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Prezzo di Bitcoin (BTC) sopra i 47.000 USD: si scaldano i motori in vista dell’approvazione dell’ETF spot

Nel tardo pomeriggio di ieri, il prezzo di Bitcoin (BTC) è tornato al di sopra dei 47.000 USD dopo ben 19 mesi in cui veniva scambiato ad un livello inferiore.

Tutti gli occhi sono puntati a Washington D.C, in attesa che la SEC esprima il suo giudizio in merito all’ETF spot per la criptovaluta, che potrebbe essere approvato da un momento all’altro.

Un fondo quotato in borsa su Bitcoin creerebbe afflussi miliardari sui mercati crypto, aumentando a dismisura i volumi di scambio e spingendo al rialzo  il prezzo dei principali asset crittografici.

In questa occasione la banca londinese Standard Chartered ha previsto un prezzo di Bitcoin pari a 200.000 dollari entro la fine del 2025,  sostenuto dagli afflussi di denaro per l’ETF spot.

Vediamo tutti i dettagli di seguito.

Il prezzo di Bitcoin (BTC) torna a 47.000 USD per la prima volta da aprile 2022

Ieri, intorno alle ore 20 il prezzo di Bitcoin (BTC) è cresciuto fino a 47.250 USD, raggiungendo un livello che non veniva più toccato da 19 mesi, più precisamente da aprile 2022.

La candela giornaliera di ieri sul grafico BTC-USDT ha visto un incremento del 6,88%, tale da rompere i massimi locali e creare FOMO tra i crypto investitori, che in questo momento sono in fermento per ‘approvazione del primo ETF spot in USA, che potrebbe arrivare a brevissimo.

Dopo il picco di ieri, il prezzo della criptovaluta è sceso leggermente fino a 46,200 dollari per poi appoggiarsi sui 46.780 dollari, su cui viene scambiato al momento della stesura dell’articolo.

La Bitcoin dominance è tornata al livello del 54,5% chiudendo ieri la sua decina candela consecutiva in verde ed accorpando la maggior parte dei capitali nella prima moneta del mercato crypto.

Anche la “Total Market cap” del settore è in rialzo ed ha raggiunto quota 1,68 trilioni di dollari, in rialzo del 120% rispetto ad un anno fa ma ancora inferiore del 44% rispetto ai massimi storici di novembre 2021.

grafico dominance bitcoin

Con la volatilità di ieri c’è stato un discreto numero di liquidazioni sui mercati derivati di trading perpetuo per la coppia di scambio BTC-USDT: 155 milioni di short liquidati contro 120 milioni di long.

Questi numeri non sono in realtà così alti come potevamo aspettarci e vanno messi in relazione al movimento ribassista  del 3 gennaio con cui sono stati liquidati oltre mezzo miliardi di posizioni long.

In quel giorno infatti BTC ha perso il 4,68% del proprio valore con un ampiezza della candela daily superiore al 10% che ha permesso di resettare tutti i parametri sovraestesi dei mercati crittografici in leva.

Il funding rate è tornato positivo, ma ad un tasso di finanziamento molto basso (0,015% ogni 8 ore) che indica sostanzialmente una situazione di parità tra la richiesta di leva dai traders per posizioni al rialzo e per quelle a ribasso.

L’open interest, nonostante il rally aggressivo al di sopra dei 47.000 dollari non è cresciuto in maniera consistente, fermandosi in zona 11.98 miliardi di dollari.

Da osservare in questo contesto che tra l’open interest complessivo su Bitcoin ed il prezzo dell’asset, c’è una piccola divergenza bearish. 

Infatti, mentre i prezzi della moneta hanno superato ampiamente i livelli di dicembre, i valori dell’OI sono inferiori di circa 800 milioni di dollari rispetto quelli dello stesso periodo.

grafico prezzo e open interest del prezzo di Bitcoin (BTC)

In questo momento, nonostante l’outlook di Bitcoin sia ampiamente positivo, non possiamo che mettere in allerta gli operatori del mercato, essendo prevista molta volatilità nelle prossime ore.

L’oro digitale potrebbe raggiungere in un men che non si dica quota 50.000 dollari, soprattutto se Gary Gensler dovesse dare un responso positivo per il primo fondo spot quotato al Nasdaq, ma allo stesso tempo possiamo aspettarci anche un rapida incursione al di sotto dei 45.000 dollari

Viste tali considerazioni, è preferibile operare nei mercati con leva ridotta e size bassa, aspettando tempi più “sicuri” per poter addossare un rischio maggiore sulle proprie spalle.

Tutti pronti per l’approvazione dell’ETF spot: attesi miliardi di inflow sui mercati

Il rally di ieri con cui Bitcoin /BTC) ha sorpassato il prezzo di 47.000 dollari è supportato dalla frenesia del mercato per la questione dell’ETF spot.

Nelle prossime ore, infatti, la Securities and Exchange Commission potrebbe approvare il primo fondo quotato in borsa negli USA per Bitcoin, che diventerebbe di fatto un asset regolamentato e trasparente su cui poter investire tramite broker autorizzati come BlackRock, VanEck, Fidelity ecc.

Ieri molti gestori di fondi patrimoniali che hanno chiesto alla commissioni per i titoli e gli scambi statunitense di approvare tale strumento finanziario, hanno inviato i propri aggiornamenti FORM S-1 che includono informazioni sulle commissioni o sull’identità dei market maker per i potenziali ETF.

La SEC nella notte ha aggiunto ulteriori commenti ai moduli S-1 chiedendo un altro aggiornamento da parte dei soggetti interessati, che arriverà presumibilmente entro la prima metà della mattinata.

L’attesa sta ormai per terminare: dopo mesi snervanti in cui le indiscrezioni e i rumors hanno preso il sopravvento creando un clima di altissima tensione, ecco che finalmente siamo in procinto di vedere Gary Gensler prendere una decisione finale.

Diciamo che le probabilità vanno estremamente in favore dell’approvazione, con tutti i Fund Manager coinvolti che hanno già rilasciato informazioni relative alle commissioni che applicheranno sui propri veicoli di investimento, come evidenziato dall’ETF strategist di Bloomber James Seyffart.

C’è addirittura chi, come VanEck, che ha comprato 72,5 milioni di dollari in Bitcoin, per il seed iniziale del proprio potenziale ETF.

Lo stesso fondo di investimento ha promesso il 5% dei suoi profitti legati alle commissioni dello strumento agli sviluppatori Bitcoin core dell’associazione Brinks.

Secondo molti esperti, l’ETF spot porterà ad un afflusso di miliardi di dollari all’interno delle piazze d’affari crittografiche, con enormi benefici sia per i broker emittenti che gli holders di Bitcoin.

Oltre a regolamentare un’industria che fino a pochi mesi fa era considerata la base del narcotraffico e del riciclaggio internazionale, con il nuovo fondo quotato in borsa arriverà la presenza degli investitori istituzionali, che potranno fare affidamento su una base d’appoggio sicura per le proprie posizioni.

Proprio in merito alla probabile approvazione della SEC, la banca londinese  Standard Chartered ha previsto un prezzo di Bitcoin pari a 200.000 dollari entro la fine del 2025.

Signore e signori, allacciate le cinture.

Alessandro Adami
Alessandro Adami
Laureato in "Informazione, Media e Pubblicità", da oltre 4 anni interessato al settore delle criptovalute e delle blockchain. Co-Fondatore di Tokenparty, community attiva nella diffusione di crypto-entuasiasmo. Co-fondatore di Legal Hackers Civitanova marche. Consulente nel settore delle tecnologie dell'informatica. Ethereum Fan Boy e sostenitore degli oracoli di Chainlink, crede fermamente che in futuro gli smart contract saranno centrali all'interno dello sviluppo della società.
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