di crypto-entuasiasmo. Co-fondatore di Legal Hackers Civitanova marche. Consulente nel settore delle tecnologie dell'informatica. Ethereum Fan Boy e sostenitore degli oracoli di Chainlink, crede fermamente che in futuro gli smart contract saranno centrali all'interno dello sviluppo della società.
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